NOTIZIE DAL MONDO

PUNTATA DI LUNEDÌ 2 AGOSTO, ORE 19.00

Con Antonio Di Muro, avvocato esperto in relazioni internazionali.

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Gli USA continueranno il supporto aereo in Afghanistan per sostenere l’esercito afghano contro i talebani. E’ morto a 86 anni Bob Moses, leader dei diritti civili negli Stati Uniti e noto soprattutto per il suo impegno contro la segregazione razziale negli anni ’60. Il Giappone si schiera al fianco di Taiwan e in favore dell’indipendenza dell’isola: subito la dura reazione della Cina. In Germania il debito pubblico arriva al suo massimo storico, raggiungendo i 2.195,1 miliardi di euro. Il presidente della 75esima Assemblea generale dell’ONU, Volkan Bozkir, in visita in Kuwait. L’ex presidente dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbachev, ha espresso la speranza di un dialogo tra Usa e Russia per una riduzione dei rispettivi arsenali nucleari. L’Italia interviene in favore della Tunisia nella lotta al Covid: arrivata al porto di Tunisi la prima nave carica di beni umanitari dalla Cooperazione italiana. Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, oggi in Libia per la quinta volta dall’inizio dell’anno: attesi incontri a Tripoli, Bengasi e Tobruk.

Buone vacanze e buon ascolto…

Notizie dal mondo riprenderà le sue trasmissioni a partire da lunedì 13 settembre, sempre alle ore 19.00

ANIMALI & PALAZZI

PUNTATA DI LUNEDÌ 2 AGOSTO, ORE 12.00

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV

ASCOLTA IL PODCAST

Ultima settimana di lavori parlamentari prima della pausa estiva. Alla Camera continua spedito l’iter per l’approvazione in seconda lettura della riforma dell’art. 9 della Costituzione: tutte le Commissioni hanno dato parere positivo al testo approvato dal Senato. Nella Commissione Giustizia del Senato, dopo la sconvocazione dei lavori di Commissione della scorsa settimana, è stato ricalendarizzato per mercoledì prossimo il ddl di riforma del codice penale che dovrebbe inasprire la normativa sul maltrattamento degli animali. Mercoledì 4 agosto, nella Commissione Agricoltura della Camera, si svolgeranno le audizioni di Ispra, Coldiretti e Agrinsieme nell’ambito delle proposte di legge recanti disposizioni in materia di danni provocati dalla fauna selvatica, l’obiettivo è di allargare oltremodo le maglie della caccia : cacciare sempre, cacciare senza limiti.

Fuori dai Palazzi: continua senza sosta l’impegno dei volontari della Lav per salvare gli animali scampati dalle fiamme degli incendi che hanno devastato la zona dell’Oristanese, in Sardegna. Tantissimi animali non ce l’hanno fatta e, purtroppo, molti cani sono arsi vivi perché legati alle catene. La Lav ha chiesto ai Comuni interessati di emanare un’ordinanza urgente per vietare la detenzione degli animali a catena.

In questo momento la priorità è mettere in salvo quanti più animali possibile: sul posto è arrivata da Roma anche l’ambulanza della Lav, ma l’impegno per soccorrere e curare in cliniche specializzate tutti gli animali è veramente oneroso. E’ possibile sostenere l’attività di soccorso della LAV effettuando una donazione a questo indirizzo: https://bit.ly/Emergenza-Incendi-Sardegna. Anche un piccolo contributo potrà fare la differenza.

ANIMALI & PALAZZI riprenderà le trasmissioni a partire da lunedì 13 settembre, sempre alle ore 12.00.

Buon ascolto e buone vacanze!

FOLLIA A DUE. ANALISI PSICO-CRIMINOLOGICA DELLA COPPIA CRIMINALE.

NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER – Con Giulia Schioppetto, criminologa e psicologa investigativa.

PUNTATA DI LUNEDÌ 26 LUGLIO, ORE 17.30

ASCOLTA IL PODCAST

Giulia Scioppetto

In questa puntata la criminologa Giulia Schioppetto ci ha introdotto nella psicologia delle coppie criminali, per conoscere quelle modalità relazionali che creano connubi di morte: dipendenza, suggestionabilità, attaccamento. Un’interessante analisi psico-criminologica che ci sollecita a confrontarci con la nostra sfera personale e affettiva, poiché in ogni società c’è sempre una sorta di “induzione” di un individuo sull’altro.

Alla fine di questo podcast, troverete anche dei “consigli di lettura” per l’estate: libri suggeriti da Giulia Schioppetto che approfondiscono le tematiche che abbiamo affrontato all’ambito della nostre puntate a “Nella mente del serial Killer”.

Buon ascolto…

LIBRI PER L’ESTATE

RITRATTO DI UNA MENTE ASSASSINA, di SIlvio Ciappi

IL LEGAME INVISIBILE.Come superare i conflitti nella coppia e nella famiglia e mantenere l’equilibrio, di Andrea Candoni e Silvio Ciappi

IL RITIRO SOCIALE NEGLI ADOLESCENTI, di Massimo Lancini

IO SONO OK, TU SEI OK, di Thomas Anthony

LA FOLLIA CHE È ANCHE IN NOI, di Eugenio Borgna

ATTACCO A BAGHDAD. LE CONSEGUENZE NELL’AREA MEDIORIENTALE.

RISIKO- con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication. Con la partecipazione del sen. Massimo Candura, vicepresidente della Commissione Difesa del Senato.

PUNTATA DI MERCOLEDÌ 28 LUGLIO, ORE 17.00

ASCOLTA IL PODCAST

La tensione sull’Iraq è molto forte. L’attentato del 19 luglio scorso al mercato Sadr City di Bagdad, dove un uomo dell’Isis si è fatto esplodere usando una cintura esplosiva che ha ucciso più di 35 persone, è solo l’ultimo episodio di una situazione alquanto critica. E mentre il presidente Mustafa al-Kazemi è impegnato all’estero per un giro di incontri con i maggiori leader mondiali ( da ultimo l’incontro del 26 luglio alla Casa Bianca con il presidente Joe Biden), la sicurezza in Iraq è compromessa da una serie di fattori che stanno destabilizzando il Paese.

Da una parte gli scontri contro il PKK nella zona del Kurdistan iracheno, dall’altra l’azione dell’Isis che sta cercando letteralmente di “lasciare al buio” il Paese, abbattendo le torri per l’elettricità ( tra tralicci e centrali elettriche). Da ultimo, il problema dell’acqua, con il fiume Shatt al-Arab che si sta prosciugando: la siccità, i cambiamenti climatici e le dighe turche che hanno bloccato di fatto il corso dell’acqua del Tigri e l’Eufrate, stanno rendendo la situazione sempre più preoccupante per la popolazione. In tutto questo contesto, grande incertezza incombe sulle elezioni di ottobre, e l’instabilità dell’Iraq andrà inevitabilmente a riposizionare i rapporti di forza in tutto il Medio Oriente.

Buon ascolto…

BANDI EUROPEI. UN’OPPORTUNITÀ PER RIPARTIRE.

Con Isabella TOVAGLIERI, europarlamentare Gruppo Lega – Identità e Democrazia e Juraj JURKOVIC responsabile Europa PMI Imprese Italia.

PUNTATA DI MERCOLEDÌ 28 LUGLIO, ORE 18.30

ASCOLTA IL PODCAST

I Bandi europei diretti ed indiretti rappresentano una grande opportunità per imprese, amministrazioni locali e singoli cittadini. In questo particolare momento storico c’è bisogno di una forte iniezione di liquidità e di risorse per far ripartire l’economia: ecco perchè i finanziamenti europei possono rivelarsi uno strumento molto efficace. L’Italia, purtroppo, è da sempre tra i Paesi che utilizza meno queste risorse ( è il penultimo Paese in termini di capacità di impiego delle risorse messe a disposizione dalla UE), nonostante sia il terzo contributore dell’Unione Europa. Il risultato è che versiamo a Bruxelles più di quanto riceviamo.

Il motivo di questo gap è dovuto soprattutto ad un’informazione carente sulle opportunità esistenti, che non consente a cittadini e imprese di districarsi nella complessa macchina dei bandi europei. Da questo punto di vista, l’on. Isabella Tovaglieri si è fatta promotrice, proprio in queste settimane, di una importante iniziativa volta ad aiutare i cittadini, le imprese e le amministrazioni locali ad individuare in maniera semplice ed efficace i bandi europei che meglio rispondono alle proprie esigenze. Si tratta di un portale web accessibile a tutti che dà la possibilità di selezionare progetti tra più di 10 mila bandi messi a disposizione dalla UE ( diretti e indiretti). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito a questo link.

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

PUNTATA DI LUNEDÌ 26 LUGLIO, ORE 12.00

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. In Senato, nella Commissione Giustizia riprende l’iter dei ddl per la riforma del codice penale, che dovrebbe inasprire le pene per i maltrattamenti sugli animali. Alla Camera, attesi per questa settimana i pareri delle Commissioni Ambienti, Agricoltura e Affari sociali sul testo di riforma dell’art. 9 della Costituzione. Nella Commissione Agricoltura del Senato è in calendario il ddl per il contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne. Nella Commissione Ambiente della Camera, audizione di Stefano Laporta nell’ambito della proposta di nomina dello stesso a presidente dell’Ispra.

Fuori dai Palazzi parlamentari: continua la campagna per salvare e mettere in sicurezza i cani dell’allevamento privato di Trecastelli, in provincia di Ancona, dopo lo scoppio dell’epidemia di brucellosi, a cui è seguita anche quella di parvovirosi. Le associazioni animaliste, tra cui la LAV, hanno ottenuto un incontro la scorsa settimana con gli Assessori all’Ambiente e alla Sanità della Regione Marche. Dal 31 luglio sarà possibile adottare i cani salvati. Per info: http://www.amicianimali.org/

Buon ascolto…

A tu per tu con suor Monia Alfieri – ECCO COS’È SUCCESSO IN SENATO SUL DDL ZAN.LA VERITÀ IN PUNTO DI DIRITTO CHE I MEDIA NON RACCONTANO.

Puntata di giovedì 22 luglio ore 19.45

ASCOLTA IL PODCAST

Il Parlamento italiano dovrebbe approvare una legge per prevenire e contrastare la discriminazione e la violenza fondata su motivi legati all’orientamento sessuale? Assolutamente sì. Tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento si sono espresse a favore di un provvedimento che vada in questa direzione. Ecco perché riteniamo che il racconto mediatico secondo cui una parte del Parlamento è contro l’approvazione del ddl Zan sia tanto fuorviante quanto pericoloso per l’opinione pubblica. Attorno a questo provvedimento, infatti, si sono volutamente creati due schieramenti contrapposti che stanno dividendo il Paese e ledendo proprio i diritti di quanti il ddl dovrebbe tutelare.

Le ragioni per cui una parte della politica, tra l’altro molto trasversale, si sta opponendo all’approvazione non di una legge sull’omotransfobia ma di questo specifico testo di legge, riguardano questioni di diritto. Sul banco degli imputati ci sono gli articoli 1,4 e 7 del disegno di legge, che presentano evidenti profili di costituzionalità. Una legge non può definire la “persona”: ha il compito di garantirla e tutelarla. Ogni definizione contiene in sé una limitazione, dei confini che se stabiliti per legge vanno a creare un pericoloso precedente di diritto. L’invito è quindi a ragionare con consapevolezza, poiché i pregiudizi di opinione di qualsiasi genere ( pro o contro qualcosa) quando si parla di diritti civili vanno ad inficiare il buon senso dei nostri ragionamenti. In questo podcast, suor Monia Alfieri ci mette davanti a delle evidenze giuridiche, filosofiche ed etiche, che costituiscono un grande contributo per riportare la discussione su questo ddl sulla giusta strada della ragione e del buon senso.

Buon ascolto…

Futuro chiama Europa, con Luisa Regimenti – GREEN PASS MA NON TROPPO. QUALE EQUILIBRIO TRA LIBERTÀ PERSONALE E COLLETTIVA?

Con l’on.Luisa Regimenti, europarlamentare Guppo PPE-Forza Italia.

Puntata di giovedì 22 luglio, ore 18.00

ASCOLTA IL PODCAST

A che punto siamo arrivati nella lotta al Covid? Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda insieme all’on. Luisa Regimenti, che ci ha fornito importanti informazioni utili per approcciarsi in maniera responsabile e senza paure immotivate con il virus che ha cambiato il mondo. Abbiamo a disposizione molte linee terapeutiche efficaci; ci sono centri di monitoraggio europei che valutano ogni tipo di mutazione; c’è in corso una campagna vaccinale che ha consentito di quasi azzerare i decessi e i ricoveri nelle terapie intensive. Insomma, secondo l’on. Regimenti non dobbiamo più temere il Covid, perché la situazione è radicalmente cambiata dallo scorso anno: abbiamo gli strumenti per poter “convivere” con questo virus.

A non essere cambiata, invece, è una comunicazione di massa grossolana, che invece di informare confonde e spaventa i cittadini lasciandoli con molti dubbi e poche risposte. Da questo punto di vista, la politica dovrebbe fare molto di più e di diverso. A fare la differenza ( come sempre) sarà il senso di responsabilità dei cittadini: è necessario arrivare al prossimo autunno scongiurando qualsiasi tipo di restrizione alle libertà personali che possono compromettere la ripresa economica.

E a proposito del “green pass” – ci ha ricordato l’on. Regimenti – è bene tenere a mente che il “certificato digitale Covid” non è un passaporto vaccinale, si limita invece a certificare che una persona si è sottoposta alla vaccinazione contro il Covid, che è guarita da questa patologia ovvero si è sottoposta a tampone con risultato negativo.

Ciò ci riporta a quanto deciso dal Consiglio d’Europa, ossia che la vaccinazione non può essere obbligatoria e che ogni Stato deve “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”. Forse non stiamo andando proprio in questa direzione.

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Puntata di lunedì 19 luglio, ore 12.00

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Alla Camera approvata all’interno del decreto sostegni-bis una norma (bipartisan PD/Lega) che riduce per tutto il 2021 l’IVA al 10% per l’acquisto di animali vivi per uso venatorio: la norma pro caccia costerà ai contribuenti un minino di 500 mila euro.

Presentata un’interrogazione da parte dell’on. Filippo Maturi, responsabile del Dipartimento animali della Lega, per chiedere un intervento immediato del Ministro Speranza in merito all’epidemia di brucellosi scoppiata in un allevamento di cani nelle Marche a seguito dell’importazione di alcuni cuccioli dalla Russia, malattia tra l’altro trasmissibile anche all’uomo. Gravi le responsabilità tanto del servizio veterinario locale, per non avere effettuato le verifiche necessarie, quanto della Regione Marche che dopo mesi ancora non è intervenuta per debellare l’epidemia. Al momento sono morti più di 200 cani.

Sempre a Montecitorio l’on. Patrizia Prestipino (PD), autrice dell’emendamento che ha previsto la possibilità per i veterinari di prescrivere farmaci equivalenti per uso umano, ha presentato un’interrogazione per chiedere al Ministro Speranza una campagna informativa per la corretta applicazione di questa disposizione: una richiesta arrivata dopo le dichiarazioni di un dirigente del Ministero della Salute che ha pubblicamente criticato questa misura esortando i veterinari a non applicarla.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

Con Antonio Di Muro, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 19 luglio, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. In Sudafrica ondata di violenze dopo l’arresto dell’ex presidente Zuma. In Francia l’Antitrust infligge a Google una multa record da 500 milioni di euro. La Ue propone lo stop delle macchine diesel dal 2030 e quelle a benzina e ibride (anche plug-in) dal 2035. In Usa il presidente Biden valuta la possibilità di installare una linea diretta d’emergenza, il c.d. “telefono rosso”,  con la Cina per ridurre il rischio di conflitti tra i due Stati. La Cina respinge le accuse dell’OMS in merito alla mancata condivisione dei dati per fare luce sull’origine del Covid. Il presidente cinese Xi Jinping al summit dell’Apec chiede di “rimuovere le barriere, aprire e cercare l’integrazione” per accelerare la ripresa post Covid. In Germania, dopo l’alluvione dei giorni scorsi, è corsa contro il tempo per salvare i dispersi. Il quotidiano inglese The Guardian rivela una rete di spionaggio da parte di governi autoritari ( anche europei) nei confronti di giornalisti e attivisti politici di tutto il mondo: sotto accusa lo spyware Pegasus.

Buon ascolto…

A tu per tu con suor Monia Alfieri – DIALOGO SUL DDL ZAN

Con la partecipazione del sen. Andrea OSTELLARI, presidente della Commissione Giustizia del Senato.

Puntata di venerdì 16 luglio, ore 10.30

ASCOLTA IL PODCAST

La questione relativa all’approvazione del c.d. ddl Zan ha ben poco a che vedere con il contrasto della discriminazione per sesso o genere, piuttosto con la libertà di pensiero che questo provvedimento va pesantemente a ledere. “Una legge dello Stato dovrebbe garantire i diritti della persona, non definirla” , ha commentato suor Monia in opposizione al testo in discussione in Senato. Condividiamo le preoccupazione di suor Monia in merito al tentativo di certa politica di far prevalere la propria visione (minoritaria) della società, inculcando attraverso una forzata opera di indottrinamento una cultura fondata sulla sessualità liquida. Su questa vicenda si sta spaccando il paese e si stanno compromettendo proprio i diritti di coloro che la legge dovrebbe andare a tutelare. In aggiunta a ciò, il buon senso dovrebbe indurre il legislatore a introdurre cambiamenti radicali in termini di diritti civili laddove è sicuro di rappresentare il pensiero della maggioranza del paese, quando invece questo Parlamento è espressione di maggioranze ( di volta in volta diverse) costruite da gruppi politici avulsi dal sentire della popolazione.

Ad ogni modo, tra bocciare questo provvedimento e approvarlo nel testo attuale c’è una terza via: quella del compromesso, che il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, ha chiesto a tutte le forze politiche nel tentativo di migliorare un testo scritto “pericolosamente” male. Non è necessario essere dei giuristi per capire che una legge non può definire l’orientamento sessuale come un’autopercezione soggettiva slegata completamente da qualsiasi parametro biologico, punendo penalmente chiunque esprima opinioni o convincimenti diversi che possono presumibilmente istigare all’odio e alla discriminazione sessuale. Perchè è questo che è stabilito nell’articolo 4 dell’attuale ddl Zan, laddove recita ” Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. In altre parole, sarà la magistratura a giudicare caso per caso se un individuo ha espresso la propria opinione come manifestazione del proprio convincimento oppure se determinate esternazioni erano animate dall’odio e discriminazione, quindi passibili di condanna.

Nella speranza che questo #podcast possa essere un valido contributo per riflettere nel merito sul ddl Zan, riportiamo di seguito per completezza d’informazione il testo del ddl Zan, invitandovi alla lettura dello stesso per comprenderne la reale portata. In particolare, vi invitiamo a riflettere sull’art. 1, che stabilisce per legge le diverse definizioni di “sessualità”: “Ai fini della presente legge:a) per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; b) per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; c) per l’attrazione di persone sesso, o di orientamento sessuale si intende sessuale o affettiva nei confronti di sesso opposto, dello stesso o entrambi i sessi; d) per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”. Riteniamo che la libertà sessuale sia un diritto soggettivo assoluto, ma non compete ad una legge definire e quindi delimitare i comportamenti umani: si tratterebbe di un pericoloso precedente.

Buon ascolto…

TESTO DDL ZAN

Futuro chiama Europa, con Luisa Regimenti – DIRITTI DELLE DONNE: LA TURCHIA FUORI DALLA CONVENZIONE DI ISTANBUL.

Con l’on. Luisa Regimenti, europarlamentare Gruppo PPE – Forza Italia.

Puntata di martedì 13 luglio, ore 16.00

ASCOLTA IL PODCAST

La Convenzione di Istanbul, approvata dal Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011, rappresenta una pietra miliare nella lotta alla violenza sulle donne. A dieci anni dalla sua approvazione la Turchia è passata dall’essere il primo Paese ad avere ratificato la Convenzione a diventare il primo Stato ad averla “ripudiata”. Si tratta indubbiamente di un enorme passo indietro che rischia di compromette la protezione delle donne e, purtroppo, altri Governi stanno pensando di seguire l’esempio della Turchia. Questa volta, però, stiamo parlando di Paesi membri della UE, come Polonia e Ungheria.

Oggi più che mai, quindi, l’Europa deve dare prova di essere dalla parte delle donne e mettere in campo tutte le necessarie iniziative per rafforzare le politiche a favore delle donne e contro ogni forma di discriminazione e violenza. In questa direzione va letta l’approvazione a larghissima maggioranza di un progetto di relazione sull’impatto della violenza domestica e dei diritti di affidamento su donne e bambini, avvenuta in queste ore nelle Commissioni congiunte JURI e FEMM del Parlamento europeo, di cui proprio l’on. Luisa Regimenti è una delle relatici. La strada da percorrere è ancora molto lunga, ma c’è la volontà e la determinazione a non arretrare di un passo sui diritti e le tutele delle donne.

Buon ascolto…

COSA C’È DIETRO L’AUMENTO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME.

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di lunedì 12 luglio, ore 18.00

ASCOLTA IL PODCAST

L’aumento dei prezzi e le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, rischiano di compromettere la ripresa economica europea e italiana. Rame, acciaio, polimeri, stanno diventando merce rara da reperire, con rincari che superano anche il 70%. Un fenomeno che – ci hanno spiegato Antonio Albanese e Graziella Giangiulio – risente della concomitanza di diversi fattori: dalla mancanza di container a livello mondiale, che dallo scoppio della pandemia sono stati utilizzati per DPI (dispositivi di protezione individuale); al rallentamento della produzione industriale dovuto alle restrizioni causate dal Covid; alla forte richiesta di alcune materie prime per attuare a livello mondiale la c.d. transizione green.

E’ ancora presto per capire se ci troviamo di fronte ad un fenomeno destinato a stabilizzarsi nel breve periodo ovvero all’alba di un “super ciclo” nuovo nelle materie prime. Sta di fatto che in Italia la situazione sta divenendo preoccupante, con il rischio imminente del blocco dei cantieri. Ad ogni modo, il problema riguarda tutta l’Europa e senza un intervento da parte di Bruxelles l’efficacia del Next Generation EU rischia concretamente di essere compromessa. E mentre la UE medita sul da farsi, questa nuova situazione sta modificando repentinamente le dinamiche geopolitiche: il mondo post-pandemia potrebbe trovare equilibri molto diversi da quelli che conosciamo.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA DI POLITICA ESTERA – Con Antonio Di Muro, avvocato esperto in relazioni istituzionali.

Puntata di lunedì 12 luglio, ore 19.30

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. La Russia è preoccupata per gli sviluppi nelle regioni di confine dell’Afghanistan a seguito del ritiro delle truppe statunitensi, lo ha dichiarato il ​​portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. L’ONU lancia l’allarme climatico: con il Covid sono peggiorati gli interventi per la lotta all’emergenza climatica: nel 2020 temperatura media vicina al massimo previsto da Accordi di Parigi. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha affermato che la UE continuerà a costruire relazioni con la Turchia stabilendo relazioni “faccia a faccia, proporzionate e irreversibili”. L’11 luglio si sono svolte Sarajevo le cerimonie di commemorazione del 26mo anniversario del genocidio di Srebrenica: seppellite nel cimitero memoriale di Potocari i resti di 19 vittime bosniache identificate nel corso degli anni.  Il Fondo Monetario Internazionale effettua una nuova allocazione di 650 miliardi di dollari per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia. Il presidente USA, Joe Biden, ha firmato un ordine esecutivo per mantenere e aumentare la concorrenza in settori critici, che abbasserà i prezzi per le famiglie, aumenterà i salari per i lavoratori e promuoverà l’innovazione e una crescita economica. Il Segretario di Stato americano, Anthony Blinken, ha condannato le minacce Isis contro l’Italia e il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a seguito della Conferenza ministeriale della Coalizione contro l’Isis che si è tenuta a Roma. A Cuba si stanno svolgendo in diverse città dell’isola imponenti manifestazioni dei cittadini per protestare contro il regime.

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Puntata di lunedì 12 luglio, ore 12.00

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV.

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. La Commissione Affari costituzionali della Camera ha bocciato gli emendamenti che miravano a togliere il riferimento alla tutela degli animali nella riforma dell’art. 9 della Costituzione: il provvedimento andrà a settembre all’esame dell’Aula di Montecitorio nel medesimo testo approvato dal Senato. Fuori dai Palazzi: il Tar ha rigettato il ricorso di Big Pharma, teso ad impedire ai veterinari di prescrivere farmaci equivalenti per uso umano anche per gli animali. Perplessità per la posizione “nuova” posizione del Ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, in merito al consumo di carne: solo quattro mesi fa sosteneva la necessità di ridurre il consumo di carne per questioni di impatto ambientale e sanitarie, oggi invece si è schierato a favore delle grandi industrie della carne. Nel frattempo, Coldiretti dichiara “guerra ai cinghiali” davanti Montecitorio, riscuotendo il sostegno trasversale di diversi parlamentari.

Buon ascolto…

SUBITO UNA NORMATIVA PER I PICCOLI COMUNI: NON DISPERDERE IL PATRIMONIO ITALIANO.

Con il sen. Marco PEROSINO (FI), Sindaco del Comune di Priocca, e Franca BIGLIO, presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia (ANPCI) e Sindaco di Marsaglia.

Puntata di mercoledì 7 luglio, ore 9.15

ASCOLTA IL PODCAST

Oltre il 72% dei quasi 8 mila Comuni italiani ( 7.904 per la precisione) è rappresentato da piccole realtà territoriali fino a 15 mila abitanti. Nello specifico, sono 5.521 i Comuni sotto i 5 mila abitanti. Nonostante questa evidenza, l’Associazione nazionale Piccoli Comuni italiani (ANPCI) non è legittimata a partecipare alla Conferenza Stato-Città e autonomie locali, così come alle diverse Conferenze e Tavoli di lavoro in cui ci si confronta sulle esigenze delle autonomie territoriali. In pratica, le istanze delle piccole comunità non sono rappresentate nei consessi istituzionali dove si decidono gli equilibri legislativi.

Anzitutto – ha affermato il presidente Franca Biglio – occorre creare una normativa specifica per le esigenze dei piccoli Comuni, che sono sicuramente diverse da quelle delle grandi città. Parimenti, anche il ruolo del “primo cittadino” nei Comuni sotto i 15 abitanti non può essere paragonato a quello dei Sindaci delle c.d. metropoli. Il Sindaco di un piccolo Comune è parte del territorio, lo conosce, appartiene a quella determinata comunità e la rappresenta, non può essere una figura “manageriale” catapultata in una realtà a lui estranea. Ecco perché, per queste piccole realtà, è di fondamentale importanza l’eliminazione del limite del doppio mandato, almeno per i Comuni fino a 5 abitanti.

E a proposito del ruolo e delle funzioni svolte dai Sindaci, il legislatore deve prioritariamente mettere mano alla normativa penale che regola l’abuso d’ufficio. Alcuni dati possono chiarire la situazione attuale. Secondo l’Istat nel 2017 sono notificati 6.582 casi di abuso di ufficio: le condanne definitive sono state 57, ossia meno dell’1 per cento. E’ sufficiente un avviso di garanzia per compromettere l’operato di un Sindaco e bloccare per anni l’attività amministrativa di un Comune: tutto a discapito dei cittadini e del territorio. Il recente caso del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, è eclatante: un avviso di garanzia ricevuto dopo che un bambino si è fatto male incastrando le dita nella porta tagliafuoco di pertinenza comunale. A fronte di ciò, è un dovere del legislatore intervenire con celerità.

Buon ascolto…

CONCESSIONI AUTOSTRADALI: LAVORI IN CORSO.

Con la sen. Simona PERGREFFI, capogruppo LEGA nella Commissione Lavori pubblici del Senato.

Puntata di lunedì 5 luglio, ore 18.00

ASCOLTA IL PODCAST

La questione delle concessioni autostradali ha a che fare soprattutto con lo stato di salute delle infrastrutture del nostro Paese. La scorsa settimana il Ministro per le Infrastrutture e le mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, nell’ambito della sua audizione nella Commissione Lavori pubblici del Senato ha delineato una situazioni poco confortante. “Le ispezioni straordinarie del ministero – ha dichiarato il Ministro – hanno evidenziato un avanzato stato obsolescenza delle infrastrutture”.

Dal crollo del ponte Morandi è in corso un braccio di ferro tra lo Stato e le 22 società concessionarie che gestiscono 5880 km di autostrade nazionali. Attualmente è in corso un procedimento di revisione degli schemi di convenzioni che interessa ben 15 concessionarie: l’intento è quello di riequilibrare le pattuizioni di particolare “favore” nei confronti delle società convenzionali ed evitare le continue azioni giudiziali in ambito interpretativo, che pertengono in particolare la questione delle tariffe. La priorità – ci ha spiegato la senatrice Simona Pergreffi – è quella di ristabilire certezza nei rapporti tra concedente e concessionari, soprattutto a tutela dei cittadini.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA DI POLITICA ESTERA – Con Antonio Di Muro, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 5 luglio, ore 20.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Allarme del presidente della Banca africana di sviluppo: la vita di 1,2 miliardi di persone è a rischio a causa della scarsa assistenza sanitaria. Commercio internazionale: revocate a maggio il 49% delle restrizioni dovute alla pandemia. La Cina invita le potenze del G20 a “sposare il vero multilateralismo” e costruire un’economia mondiale aperta. La Turchia è definitivamente fuori dalla Convenzione di Istanbul: strappo di Ankara nella lotta alla violenza contro le donne. ll presidente della Corea del Sud Moon Jae-in ha scambiato lettere personali con il leader nordcoreano Kim Jong-un esplorando le prospettive di un vertice. Naufragio al largo della Tunisia: morti annegati almeno 43 migranti. In Afghanistan avanzano i talebani:conquistato il distretto chiave di Panjwai. Gli Usa finanziano un centro di addestramento per la Guardia costiera di Giacarta che sorgerà sull’isola di Batam in funzione anti-cinese.

Buon ascolto…

E’ NATA L’AGENZIA PER LA CYBERSICUREZZA NAZIONALE (ACN).

Con l’on. Angelo TOFALO (M5S), Commissione Difesa della Camera.

Puntata di lunedì 5 luglio, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il 14 giugno scorso il Governo Draghi ha emanato il decreto-legge n.82, recante “Disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, definizione dell’architettura nazionale di cybersicurezza e istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale”. Nella società digitale il tema della sicurezza informatica, riferita tanto alle infrastrutture digitali quanto alla gestione dei dati, è fondamentale per la salvaguardia degli interessi e la sicurezza del Sistema Paese.

L’istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale rappresenta sicuramente un importante punto di svolta per la realizzazione di una “rete di sicurezza” all’interno della pubblica amministrazione italiana. Parimenti, è chiaro che la cyber security è divenuta sempre di più una questione legata soprattutto agli assetti geopolitici, non a caso in questi ultimi anni l’intelligence italiana ha avuto un ruolo centrale in questo campo. Ecco perché la repentina emanazione di questo decreto costituisce un’inversione di rotta da parte dell’Esecutivo Draghi rispetto ai precedenti governi politici.

Secondo l’on. Angelo Tofalo, relatore del provvedimento nella Commissione Difesa della Camera, questo decreto se da una parte costituisce un importante passo in avanti per la sicurezza del Paese e per la pubblica amministrazione, dall’altra rappresenta un notevole passo indietro per l’intelligence italiana. Si tratta di un “momento di confusione” del Governo, oppure è in atto una diversa strategia da parte di Palazzo Chigi? Intanto, il Parlamento sovrano cerca di riequilibrare il tiro in sede di conversione. Di tutto ciò, ne abbiamo parlato in questo podcast con l’on. Tofalo.

Buon ascolto…

INDAGINE SULLA PROSTITUZIONE IN ITALIA

Con la sen. Alessandra MAIORINO (M5S), Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Puntata di lunedì 5 luglio, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

La scorsa settimana la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato il documento conclusivo sull’indagine conoscitiva relativa al fenomeno della prostituzione in Italia, avviata su iniziativa della senatrice Alessandra Maiorino. “La prostituzione – si legge nel documento – “è la terza industria illegale al mondo per fatturato dopo armi e droga, comporta non solo l’abuso di soggetti appartenenti a categorie sociali o economiche vulnerabili, ma realizza una catena di sopraffazioni che culmina con il cliente e che viola qualsivoglia prerogativa dello Stato di diritto”. L’analisi dei dati, infatti, ci mette difronte ad una realtà fatta di violenza, di sfruttamento e coercizione, di mercificazione del corpo della donna: ben lontani dall’idea della prostituzione “libera” frutto dell’autodeterminazione sessuale dei singoli individui.

Non solo. Dall’indagine conoscitiva è emerso che in quei paesi ( come la Germania) in cui vige il modello regolamentarista, in base al quale la prostituzione è considerata una mera attività economica, si è registrato negli ultimi anni un aumento della tratta e dello sfruttamento delle donne: a dimostrazione del fatto che creare dei “luoghi del sesso” non favorisce la liceità delle condotte. Occorre un cambio di mentalità, che deve necessariamente passare attraverso la responsabilizzazione dei c.d. soggetti fruitori, ossia dei clienti. E, a quanto pare, anche quella parte della politica da sempre favorevole alla creazione dei c.d. quartieri a luci rosse, a seguito dei dati forniti dagli esperti nell’ambito dell’indagine conoscitiva hanno cominciato a rivedere le loro posizioni.

Nel frattempo, la sen. Maiorino ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per trasformare in un provvedimento legislativo le risultanze esposte nel documento redatto dalla I° Commissione. Ci auguriamo possa essere l’inizio di un percorso atto a stimolare un vero dibattito pubblico su una questione etica da sempre considerata troppo scomoda.

Buon ascolto…

L’IMBARAZZO AFGANO

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication

Puntata di mercoledì 30 giugno, ore 15.00
ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso giovedì 24 giugno il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha svolto nell’Aula di Palazzo Madama un’informativa sul ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan, che segna la fine della missione internazionale della NATO. Dopo venti anni le forze occidentali lasciano un territorio tutt’altro che pacificato, e il paragone con quanto avvenuto in Vietnam cinquant’anni fa è più che calzante.

“Il livello della violenza è aumentato e gli attacchi delle componenti militari e oltranziste del movimento talebano hanno come loro obiettivi non solo, come detto, le forze di sicurezza afgane e il controllo di alcune province, ma anche esponenti della società civile. Non meno rilevante, inoltre, è la minaccia posta dal terrorismo jihadista e dalle sue diramazioni nel Paese, su tutte Isis-Khorasan, che continua ad avere una forte capacità di richiamo sulle province più povere che in maniera insidiosa hanno ripreso a condurre attività cinetiche”, sono le parole pronunciate dal Ministro Guerini dinanzi i senatori.

Eppure, nessun Paese ha mosso delle rimostranze nei confronti della repentina decisione del presidente USA, Joe Biden, di lasciare l’Afghanistan al suo destino. Nel frattempo, già cominciano le rappresaglie interne contro i “collaborazionisti” afgani che hanno lavorato e sostenuto le forze della NATO in questi venti anni: vere e proprie esecuzioni, che sono appena iniziate. Il Ministro Guerini ha dato conto di un “trasporto umanitario” che conta 224 persone tra personale civile afgano impiegato in questi anni dalle forze italiane e loro famiglie. Un numero irrisorio, rispetto ad un’intera generazione che nell’ultimo ventennio a vario modo è venuta a contatto con l’Occidente liberatore e che adesso sarà costretta a vivere secondo i “sacri principi dei codici islamici”. E sono soprattutto i diritti delle donne ad essere in pericolo, con la lancetta dell’orologio che inesorabilmente sta tornando indietro di due decenni, con l’aggravante che abbiamo fatto credere ai giovani afgani di poter vivere in maniera diversa. L’ennesima riprova che la democrazia non può essere esportata.

E mentre l’Occidente si gira dall’altra parte, Turchia e Cina avanzano conquistando terreno e posizioni strategiche. Cinquant’anni fa un’intera generazione ha manifestato il proprio sdegno per la guerra in Vietnam, simbolo di una rivoluzione culturale e sociale. In quest’epoca di passione tristi i giovani si ribellano soltanto quando si lede il loro diritto “all’aperitivo” e alla movida, e la politica approfitta di questa ebbra distrazione per non dare conto delle sue scelte. Rimanere informati è un dovere civile e morale.

Buon ascolto…

QUANDO UN GENITORE UCCIDE IL FIGLIO.

NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER – Con Giulia Schioppetto, criminologa e psicologa investigativa.

Puntata di lunedì 28 giugno, ore 17.30

ASCOLTA IL PODCAST
Giulia Scioppetto

Che cos’è la famiglia? La famiglia è un “sistema” che ha delle regole ben determinate – ci spiega Giulia Schioppetto – è un luogo fisico e psichico, una sorta di contenitore interpersonale che ha lo scopo di fornire protezione e crescita agli individui che ne fanno parte. Soprattutto, ha lo scopo primario di fornire certezze e stabilità, di soddisfare i bisogni dei membri che ne fanno parte, di gestire e dare dei “confini” agli aspetti di tipo emotivo, dal momento che ogni individuo porta nella famiglia il suo vissuto personale, fatto di sofferenze, traumi, aggressività, aspettative. Nella sistemica relazionale, infatti, si dice che uno più uno non fa due, bensì tre. Dove il terzo fattore è la relazione che crea il sistema relazionale: la famiglia in questo caso. Quando qualcosa nel sistema familiare si viene a modificare, automaticamente si modificano tutti gli altri elementi del sistema famiglia: il cambiamento di un individuo cambia il sistema di tutti gli individui e delle relazioni tra gli individui stessi. Se questi nuovi elementi non vengono adeguatamente gestiti o non vengono ad essi dati i giusti confini e quindi non si riesce a trovare un diverso equilibrio, ecco che qualcosa si rompe.

Secondo la letteratura l’uomo, ossia il soggetto maschile, ha una maggiore difficoltà a metabolizzare e fronteggiare aspetti come l’abbandono, la perdita, gli eventi traumatici che vanno a modificare la quotidianità familiare. Questo è uno dei motivi che spiega il perché solitamente sia l’uomo ad essere l’autore di omicidi intrafamiliari. Ed è sempre la letteratura scientifica a mettere in risalto quanto il più delle volte sia l’uomo a ricorrere alla violenza come modo per ottenere o mantenere il controllo, mentre per la donna tale aspetto è più correlato alla perdita di controllo. Dinamiche familiari, queste, che ci consentono una riflessione introspettiva per comprendere meglio cosa si nasconde dietro un tragico delitto, come quello commesso da Alessandro Montanaro nei confronti della figlia. E la cronaca, purtroppo, ogni giorno riporta casi similari di bambini e donne uccise o vittime di violenza.

Comprendere e razionalizzare certe dinamiche può essere per ognuno di noi un valido supporto anche per prestare maggiore attenzione alle dinamiche del nostro personale sistema familiare. Ecco perché consiglio vivamente di ascoltare con attenzione questo podcast, per andar oltre gli schemi della mera colpevolizzazione sensazionalistica proposta dal mainstream e addentrarci nell’essenza della natura umana.

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV.

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Continua spedito l’iter della riforma dell’art. 9 della Costituzione nella Commissione Affari costituzionali della Camera: stabilito il termine per la presentazione degli emendamenti. Nella Commissione Agricoltura del Senato continua il ciclo delle audizioni nell’ambito del ddl sulla disciplina della professioni cinofile. Attesa la decisione del Consiglio europeo sull’agricoltura sulla chiusura degli allevamenti di visoni.

Fuori dai Palazzi: polemica a Roma per un’opera “artistica” situata a Trastevere che raffigura una porchetta con il volto di un maiale: la statua fa parte di un progetto artistico dedicato alla rigenerazione urbana ( finanziato con soldi pubblici): chiesta la rimozione.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA DI POLITICA ESTERA – Con Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 28 giugno, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Johns Hopkins University i contagi di Covid nel mondo hanno superato i 178 milioni, mentre i decessi confermati superano i 3,8 milioni dall’inizio della pandemia. La denuncia dell’OMS: non ci sono più dosi di vaccini per i paesi più poveri, il programma Covax è in pericolo. L’allarme dell’ONU: in Nicaragua aumenta la repressione. Negli Stati Uniti presentate alla Camera 5 proposte di legge antitrust contro le multinazionali del web. In Nigeria il Ministro dell’Informazione presenta una proposta di legge che mette in pericolo la libertà dei mezzi di informazione. In Messico, scontro tra i cartelli della droga: 18 morti a Zacatecas. In Mali uccisi 7 soldati nell’ambito di sconti simultanei contro postazioni militari. Per i secondo anno la polizia di Hong Kong ( guidata da Pechino)vieta la manifestazione per la democrazia del primo luglio.

Buon ascolto…

FAMILY ACT E ASSEGNO UNICO: TUTTE LE NOVITÀ PER LE FAMIGLIE.

Con l’on. Vito DE FILIPPO (PD), relatore del disegno di legge sul Family Act e Domenico COSENTINO, presidente dell’Associazione FAREdiPiù.

Puntata di lunedì 28 giugno, ore 13.00

ASCOLTA IL PODCAST

Un podcast che fa chiarezza sulle misure che Governo e Parlamento stanno mettendo in campo per il sostegno della famiglia e a favore della natalità. Dal Family Act, attualmente in discussione nella Commissione Affari sociali della Camera; alla Legge n.46 del 1° aprile 2021 istitutiva dell’ Assegno unico e universale per i figli a carico, che entrerà a regime da gennaio 2022; fino alla “norma ponte” prevista dal decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, che ha introdotto l’assegno temporaneo per figli minori ( in vigore dal 1° luglio al 31 dicembre 2021) per quelle categorie fino a questo momento escluse dagli assegni al nucleo familiare ( come lavoratori autonomi e disoccupati). Chi sono i beneficiari dell’Assegno ponte, cosa cambierà dal prossimo gennaio in tema di sussidi con l’introduzione dell’Assegno Universale, quali novità saranno introdotte dal Family Act per valorizzare la genitorialità: tutte le risposte ai dubbi che sono sorti in queste settimane.

Buon ascolto…

A tu per tu con suor Monia Alfieri – NON LASCIAMO SOLI I DISABILI.

Con l’on. Giusy Versace e la partecipazione del Ministro per le disabilità, sen. Erika Stefani.

Puntata di giovedì 24 giugno, ore 16.30

ASCOLTA IL PODCAST

Accessibilità, qualità della vita, parità di partecipazione alla vita sociale e democratica del Paese. Sono questi gli obiettivi da perseguire per superare le barriere che costituiscono un impedimento alla vita dei disabili, e delle loro famiglie: perché la disabilità non è una condizione meramente personale, ma investe tutta la famiglia. In questo senso, se ai 7,5 milioni di disabili italiani aggiungiamo i rispettivi nuclei familiari, possiamo affermare che circa un terzo della popolazione italiana ogni giorno deve confrontarsi con problematiche di varia natura relative alla condizione di disabilità: ecco perché l’approvazione della legge sui caregiver familiari dovrebbe diventare una priorità per il nostro Parlamento.

Il mondo della disabilità è estremamente variegato, poichè le categorie di persone coinvolte sono diverse e diverse sono le problematiche da risolvere. Il Ministero per le disabilità da questo punto di vista sta svolgendo un importante ruolo di raccordo tra i diversi Ministeri coinvolti, per proporre una tabella di marcia concretamente realizzabile. E’ una questione di “metodo” – ha fatto presente suor Monia – che denota un approccio diverso e più maturo rispetto al passato. Il banco di prova sarà l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ringraziamo vivamente il Ministro Erika Stefani, per il tempo che ci ha dedicato e le preziose informazioni che ci ha fornito.

Buon ascolto…

LA QUESTIONE DEI RIFUGIATI IN MEDIO ORIENTE.

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication. Con la partecipazione di: sen. Gianni Pittella (PD), on. Alessandra Ermellino (Misto), on. Alessandro Panza europarlamentare (Lega-ID)

Puntata di mercoledì 23 giugno, ore 18.00

ASCOLTA IL PODCAST

La Giornata internazionale del rifugiato, che si è celebrata il 20 giugno scorso, ci ha dato modo di affrontare l’annosa questione che riguarda il destino di milioni di persone che scappano da guerre, persecuzioni, carestie. Al di là dei propri convincimenti personali, la gestione dei flussi dei richiedenti asilo e degli immigrati è tuttora una questione insoluta. Di certo, pensare di fermare un fenomeno migratorio che interessa milioni di persone costruendo muri e barricate, non è una soluzione percorribile.

Passata l’emergenza pandemica, l’Unione europea dovrà prendere una decisione fino ad oggi rimandata: la revisione del Trattato di Dublino. Questa volta è l’Italia guidata dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, a far la voce grossa ed a cercare soluzioni che possono essere condivise dagli altri partner europei, anche se non da tutti. “Il governo vuole gestire l’immigrazione in modo equilibrato, efficace e umano” – ha dichiarato ieri alle Camere il presidente Draghi nell’ambito delle comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo – “ma questa gestione non può essere soltanto italiana. Deve essere davvero europea. Occorre un impegno comune che serva a contenere i flussi di immigrazione illegali; a organizzare l’immigrazione legale; e aiutare questi paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace”.

Oggi e domani i Capi di Stato e di Governo europei si riuniranno per cercare una soluzione comune anche su questo punto. In attesa di conoscere le risultanze del Consiglio europeo, questo podcast ricco di contributi istituzionali può senz’altro essere un valido supporto per prendere contezza delle dimensioni del problema e delle soluzioni percorribili. Buon ascolto…

EUTANASIA LEGALE: AL VIA LA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM

Con l’on. Gilda SPORTIELLO (M5S), Commissione Affari Sociali della Camera

Puntata di martedì 22 giugno, ore 12.30

ASCOLTA IL PODCAST

La scorsa settimana l’on. Gilda Sportiello ha ospitato alla Camera dei deputati una conferenza stampa dei rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni ( Marco Cappato, Filomena Gallo e Mina Welby) per promuovere la raccolta firme necessaria per indire un referendum popolare sulla questione del fine vita o eutanasia legale. Nella Commissione Affari sociali di Montecitorio dal 2019 si sta discutendo sulla questione, eppure dopo tre cicli di audizioni ancora non si è approdati a nessun testo base: il rischio molto probabile è di chiudere anche questa legislatura con un nulla di fatto.

E mentre il nostro legislatore non vuole assumersi la responsabilità di varare una legge su questa delicata materia, migliaia di persone ogni giorno vanno incontro a morte inevitabile dovendo patire atroci sofferenze. Al dramma personale si aggiunge l’impotenza e la sofferenza dei familiari, che assistono spesso ad un accanimento terapeutico nei confronti dei propri cari senza avere il potere di fare nulla.

Per queste ragioni ci auguriamo che i cittadini italiani possano esprimersi e dare un’indicazione alla politica su quale intendimento debba prevalere in ambito parlamentare. Il termine ultimo per la raccolta firme è il 30 settembre. Per avere maggiori informazioni su come firmare e aderire all’iniziativa, è possibile consultare il sito: https://referendum.eutanasialegale.it/.

Un sentito ringraziamento all’on. Sportiello per il suo impegno.

Buon ascolto…

RINEGOZIAZIONE CANONE LOCAZIONE PER IMMOBILI COMMERCIALI: FUMATA NERA DA PARTE DELLA MAGGIORANZA.

Con l’on. Riccardo ZUCCONI (Fratelli d’Italia), primo firmatario della proposta di legge n. 2763

Puntata di martedì 22 giungo, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

Questa settimana all’ordine del giorno dell’Aula di Montecitorio compare la discussione della proposta di legge concernente disposizioni per la rinegoziazione dei contratti di locazione di immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e ricettive per l’anno 2021, presentata dall’on. Riccardo Zucconi lo scorso novembre. La proposta intende incidere sui quei “costi fissi” che durante le chiusure imposte dal Covid hanno impattato profondamente sulle piccole e medie attività, sovente facendo la differenza tra chiusure temporanee e definitive.

Nello specifico, il provvedimento promuove la rinegoziazione volontaria dei canoni di locazione che, attraverso un contributo a fondo perduto e crediti d’imposta, consentirebbe di ridurre del 50% il canone di locazione a carico del locatario per dodici mesi, senza perdite economiche e oneri per il proprietario dell’immobile. Inoltre, per chi usufruisce di questa agevolazione, è altresì prevista la riduzione (per un periodo di 6 mesi) delle spese sostenute per le utenze elettriche.

Senonché, la scorsa settimana la maggioranza di governo, attraverso un emendamento soppressivo di tutto l’articolato, ha espresso un parere negativo sulla proposta, adducendo come ragione il fatto che una norma similare è già contenuta del decreto sostegni-bis. Peccato che la norma in questione prevede un credito d’imposta per i canoni di locazione fino alla luglio e per quelle attività che possono dimostrare una perdita del 30% del fatturato rispetto al 2019/20. Una previsione legislativa, quindi, di carattere transitorio che, tra l’altro, non tiene conto del fatto che l’emergenza economica conseguente alla pandemia è appena iniziata. Questa proposta avrebbe dato respiro a migliaia di piccoli imprenditori e professionisti che non hanno la forza economica per programmare la loro attività a partire da settembre.

Quali sono, quindi, le ragioni che sottendono questa decisione del Governo, avallata dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene? Ne abbiamo parlato in questo podcast l’on. Zucconi.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA D’INFORMAZIONE INTERNAZIONALE – a cura di Antonio Di Muro, avvocato esperto in relazioni internazionali

Puntata di lunedì 21 giugno, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. La Russia annuncia l’apertura di nuove basi militari nell’Artico con un investimento di 4 miliardi di rubli. In Somalia, attentato suicida a Mogadiscio in un campo di addestramento militare: almeno 15 reclute morte. Si è svolto a Ginevra il primo incontro dell’era Biden-Putin. Caso Navalny, gli Usa preparano nuove sanzioni contro la Russia. In presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, in visita a Shusha nel Nagorno-Karabakh. Crisi demografica in Cina: Pechino pronta ad abbandonare la legislazione sul controllo delle nascite.Il presidente americano, Joe Biden, intende incontrare il presidente cinese XiJinping e l’occasione potrebbe essere data dal G20 in Italia. In Iran, l’ultraconservatore Ebrahim  Raisi è il nuovo presidente, eletto al primo turno.

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca Felicetti, presidente della Lav

ASCOLTA IL PODCAST

Questa settimana in evidenza. Calendarizzato alla Camera il testo di riforma dell’art. 9 della Costituzione, già approvato al Senato. L’istruttoria avviata nelle Commissioni competenti, permetterà alla fine di settembre la seconda approvazione del testo da parte dell’Assemblea di Montecitorio. Nella Commissione Giustizia del Senato ancora fermo l’iter di riforma del codice penale per una maggiore tutela degli animali, nel frattempo atteso per questa settimana il parere sul provvedimento da parte della Commissione Affari costituzionali. Sempre in Senato, nella Commissione Agricoltura questa settimana l’audizione della Federazione dei veterinari in merito al ddl sulla disciplina professioni del settore cinofilo.

Nelle Marche, sospeso l’abbattimento del gregge di pecore e capre di Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno, grazie all’intervento della Lav Marche e Lac di Ascoli: chiesta al presidente della Regione, Francesco Acquaroli, la “grazia” per questi animali.

Buon ascolto…

LA GUERRA DEI CINQUANT’ANNI. Storia delle riforme e controriforme del sistema pensionistico.

PRESENTAZIONE LIBRO – Con il prof. Giuliano CAZZOLA e il dott. Domenico COSENTINO, presidente dell’Associazione FAREdiPiù

ASCOLTA IL PODCAST

Tutto quello che c’è da conoscere sul sistema pensionistico racchiuso in un unico testo, scritto da uno dei più grandi esperti del sistema previdenziale italiano. Un “viaggio nel tempo” per conoscere l’evoluzione che ha avuto nel nostro ordinamento l’art. 38 della Costituzione: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”, tra interpretazioni, crisi politiche e di sistema, progetti realizzati e sconfitte. E sul futuro aleggiano molte incertezze, a partire dal crollo demografico e dalle conseguenze della pandemia.

Buon ascolto…

Futuro chiama Europa con Luisa Regimenti: IL VIRUS DELLA DISUGUAGLIANZA.

Con la partecipazione di Fabrizio Santori, membro del Direttivo della Lega – Regione Lazio

ASCOLTA IL PODCAST

Entro il 2030 oltre mezzo miliardo di persone in più vivrà in povertà. E’ questo un primo bilancio delle conseguenze causate dalla pandemia: se la politica non interverrà con solerzia il rischio è che povertà e discriminazioni diventino più letali del Covid-19. E ancora una volta ad essere maggiormente colpiti da questa tragedia mondiale sono le donne, i bambini e i giovani, gli anziani e i disabili.

In questo momento in cui l’emergenza sanitaria sembra quanto meno arginata, è tempo di individuare i mutamenti avvenuti nella nostra società. Ad essere cambiato non è soltanto l’ambiente circostante: gli effetti psicologici delle restrizioni economiche e sociali che abbiamo tutti sopportato in questo ultimo anno e mezzo stanno affiorando con visibile prepotenza.

Il Next Generatione EU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), offrono la possibilità di traghettare l’Europa e l’Italia fuori dalla crisi pandemica. Le risorse ci sono, ma occorre agire in fretta e con rinnovato senso di solidarietà.

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Approvato dall’Aula di Palazzo Madama il testo della riforma dell’art.9 della Costituzione, che segna un grande passo in avanti per la tutela degli animali. Il provvedimento, secondo quanto disposto dall’art.138 della Costituzione, potrà essere votato dall’Assemblea di Montecitorio dalla seconda metà di settembre ossia dopo quattro mesi dalla prima deliberazione. Nella Commissione Giustizia del Senato questa settimana dovrebbe svolgersi l’esame degli emendamenti al ddl che novella il codice penale introducendo norme più severe per chi maltratta gli animali. L’esame del disegno di legge, calendarizzato da diverse settimane, è ormai fermo da dicembre dello scorso anno. Riguardo gli atti di sindacato ispettivo, si segnala un’interrogazione presentata dall’on. Maria Cristina Caretta di Fratelli d’Italia, “portavoce” dei cacciatori in Parlamento: l’interrogazione chiede al Governo di permettere ai cacciatori di uccidere gli animali che arrecano danni all’agricoltura anche fuori i periodi di caccia.

In vista delle elezioni amministrative a Roma, diverse associazioni animaliste, tra cui Lav e Oipa, hanno lanciato in maniera unitaria delle proposte ai diversi candidati sindaci per la tutela degli animali, da inserire nei loro rispettivi programmi elettorali.

Buon ascolto…

FERMIAMO IL MASSACRO DEI DAINI AL PARCO DEL CIRCEO. OLTRE 300 DAINI A RISCHIO FUCILAZIONE.

Con Angelo TRIPODI, presidente del Gruppo Lega alla Regione Lazio e Piero VIGORELLI, giornalista e scrittore.

ASCOLTA IL PODCAST

La vicenda dei daini del Parco Nazionale del Circeo rappresenta un eclatante esempio della mala gestione della “cosa pubblica” da parte della pubblica amministrazione italiana. Dal momento, però, che a rischiare la vita sono oltre trecento esemplari di daini, non possiamo lasciare correre. Non solo: faremo tutto ciò che possibile per evitare che la “mattanza” abbia inizio.

Partiamo dal principio. I daini sono stati introdotti negli Anni Cinquanta nella foresta demaniale del Parco, nota come Selva di Circe. Nel corso degli anni, in assenza di un piano di contenimento della specie da parte dell’Ente Parco, si è venuto a creare un inevitabile sovraffollamento della specie che sta arrecando un danno all’ecosistema della foresta. Inoltre, complice la fatiscente recinzione del Parco, alcuni esemplari di daini hanno “sconfinato” il perimetro dello stesso. L’ormai ex presidente del Parco Nazionale del Circeo, Antonio Ricciardi, dapprima favorevole all’abbattimento degli ungulati, lo scorso anno, alla fine del suo mandato, ebbe un ripensamento aprendo così la strada all’adozione degli esemplari. Una soluzione che sarebbe stata percorribile se il bando fosse stato concepito nell’ottica di salvare gli animali. Per adottare gli animali occorre pagare anche 1.000 euro ad esemplare, oltre a procedure burocratiche estremamente farraginose.

Senonché, il Ministero dell’Ambiente ( oggi Ministero per la transizione ecologica) si “dimentica” di nominare il nuovo Presidente del Parco. In conseguenza di ciò, al momento a prendere le decisioni vi è un funzionario “facente funzioni” che, in attesa della “nomina politica” dei nuovi vertici dell’Ente, dovrebbe per legge attenersi scrupolosamente all’ordinaria amministrazione. In realtà, è proprio la dirigente con l’incarico di facente funzioni ad avere ripreso in mano il “caso daini” decidendo di procedere con l’abbattimento. Proprio in queste settimane sono stati selezionati i guardia parco “fucilieri” che dovranno sparare a vista ai daini. Un’uccisione a dir poco cruenta che Piero Vigorelli ci ha raccontato in questo podcast nei minimi dettagli. L’altra assurdità di questa vicenda riguarda i “costi dell’abbattimento”. Uccidere circa 350 daini costerà al Parco 170 mila euro, già stanziati all’uopo alla fine del 2020.

Ricapitolando: per adottare gli esemplari e salvarli da morte certa bisogna pagare all’Ente Parco circa 1.000 euro per ogni daino; per uccidere a fucilate i daini il Parco però è pronto spendere quasi 200 mila euro di soldi pubblici. Vale la pena ricordare, infatti, che il Parco Nazionale è un Ente pubblico pagato con i soldi dei cittadini contribuenti, così come gli stipendi del personale dirigenziale e ordinario. Cittadini contribuenti che in questi ultimi tempi hanno in diverse occasioni manifestato la loro contrarietà all’uccisione di questi splendidi animali, che dovrebbero essere sacrificati in ragione dell’inettitudine di alcuni amministratori pubblici che non hanno assolto ai compiti cui erano preposti. Da ultimo, circa 17 mila cittadini hanno sottoscritto una petizione per opporsi al massacro degli animali. Una sensibilità che non riguarda soltanto la comunità.

Tutta l’azione legislativa di questo Parlamento è orientata verso una maggiore sensibilità nei confronto della tutela degli animali. Da ultimo, lo scorso mercoledì l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in prima lettura il testo di riforma dell’art. 9 della Costituzione che recita: (La Repubblica) tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.  Inoltre, nella Commissione Giustizia del Senato è in corso l’iter dei disegni di legge che introducono pene più severe al codice penale per chi maltratta gli animali.

A questo punto ci chiediamo con quale criterio si possa portare avanti questa follia. Il consigliere regionale Angelo Tripodi ha assicurato che metterà in campo tutte le azioni possibili per salvare i daini, investendo della questione i rappresentanti parlamentari e il Ministero preposto a prendere una posizione sulla questione. Questa non è una lotta politica: è una lotta di civiltà, per difendere la sacralità della Vita che anima questo Pianeta. La pandemia ci ha reso fin troppo distratti: adesso è il momento di ridestarci. Rimaniamo pronti a scendere in piazza in massa per opporsi a questo inutile massacro. Nel frattempo, divulghiamo e facciamo conoscere ciò che sta avvenendo al Parco Nazionale del Circeo. Un ringraziamento sentito a Piero Vigorelli, Angelo Tripodi e Maria Costici, consigliere dell’Associazione Venus, per l’impegno che stanno profondendo per salvare queste meravigliose creature, che di certo non meritano questa morte atroce.

Buon ascolto…

ITALIA SORVEGLIATO SPECIALE. PROIEZIONI DI FMI E LE PROSPETTIVE DEL GOVERNO DRAGHI.

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication. Con la partecipazione del sen. Marco Perosino (Forza Italia), Commissione Finanze del Senato.

Puntata di mercoledì 9 giugno, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il 3 giugno scorso il Comitato esecutivo del Fondo Monetario Internazionale ha reso note le ultime proiezioni economiche che riguardano l’Italia. Rispetto alle stime di crescita di gennaio, quelle di giugno sono maggiormente positive: con un rimbalzo del PIL atteso al 4% nel 2021. Ad ogni modo, come scritto nel report, sulla ripresa italiana aleggia una grande incertezza. Due le incognite per il futuro: l’esito della campagna di vaccinazione ( quindi la capacità di sconfiggere il Covid) e l’attuazione delle riforme strutturali che sono alla base del PNRR. Il FMI, infatti, avverte che le cicatrici economiche a lungo termine per il nostro paese potrebbero essere considerevoli. Senonché, nello scenario internazionale la figura di Mario Draghi costituisce un valore aggiunto: una sorta di garanzia sull’operato dell’Italia.

Da questo punto di vista, il vero banco di prova è costituito dall’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede tempistiche per la realizzazione degli interventi impensabili per gli standard italiani. Il sen. Perosino, infatti, ci ha ricordato che le risorse del PNRR dovranno essere impegnate entro il 2023, ciò significa che per quella data i progetti dovranno essere nella fase esecutiva e prossimi all’appalto. Insomma, per il momento l’effetto Draghi sta agendo fuori i confini nazionali alla stregua di un’iniezione di fiducia, ad ogni modo rimaniamo dei “sorvegliati speciali” in attesa di giudizio.

Buon ascolto…

SOSPENSIONE PROTESTI: IL GOVERNO ACCOGLIE L’ODG DELL’ON. MANFREDI POTENTI.

Con l’on. Manfredi POTENTI (Lega), Commissione Giustizia della Camera dei deputati

Puntata di mercoledì 9 giugno, ore 18.00

ASCOLTA IL PODCAST

Per molte piccole imprese e attività commerciali la ripartenza è tutt’altro che facile. Dopo quasi un anno di chiusure manca la liquidità necessaria per ritornare ad una normalità che adesso non appare più come un miraggio, e l’ultimo miglio da percorrere è quello più difficile. Molte attività non hanno riaperto, altre rischiano di non superare la prova dell’estate. Ecco perché, in questo delicato momento, l’Ordine del Giorno presentato dall’on. Manfredi Potenti e accolto ieri dal Governo, ci appare veramente un’iniziativa di buon senso.

L’ODG in questione ha impegnato il Governo a “valutare l’opportunità” di prorogare i termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito aventi efficacia esecutiva. Una disposizione normativa già contenuta prima nel decreto Liquidità dell’aprile 2020 e successivamente dalla Legge di Bilancio varata a dicembre, i cui effetti però si sono esauriti lo scorso 31 gennaio.

Si tratta – ci ha spiegato l’on. Potenti – di una misura volta a prevenire il fenomeno dei protesti bancari e delle conseguenti segnalazioni nelle banche dati commerciali e quelle CAI, la cui azione sarebbe limitata nel tempo e senza oneri per lo Stato. L’approvazione dell’OdG è un primo positivo risultato che fa sperare nell’accoglimento da parte dell’Esecutivo dell’emendamento presentato dall’on. Potenti al decreto Sostegni-bis. Ci auguriamo che anche altre forze politiche possano unirsi a questa battaglia.

Buon ascolto…

I SERVIZI SEGRETI MONDIALI. NUOVE SFIDE E PROSPETTIVE FUTURE.

Puntata di lunedì 7 giugno, ore 11.00

Presentazione del libro di Antonella Colonna Vilasi,

Responsabile del Centro Studi sull’Intelligence – UNI

L’organizzazione e la storia delle agenzie di Intelligence dei principali Paesi dei cinque Continenti. Un testo che aiuta ad approcciarsi ad un mondo complicato e spesso sconosciuto: quello dei Servizi Segreti.

Edizioni Youcanprint

ASCOLTA IL PODCAST

Futuro chiama Europa, con Luisa Regimenti. COESIONE IN CORSO D’OPERA.

Puntata di martedì 7 giugno, ore 11.00

Con la partecipazione di Davide Bordoni (Lega), Consigliere al Comune di Roma

ASCOLTA IL PODCAST

La pandemia ha costituito una sorta di spartiacque: c’era una società prima del Covid, che noi tutti conosciamo bene; ci sarà una società dopo il Covid, che deve ancora essere costruita. In questa “terra di mezzo” in cui stiamo vivendo, il compito più arduo sarà quello di creare le fondamenta della nuova società globale. La sfida più grande riguarda il contrasto alle diseguaglianze, che non sono più legate soltanto a fattori economici: esistono disuguaglianze di genere, generazionali, diseguaglianze ambientali, di salute, di istruzione, di sicurezza.

Uno dei tre pilastri su cui è fondata la strategia europea del NGEU riguarda la coesione territoriale, poiché il degrado urbano e le disuguaglianze sono due facce della medaglia. Nell’ultimo anno, chiusi nelle nostre case e confinati dei nostri comuni di residenza, abbiamo potuto constatare con mano l’importanza di vivere in un luogo con adeguati servizi territoriali e spazi pubblici all’aperto. In questo senso, la politica ha compreso che per ridurre le disuguaglianze bisogna avviare una capillare rigenerazione urbana, pensata per creare benessere e una qualità della vita migliore per i cittadini. La sfida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è proprio questa: più territorio per una rinnovato bisogno di comunità. Avremo tempo fino al 2026 per attuare questa trasformazione, senza margini di errore. Da dove iniziare, quindi, questo percorso?Ne abbiamo parlato in questo podcast con l’europarlamentare Luisa Regimenti, e con il consigliere Davide Bordone.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

Rassegna d’informazione estera: con Antonio Di Muro, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 8 giugno, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Allarme contagi in Sudafrica: si teme la terza ondata del Covid e finora soltanto l’1% della popolazione è stato vaccinato. In Gran Bretagna, invece, salgono i contagi a causa della variante indiana, mentre in Cina si teme per un nuovo focolaio a Guangzhou. Il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, annuncia una nuova strategia per dare vita ad uno spazio Schengen più forte e resiliente. Il Dipartimento di Stato Usa ha messo una ricompensa di 7 milioni di dollari per localizzare o identificare Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, il leader di al-Qaeda nel Maghreb. La Russia annuncia la fine dei lavori sulla prima linea del gasdotto Nord Stream 2: Gazprom è pronta a pompare il gas in Germania. La Danimarca ha approvato una legge che ha l’obiettivo di bloccare del tutto l’arrivo di nuovi migranti nel Paese. Al G7 di Londra accordo storico per imporre alle multinazionali di pagare una aliquota globale minima “almeno del 15%”. A Indianapolis continuano le proteste per l’uccisione di George Floyd: almeno tre persone sono state ferite da colpi d’arma da fuoco e una è morta nelle proteste: il governatore della California Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza nella contea di Los Angeles. Il presidente Mario Draghi interviene sulla questione libica, dichiarando che “L’Italia è al fianco della Libia nella transizione”. Al via la nuova Procura europea (Eppo) che proteggerà il bilancio Ue e i fondi del Next Generation Eu dalla corruzione e dalle frodi.

Buon ascolto!

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV

Puntata di lunedì 7 giugno, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Finalmente liberi: i 3 macachi dell’Università di Verona escono dal laboratorio per iniziare una nuova vita nel Centro di recupero di Semproniano della LAV. Non ci possono cancellare anni di torture, ma almeno questi animali potranno vivere il resto della loro via liberi e in mezzo alla natura. Un risultato che è stato possibile anche grazie al supporto del consigliere al Comune di Verona, Laura Bocchi, che si è fatta da intermediaria con l’Ateneo dove erano rinchiusi i macachi.

Dai Palazzi, invece, atteso per questa settimana nella Commissione Giustizia del Senato l’esame degli emendamenti al ddl per la riforma del codice penale, che introduce norme più severe per chi maltratta di animali. Nella Commissione Agricoltura del Senato, proseguono le audizione nell’ambito del riordino della disciplina delle professioni del settore cinofilo.

Continua la campagna Lav #salvacanguri: vedi di più su https://www.lav.it/campagne/salvacanguri.

Buon ascolto!

MAR CINESE ORIENTALE: TENSIONI TRA GIAPPONE E CINA.

RISIKO: con Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di lunedì 31 maggio, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

La contesa tra Cina e Giappone in merito alla sovranità delle Isole Senkaku, conosciute come Isole Diaoyu in Cina, risale agli anni Settanta, quando nella zona del piccolo arcipelago sono stare scoperte risorse petrolifere e gasifere. Alla fine del 2012 la situazione si è inasprita in ragione dell’acquisto da parte del governo giapponese di tre isole da parte di un privato. Nel 2016 sulla questione è intervenuto anche un Tribunale indipendente stabilendo che, sulla base della Law of the Sea Convention istituita nel 1982 dalle Nazioni Uniti, la pretesta avanzata dalla Cina è di fatto illegittima, in quanto Pechino non può rivendicare la propria sovranità nel Mar Cinese Meridionale.

Nonostante ciò, la Cina negli ultimi anni ha di fatto militarizzato la zona del Mar Cinese Meridionale, costruendo piste di lancio e porti sulle numerose isolette dell’area, andando a ledere non solo i diritti del Giappone ma anche i Trattai internazionali e il diritto degli altri Paesi di navigare in quelle acque. La risposta del Giappone si è fatta sentire lo scorso maggio, con la decisione di schierare l’esercito a presidio delle isole in modo da evitare di perderne il controllo.Oltre a ciò, il Primo Ministro giapponese,Yoshihide Suga, di recente ha ricordato all’amministrazione Biden che la difesa delle Isole Senkaku rientrano nel Trattato di mutua cooperazione tra Stati Uniti e Giappone, chiedendo di fatto l’intervento degli Stati Uniti in questa disputa. Con gli eserciti schierati, le crescenti tensioni geopolitiche nel Mar Cinese Orientale rischiano di sfociare in un conflitto su scala internazionale.

Buon ascolto…

A tu per tu con suor Monia Alfieri – LA SCUOLA CI SALVERÀ. CHI SALVERÀ LA SCUOLA?

Con la partecipazione dell’on. Sara DE ANGELIS (Lega), Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati.

Puntata di venerdì 4 giugno, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

Secondo appuntamento dedicato al mondo della scuola. Siamo giunti alla fine di un anno scolastico oltremodo difficile: adesso è indispensabile programmare la ripartenza a settembre evitando di ripetere gli errori del passato. Per suor Monia è necessario sostituire la visione parcellizzata della scuola con un approccio sistemico e di sistema. Basta con i contributi a pioggia, occorre individuare le priorità, agire con risolutezza e tempestività per scongiurare una catastrofe educativa: in pericolo c’è la tenuta del Paese, con il Sud che rischia di rimanere fortemente indietro rispetto al resto del territorio nazionale dal punto di vista dell’offerta e della qualità del sistema educativo. Sicuramente, la politica ha il dovere di pensare alla scuola come luogo di crescita e di sviluppo dei giovani e non come “postificio” per aspiranti docenti. La qualità della didattica, ha affermato l’on. Sara De Angelis, deve tornare al primo posto.

Buon ascolto…

STORIE DI STRAORDINARIA QUOTIDIANITÀ: QUANDO UN FIGLIO UCCIDE I GENITORI.

NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER: con Giulia SCHIOPPETTO, criminologa e psicologa investigativa.

Puntata di lunedì 31 maggio, ore 17.00

ASCOLTA IL PODCAST
Giulia Scioppetto

Il 4 novembre 1994 Nadia Frigerio e il fidanzato Marco Rancani uccidono la madre di lei, Eleonora Pierfranceschi. I due complici mettono del sonnifero nel caffè e quando la donna si addormenta la strangolano con il filo del telefono, poi lasciano il corpo in una strada di periferia con le calze strappate, la camicetta sbottonata e dei preservativi vicino al cadavere, con l’intento di inscenare una violenza sessuale. Un matricidio che si è consumato a “causa” dell’appartamento della vittima: Nadia Frigerio voleva quella casa solo per lei, per andare e convivere con il suo fidanzato. Successivamente, durante un interrogatorio, Marco Rancani dichiarerà agli inquirente che le due donne si odiavano a morte e che “Nadia ambiva a entrare in possesso esclusivo della casa perchè la madre le era d’impiccio”.

Buon ascolto…

L’EUROPA ALLE PRESE CON I PIANI NAZIONALI DI RIPRESA E RESILIENZA.

Con l’on. Antonio Maria RINALDI, europarlamentare Gruppo Lega-Identità e Democrazia

Puntata di giovedì 27 maggio, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

Per uscire dalla crisi causata dalla pandemia l’Europa, attraverso lo strumento del Next Generation EU, ha messo in campo un piano di ripresa da 750 miliardi di euro. Detta così, sembrerebbe di essere di fronte una svolta epocale, alla stregua di quello che fu il Piano Marshall alla fine della Seconda Mondiale. La realtà, però, come spesso accade, è ben diversa dai proclami. In questo podcast, l’on. Antonio Maria Rinaldi, ci ha aiutato a fare un po’ di chiarezza sulla reale portata di questo Piano europeo e sulle conseguenze che avrà sullo sviluppo dei diversi Stati membri.

Partiamo da quella che viene considerata la “portata di fuoco” del NGEU: 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi sotto forma di sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti. C’è chi ha interpretato il termine “sovvenzioni” come “erogazioni di soldi a costo zero”. Cominciamo col dire che, in realtà, il “benefattore” Europa non esiste. L’Unione europea si tiene in piedi attraverso i contributi dei singoli Stati, tant’è che la Commissione per reperire queste risorse del NGEU deve andarle a trovare sui mercati. Difatti, in questi mesi gli Stati membri sono stati impegnati nella ratifica nazionale della Decisione sulle risorse proprie (DRP), che per l’appunto autorizza la Commissione a fare questo passaggio sui mercati dei capitali. Al momento, tra l’altro, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Ungheria e Romania, non hanno ancora ottemperato alla ratificata, mentre ricordiamo che in Germania c’è stato un “incidente di percorso” durante l’iter di ratifica con l’intervento della Corte Costituzionale tedesca. Inoltre, sempre per finanziare la strategia europea di ripresa, verranno introdotti nuovi strumenti fiscali: ossia nuove tasse proprie della UE che pagheranno tutti i cittadini europei.

Altra questione. Secondo alcune ricostruzioni degli eventi accaduti nel 2020, all’Italia sarebbero state assegnate ingenti risorse per presunti “meriti” di strategia politica. In realtà, la ripartizione delle risorse è stata effettuata secondo parametri standard. Ciò, tra l’altro, è scritto nero su bianco proprio nel PNRR, laddove recita: “L’iniziativa NGEU canalizza notevoli risorse verso Paesi quali l’Italia che hanno recentemente sofferto di bassa crescita economica ed elevata disoccupazione. Il meccanismo di allocazione tra Stati Membri riflette infatti non solo variabili strutturali come la popolazione, ma anche variabili contingenti come la perdita di prodotto interno lordo legato alla pandemia”. Detto in altra maniera: abbiamo ottenuto la disponibilità di 205 miliardi poiché la nostra economia è tra quelle europee in maggiore sofferenza.

Ma veniamo ai singoli Piani nazionali. Dal confronto tra il PNRR italiano e quelli presentati dagli altri Paesi, emerge una peculiarità tutta nostrana. Al di là di quanto messo a disposizione dalla UE, tutti gli Stati che hanno già presentato il PNRR hanno deciso di non utilizzare tutte le risorse assegnategli, altri hanno addirittura ritenuto di fare ricorso soltanto alle sovvenzioni ( vedi Spagna, Francia, Germania). L’Italia non solo ha predisposto un Piano utilizzando tutta la linea di credito europea ( 205 miliardi), ma a ciò ha aggiunto un Fondo complementare nazionale di altri 30 miliardi. Alla domanda sulle ragioni che hanno presumibilmente indotto gli altri Stati ad essere più cauti nell’utilizzo di queste risorse, l’on. Rinaldi ci ha fornito una risposta chiara e inequivocabile che possiamo riassumere in una parola: condizionalità. Ricordiamo, infatti, che l’Europa ha vincolato l’utilizzo delle risorse del NGEU ad alcuni settori ritenuti strategici. Il regolamento del NGEU prevede che un minimo del 37% di spesa deve essere utilizzato per investimenti relativi alla transizione ecologica e il 20% per quella digitale. Ciò a prescindere dalle esigenze e peculiarità specifiche dei sistemi di sviluppo produttivo dei singoli Paesi. A ciò va aggiunto che queste transizioni devono essere attuate inderogabilmente entro il 2026, con il rischio di andare stressare i sistemi produttivi invece di accompagnarli ad una trasformazione graduale, secondo quanto già deciso dall’European Green Deal.

Queste considerazioni ci offrono uno spunto di riflessione per interrogarci tanto sull’opportunità quanto sulla fattibilità di questo Piano e, soprattutto, sul futuro che attende il nostro Paese. Non dimentichiamo, che la situazione economica italiana era critica anche prima della pandemia. Tra il 1999 e il 2019, il Pil italiano è cresciuto in totale del 7,9%. Nello stesso periodo in Germania, Francia e Spagna, l’aumento è stato rispettivamente del 30,2%, del 32,4% e del 43,6%. A questo punto non ci resta che aspettare, per capire se l’Italia è stata più lungimirante degli altri Stati oppure se, diversamente dagli altri Paese membri dell’Unione, abbiamo peccato di troppa arroganza. In questo momento di attesa, l’intervista al prof. Rinaldi, è sicuramente un valido strumento di riflessione per prendere consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA D’INFORMAZIONE INTERNAZIONALE – Con Antonio DI MURO, avvocato e analista politico.

Puntata di lunedì 24 maggio, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. In Spagna, emergenza migranti nell’enclave di Ceuta, in Marocco: arrivati oltre 6 mila migranti. La Russia chiede ai suoi alleati dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettivo (Csto) di non accogliere sul loro territorio le truppe USA in ritiro dall’Afghanistan. Il Parlamento UE sospende la ratifica dell’accordo sugli investimenti con la Cina finché Pechino non ritirerà le sanzioni a funzionari della Ue, e la Cina avverte: l’accordo sugli investimenti conviene ad entrambi. Le prospettive economiche in Europa stanno gradualmente migliorando, lo ha affermato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. Il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen: al centro dell’incontro la crisi israelo-palestinese. Il 24 maggio del 1915 l’Italia entrava nella Grande Guerra a fianco dell’Intesa.

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV, e la partecipazione della sen. Alessandra MAIORINO (M5S), relatrice della riforma dell’art. 9 della Costituzione.

Puntata di lunedì 24 maggio, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

Puntata speciale dedicata alla riforma dell’art.9 della Costituzione, con la partecipazione della senatrice Alessandra Maiorino, relatrice del provvedimento. Mercoledì 18 maggio, infatti, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha votato all’unanimità il primo SÌ al testo presentato dalla sen. Maiorino. Un risultato che, a fronte della ferrea opposizione della Lega all’inserimento in Costituzione della tutela degli animali, non era per niente scontato: eppure ce l’abbiamo fatta! Il testo approvato mercoledì scorso recita: “(La Repubblica) tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Adesso, il disegno di legge dovrà passare all’Aula di Palazzo Madama. In base all’art. 138 della Costituzione, ciascuna Camera dovrà approvare il testo di riforma con due diverse deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi: non c’è quindi tempo da perdere, se si vuole raggiungere questo importante risultato entro la fine della Legislatura.

Sempre in Senato, questa settimana è previsto nella Commissione Giustizia l’esame degli emendamenti al provvedimento per la riforma dei Codici per la tutela degli animali. Anche in questo caso, si cerca un compromesso politico per fare andare avanti l’iter del disegno di legge, fermo oramai dallo scorso dicembre.

Inoltre, è stato finalmente pubblicato in G.U. il Decreto del Ministro della Salute, Roberto Speranza, dello scorso 12 aprile: finalmente i veterinari possono prescrivere farmaci per uso umano che contengano gli stessi principi attivi dei farmaci veterinari, con un notevole risparmio per le famiglie e rifugi per animali.

Buon ascolto…

A tu con suor Monia Alfieri – LA SCUOLA CI SALVERÀ. CHI SALVERÀ LA SCUOLA?

Con la partecipazione dell’on. Valentina APREA (FI), Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera.

Puntata di venerdì 21 maggio, ore 17.30

ASCOLTA IL PODCAST

La pandemia ha messo in evidenza da una parte l’importanza della scuola per il sistema paese, dall’altra tutti i limiti del nostro sistema educativo. Questo è il momento della ripartenza: al legislatore il compito di fare tesoro dell’esperienza acquisita e degli errori commessi per rinnovare il sistema scolastico del nostro Paese. Il decreto sostegni-bis ha stanziato 350 milioni di euro per le scuole statali e altri 50 milioni per le scuole paritarie. E’ un buon inizio, ma non basta. I dati forniti da suor Monia Alfieri ci indicano una delle priorità da perseguire nei prossimi mesi: garantire il pluralismo educativo su tutto il territorio nazionale. Da questo punto di vista, è necessario agire soprattutto in quelle regioni del Sud che oggi, a seguito delle conseguenze della pandemia, sono in maggiore sofferenza.

“Peggio di questa crisi” – ha detto Papa Francesco – “c’è solo il dramma di sprecarla”. In tal senso, le dichiarazioni dell’on. Valentina Aprea, manifestano una rinnovata consapevolezza della politica su queste tematiche e sulle priorità da perseguire. A quanto pare, questa volta si sta procedendo, tutti insieme, nella giusta direzione.

Buon ascolto…

I DATI DELLA SCUOLA – a cura di suor Monia Alfieri

AL VIA LA COMMISSIONE SULLE CONDIZIONI DI LAVORO IN ITALIA.

Con il sen. Ugo GRASSI, capogruppo Lega nella Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

Puntata di venerdì 21 maggio, ore 10.30

ASCOLTA IL PODCAST

Ugo Grassi

La scorsa settimana in Senato è stata costituita la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati. La recente morte sul lavoro della giovane Luana D’Orazio ha contribuito a dare uno slancio all’avvio dei lavori di questa Commissione, nella consapevolezza che non è più accettabile perdere la vita sul luogo di lavoro a cagione di incidenti che possono essere evitati. Con il sen. Ugo Grassi abbiamo parlato degli obiettivi che la Commissione intende perseguire e della prossima programmazione dei lavori, che vedrà il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile. Buon ascolto…

SICUREZZA E CITTADINANZA TRA EBREI E MUSULMANI A GERUSALEMME

RISIKO – con Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communicatione e Imam Yahya PALLAVICINI, presidente del Coreis Italia.

Puntata di mercoledì 19 maggio, ore 17.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il racconto del conflitto tra Israele e Hamas che in quest’ultima settimana ci è stato propinato dall’informazione mainstream manca di alcuni importanti tasselli, necessari per inquadrare la situazione in una visione più ampia. Difatti, poco o nulla è stato detto delle numerose iniziative che hanno visto manifestare insieme cittadini arabi ed ebrei, uniti per chiedere la fine del conflitto armato. La rappresentazione della Città Santa che vive in perenne conflitto, invero, non prende in considerazione la realtà che vede arabi e musulmani collaborare per una pacifica convivenza. La sera del 13 maggio, Standing Together, un gruppo di coesistenza, ha organizzato manifestazioni in più di 25 località del paese con lo slogan “Fermare questo insieme”, per protestare contro la violenza intercomunitaria e il conflitto con Gaza. Il giorno prima, un altro gruppo di leader municipali arabi ed ebrei della valle di Jezreel, di Shfaram, Ramat Yishai, Beit Zarzir, Bir al Machsour, Yafia e altre località si sono incontrati per esprimere solidarietà e protestare contro le recenti violenze tra ebrei e arabi. Queste notizie sono state riportate dal Jerusalem Post eppure non adeguatamente riportate dai mezzi d’informazione internazionali ( per approfondimenti vedi https://www.agcnews.eu/israele-la-societa-civile-ebrea-ed-araba-rigetta-la-violenza-tra-le-comunita/ ). Il risultato di queste “omissioni” è evidente: un’opinione pubblica divisa tra chi sostiene Israele e chi, invece, è solidale con la causa palestinese.

Un altro elemento importante del conflitto in corso riguarda il coinvolgimento di un attore internazionale che con la sua azione potrebbe allargare i confini degli scontri. La Turchia di Recep Tayyip Erdoğan è pronta ad attuare un “modello Libia” per Israele, firmando un accordo con l’autorità politica di Gaza, Hamas, per ottenere così l’accesso al mare antistante Gaza e ai diritti energetici al largo della costa di Israele, hanno raccontato Antonio Albanese e Graziella Giangiulio ai microfoni di Radio Sparlamento. Anche in questo caso, le intenzioni del presidente Erdogan sono state riportate “a mezzo stampa”, pubblicate il 17 maggio scorso sul giornale turco filo governativo Yeni Safak . L’editoriale in questione sostiene che la Turchia potrebbe firmare un accordo con i palestinesi e aiutarli via mare. A quel punto il conflitto diventerebbe internazionale e anche il presidente Biden, al momento occupato in faccende interne, sarebbe costretto a prendere una posizione. “Uno dei fronti più forti del nuovo ordine mondiale sarà la Palestina” – si legge nell’editoriale – “Ecco perché le organizzazioni di intelligence devono stabilire e utilizzare tutti i mezzi e i metodi necessari per il sostegno delle armi alla Palestina. La Turchia dovrebbe condurli».

Parole che avrebbero dovuto far sobbalzare dalla sedia tutti i leader occidentali e trovare posto nelle prime pagine delle più importanti testate europee, ma così non è stato. Eppure, anche in questo caso non si tratta di complotti segreti ma di dichiarazioni pubbliche ( leggi anche https://www.agcnews.eu/turchia-le-mani-di-erdogan-su-gaza-replicare-il-modello-libia/). Tanto rumore per nulla? E’ un auspicio. Certo è che il presidente Erdogan, all’indomani del conflitto, ha cominciato a telefonare ad un folto numero di leader politici per fare il punto sulla questione ( o trovare alleati). Guarda caso, nella maggior parte dei casi si tratta di paesi in cui si stanno svolgendo manifestazioni pro Palestina: dal capo politico di Hamas, al presidente russo,Vladimir Putin, all’emiro del Qatar, al re di Giordania, allo sceicco del Kuwait. A questa lista si aggiungono: il re della Malesia, il presidente indonesiano, il presidente uzbeko, il primo ministro pakistano, il presidente algerino, il presidente della Repubblica di Cipro del Nord, il presidente del Kirghizistan, il presidente afgano, il presidente iracheno, il presidente nigeriano, il presidente della Libia, il sultano dell’Oman. Di certo, tutti questi colloqui ( compreso quello con Papa Francesco) stanno a dimostrare uno spiccato interesse del presidente Erdogan per il conflitto tra Israele e Hamas.

Al di là delle congetture è lecito domandarsi per quale motivo i nostri politici, commentatori e giornalisti abbiano tralasciato di darci conto di queste notizie. Non vogliamo pensare a intrighi e complotti, ad ogni modo queste “ombre” comunicative sono un valido motivo per approfondire la questione, ascoltando l’analisi proposta in questo podcast ( come sempre fatti alla mano) dai direttori di AGC Communication.

Buon ascolto…

NEXT GENERATION ITALIA – MISSIONE 1: DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ, CULTURA

Con l’on. Massimiliano CAPITANIO (Lega), Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.

Puntata di martedì 18 maggio, ore 14.30

ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso 22 aprile il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha presentato alle Camere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel quale sono specificate le modalità di utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Next Generation EU. Nello specifico, il PNRR prevede investimenti per 235,6 miliardi, di cui: 191,5 miliardi di euro finanziati attraverso il Recovery Plan; 13,5 miliardi riferiti al fondo supplementare per la politica di coesione, c.d. React-EU; 30,6 miliardi di risorse nazionali che costituiscono un apposito Fondo complementare di finanziamento. In generale, secondo i criteri stabiliti dall’Europa, il 27% delle risorse è destinato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, del 10% alla coesione sociale. Più in generale, il Piano è suddiviso il 6 Missioni, o macro aree di intervento: 1- digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; 2 – rivoluzione verde e transizione ecologica; 3- infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4 – istruzione e ricerca; 5 – inclusione E coesione; 6- salute.

Alla Missione 1, denominata digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, sono destinati 46,3 miliardi di euro, pari al 20,7% delle risorse totali del Piano. Essa è costituita da 3 Componenti o aree di intervento: (i)digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA; (ii) digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; (iii) turismo e cultura 4.0.

La Componente 1, digitalizzazione, innovazione e sicurezza della PA, è a sua volta è articolata in tre settori di intervento: (i) digitalizzazione della PA; (ii) modernizzazione della PA; (iii) innovazione organizzativa della giustizia. In particolare, gli interventi sulla digitalizzazione interesseranno: gli investimenti in infrastrutture digitali e cyber security; la compiuta realizzazione della Cittadinanza digitale, attraverso lo sviluppo di servizi digitali in favore dei cittadini e delle imprese (quali identità digitale (SPID e CIE), firma elettronica, strumenti di pagamento digitale per pubblico e privato (PagoPA, Italia Cashless community, piattaforma notifiche, ANPR, AppIO). Per quanto riguarda la modernizzazione della P.A. gli interventi sono incentrati a migliorare la capacità di reclutamento del personale e la valorizzazione del capitale umano. E’ prevista una programmazione continua e periodica dei concorsi pubblici; la realizzazione di un piano organico straordinario di assunzioni di personale a tempo determinato; la realizzazione di un “Portale del reclutamento” che consentirà ai cittadini di accedere in maniera centralizzata e sistematica a tutti i concorsi. Parimenti, al fine di rafforzare la conoscenza e le competenze del personale, dirigenziale e non, è previsto un sistema nazionale di certificazione ed accreditamento degli organismi di formazione e l’individuazione di più efficaci forme di valorizzazione del personale. In merito all’attività della Pubblica Amministrazione, il Piano mira a sopprimere i procedimenti non più necessari, ridurne i tempi e i costi, digitalizzare le fasi procedimentali, garantendo servizi di qualità per cittadini e imprese. A tal fine, il Governo intende svolgere, in via propedeutica, un “censimento dei procedimenti”, ossia una mappatura completa dei procedimenti amministrativi, con priorità per quelli necessari alla rapida attuazione dei progetti del PNRR.

In merito all’innovazione organizzativa della giustizia, il Piano prevede principalmente interventi atti alla riduzione dei tempi della giustizia” attraverso: la collaborazione integrata tra giudici ordinari, onorari, personale amministrativo e tecnico; lo smaltimento degli arretrati nel settore civile e tributario, mediante l’innesto straordinario di magistrati onorari aggregati e/o onorari ausiliari; il completamento della digitalizzazione del processo civile e di quello penale; la valorizzazione degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie; il potenziamento del giudizio arbitrale; la modifica alla disciplina delle spese di giustizia volte a premiare le parti che concorrano a snellire la fase decisoria in Cassazione.

La Componente 2, digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, mira a stimolare il sistema produttivo e renderlo maggiormente competitivo attraverso investimenti in tecnologie all’avanguardia e la cd. Transizione 4.0. In questo senso, è prevista la realizzazione delle reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e satellitari per la realizzazione, l’ammodernamento e il completamento delle reti ad altissima capacità collegate all’utente finale nel Mezzogiorno e nelle aree bianche e grigie, nonché interventi per garantire la connettività di realtà pubbliche ritenute prioritarie e strategiche. In merito alla transizione 4.0 sono, invece, previsti incentivi fiscali per investimenti in beni materiali strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e in beni immateriali ad essi connessi, nonché in attività di ricerca e sviluppo, in una logica di neutralità tecnologica.

La Componente 3, si occupa di turismo e cultura. Il Piano intende investire su piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale di archivi, biblioteche, musei e luoghi della cultura , nonché migliorare l’accessibilità fisica e cognitiva a istituti e luoghi della cultura, anche mediante la realizzazione di un Piano strategico per l’eliminazione delle barriere architettoniche (P.E.B.A) senso-percettive, culturali e cognitive. Sono anche previsti interventi per la città di Roma, in vista del Giubileo del 2025. Inoltre, saranno potenziati gli studi cinematografici di Cinecittà e rilanciate le attività della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Una parte importante di questa componente riguarda il Piano Nazionale Borghi, per valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico dei piccoli centri e favorire la rinascita delle antiche strutture agricole e dei mestieri tradizionali (ad es. l’artigianato). Sempre al fine di contrastare lo spopolamento dei territori, sono previsti sostegni anche per l’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali, come ospitalità diffusa e albergo diffuso. Parimenti, sono previsti investimenti per la riqualificazione urbana di periferie, parchi e giardini storici, sostenendo progetti di rigenerazione urbana a base culturale di competenza comunale, in partenariato con attori pubblici e privati. E’ previsto anche un progetto “Percorsi nella Storia- Turismo lento”, a cui si punta per generare nuove aree di attrazione turistica aprendo alla valorizzazione di nuovi territori in chiave di sostenibilità e autenticità, (cammini, percorsi ciclabili, percorsi ferroviari, riscoperta di aree archeologiche “dimenticate”).

Nei prossimi mesi Governo e Parlamento saranno impegnati nella predisposizione del c.d. cronoprogramma, che dovrà definire le modalità di attuazione di quanto declinato nel PNRR. Entro giugno, quando arriverà il nulla osta definitivo da parte del Consiglio europeo, questa poderosa macchina di riforma comincerà il suo cammino: il Paese non può permettersi margini di errore. Da questo punto di vista saremo tutti chiamati a “vigilare”: protagonisti, nel bene e nel male, del nostro futuro. E il primo passo da fare è verso la conoscenza, dacché essere adeguatamente informati sui contenuti del PNRR è essenziale per poter chiedere conto della sua attuazione. Nell’ambito di questo progetto di divulgazione, ringraziamo l’on. Massimiliano Capitanio per le preziose informazioni che ha condiviso con tutti noi.

Buon ascolto…

NEXT GENERATION ITALIA – MISSIONE 5: COESIONE E INCLUSIONE

Con il sen. Tommaso NANNICINI (PD), presidente della Commissione parlamentare di controllo per l’attività degli gestori di forme di previdenza e assistenza sociale.

Puntata di martedì 18 maggio, ore 13.00

ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso 22 aprile il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha presentato alle Camere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel quale sono specificate le modalità di utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Next Generation EU. Nello specifico, il PNRR prevede investimenti per 235,6 miliardi di euro, di cui: 191,5 miliardi finanziati attraverso il Recovery Plan; 13,5 miliardi riferiti al fondo supplementare per la politica di coesione, c.d. React-EU; 30,6 miliardi di risorse nazionali che costituiscono un apposito Fondo complementare di finanziamento. In generale, secondo i criteri stabiliti dall’Europa, il 27% delle risorse è destinato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, del 10% alla coesione sociale. Più in generale, il Piano è suddiviso il 6 Missioni o macro aree di intervento: 1- digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; 2 – rivoluzione verde e transizione ecologica; 3- infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4 – istruzione e ricerca; 5 – inclusione e coesione; 6- salute.

Le risorse impiegate nella Missione 5 sono pari a circa 27,63 miliardi di euro, suddivise in 3 Componenti o linee di azione: (i) Politiche per il lavoro; (ii) Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore; (iii) Interventi speciali di coesione territoriale. Il Piano specifica che per ciascuna componente sarà accompagnata da una serie di riforme di sostegno.

La Componente 1, Politiche per il lavoro, mira a sostenere i livelli di occupazione, in particolare quella giovanile, attraverso: la definizione e l’ampliamento di misure di politiche attive del lavoro; la riduzione del disallineamento tra le competenze in possesso dei lavoratori e quelle richieste dalle imprese; il sostegno all’imprenditorialità femminile; il potenziamento del Servizio civile universale per i giovani nella fascia tra i 18 e i 28 anni. Nello specifico, si prevede: l’istituzione di un Programma nazionale denominato GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), che prevede un sistema di presa in carico unico dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale che associ la profilazione dei servizi al lavoro alla formazione; il rafforzamento dei Centri per l’impiego e della loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati; lo sviluppo di un Piano nazionale nuove competenze. Per i lavoratori occupati è istituito il Fondo nuove competenze per permettere alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro dei lavoratori al fine di favorire attività di formazione. Altra linea di intervento è costituita dalle misure di decontribuzione per il lavoro al Sud e per le nuove assunzioni di giovani e donne.

La componente 2, infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore, mira a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità, potenziando le infrastrutture sociali. In particolare, il rafforzamento delle infrastrutture sociali è volto a migliorare la qualità della vita dei minori, degli anziani e delle persone con disabilità e favorire l’occupazione femminile. Sono previsti anche interventi di rigenerazione urbana e housing sociale. E’ altresì riconosciuto il ruolo dello sport nell’inclusione e integrazione sociale, come strumento di contrasto alla marginalizzazione di soggetti e comunità locali.

La Componente 3, interviene sul riequilibrio territoriale. Nello specifico, è previsto il rafforzamento della Strategia nazionale per le aree interne, con interventi sulle infrastrutture sociali e misure a supporto del miglioramento dei livelli e della qualità dei servizi scolastici e sanitari e dell’imprenditoria giovanile, in particolare nel settore turistico e agroalimentare, nonché investimenti per la sostenibilità delle aree colpite dai terremoti. Sono altresì previsti interventi specifici nelle regioni del Sud, per realizzare infrastrutture e laboratori per il trasferimento tecnologico in contesti urbani marginalizzati da rigenerare. Infine, è previsto l’utilizzo dei beni confiscati alle mafie ai fini della valorizzazione economica e sociale dei territori.

Nei prossimi mesi Governo e Parlamento saranno impegnati nella predisposizione del c.d. cronoprogramma, che dovrà definire le modalità di attuazione di quanto declinato nel PNRR. Entro giugno, quando arriverà il nulla osta definitivo da parte del Consiglio europeo, questa poderosa macchina di riforma comincerà il suo cammino: il Paese non può permettersi margini di errore. Da questo punto di vista saremo tutti chiamati a “vigilare”: protagonisti, nel bene e nel male, del nostro futuro. E il primo passo da fare è verso la conoscenza, dacché essere adeguatamente informati sui contenuti del PNRR è essenziale per poter chiedere conto della sua attuazione. Nell’ambito di questo progetto di divulgazione, ringraziamo il sen. Tommaso Nannicini per le preziose informazioni che ha condiviso con tutti noi.

NEXT GENERATION ITALIA. MISSIONE 6: SALUTE.

Con la senatrice Maria DOMENICA CASTELLONE (M5S), Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Puntata di lunedì 17 maggio, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso 22 aprile il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha presentato alle Camere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel quale sono specificate le modalità di utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Next Generation EU. Nello specifico, il PNRR prevede investimenti per 235,6 miliardi, di cui: 191,5 miliardi di euro finanziati attraverso il Recovery Plan; 13,5 miliardi riferiti al fondo supplementare per la politica di coesione, c.d. React-EU; 30,6 miliardi di risorse nazionali che costituiscono un apposito Fondo complementare di finanziamento. In generale, secondo i criteri stabiliti dall’Europa, il 27% delle risorse è destinato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, del 10% alla coesione sociale. Più in generale, il Piano è suddiviso il 6 Missioni, o macro aree di intervento: 1- digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; 2 – rivoluzione verde e transizione ecologica; 3- infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4 – istruzione e ricerca; 5 – inclusione E coesione; 6 – salute.

Per la Missione Salute il PNRR ha destinato complessivamente 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dalle risorse del Next Generation e 2,9 miliardi dal Fondo complementare nazionale, e si articola in 2 Componenti.

La Componente 1 riguarda le reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. Gli interventi di questa componente intendono rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari. Più nello specifico, le Case della Comunità diventeranno un punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie, in cui opereranno team multidisciplinari di medici, infermieri di comunità e altri professionisti della salute. L’ Ospedale di Comunità, invece, rappresenta una struttura sanitaria della rete territoriale a ricovero breve ( da 20 fino a 40 posti letto) e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. Contribuirà, inoltre, ad una riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche. Infine, sono previsti interventi per aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare, nell’ottica di considerare la casa come primo luogo di cura, specialmente per i malati cronici, gli anziani e le persone con disabilità.

La Componente 2 riguarda, invece, l’innovazione, la ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale. Il punto importante di questa componente consiste nel completamento e diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), che consentirà anche una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Rilevanti risorse sono destinate anche alla ricerca scientifica, al trasferimento tecnologico e al rafforzamento delle competenze del personale. In particolare, l’investimento prevede l’ammodernamento digitale del parco tecnologico ospedaliero, tramite l’acquisto di 3.133 nuove grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico (TAC, risonanze magnetiche, Acceleratori Lineari, Sistema Radiologico Fisso, Angiografi, Gamma Camera, Gamma Camera/TAC, Mammografi, Ecotomografi). Inoltre, è previsto il potenziamento della dotazione di posti letto di terapia intensiva, il consolidamento della separazione dei percorsi all’interno del pronto soccorso e l’incremento del numero di mezzi per i trasporti secondari.

E’ altresì prevista la valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN. Per il perseguimento di questi obiettivi si prevedono 3 tipi di intervento: (i) il finanziamento di progetti Proof of Concept (PoC), volti a ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell’applicazione per scopi industriali; (II) il finanziamento di programmi di ricerca o progetti nel campo delle malattie rare e dei tumori rari; (iii) il finanziamento per programmi di ricerca su malattie altamente invalidanti. Infine, in merito allo sviluppo delle competenze professionali del personale del sistema sanitario, è previsto l’incremento delle borse di studio in medicina generale ( fino a 2.700 borse di studio); l’avvio di un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere a tutto il personale sanitario e non sanitario degli ospedali; l’attivazione di un percorso di acquisizione di competenze di management per professionisti sanitari del SSN; l’incremento dei contratti di formazione specialistica per affrontare il cosiddetto “imbuto formativo”, vale a dire la differenza tra il numero di laureati in medicina e il numero di posti di specializzazione post-lauream previsto, garantendo così un adeguato turn-over dei medici specialisti del SSN ( sono previsti 4.200 contratti di formazione specialistica aggiuntivi).

Nei prossimi mesi Governo e Parlamento saranno impegnati nella predisposizione del c.d. cronoprogramma, che dovrà definire le modalità di attuazione di quanto declinato nel PNRR. Entro giugno, quando arriverà il nulla osta definitivo da parte del Consiglio europeo, questa poderosa macchina di riforma comincerà il suo cammino: il Paese non può permettersi margini di errore. Da questo punto di vista saremo tutti chiamati a “vigilare”: protagonisti, nel bene e nel male, del nostro futuro. E il primo passo da fare è verso la conoscenza, dacché essere adeguatamente informati sui contenuti del PNRR è essenziale per poter chiedere conto della sua attuazione. Nell’ambito di questo progetto di divulgazione, ringraziamo la senatrice Maria Domenica Castellone per le preziose informazioni che ha condiviso con tutti noi.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA DI POLITICA ESTERA – con Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 17 maggiore, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. In Birmania, l’ex leader Aung San Suu Kyi il 24 maggio comparirà dinanzi un tribunale: è la sua prima volta in pubblico dal colpo di stato di febbraio. In Francia, un tribunale ha respinto ( in quanto irricevibili) le richieste di una franco-vietnamita contro 14 multinazionali accusate di aver prodotto il famigerato “l’agente arancio” (Agent Orange). Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato americano Anthony Blinken preparano il vertice tra Putin e Biden, che dovrebbe tenersi questa estate. In India, record mondiale di contagiati da Covid: in un giorno circa 315 mila casi. Il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus ha chiesto ai Paesi del mondo di rinunciare a vaccinare i bambini e gli adolescenti contro il Covid per donare le dosi al sistema Covax, che gestisce i vaccini per i Paesi meno sviluppati. In Ungheria, il sindaco di Budapest, Gergely Karacsony, sfida Viktor Orban annunciando l’intenzione di guidare un’alleanza delle opposizioni per sconfiggere il premier sovranista alle elezioni del prossimo anno. Israele-Gaza: continuano i bombardamenti. In Cile, le elezioni per l’Assemblea costituente segnano la sconfitta dei partiti tradizionali: il centro-destra al governo cede il passo al centro-sinistra.

Buon ascolto…

PENSIONI DI INVALIDITÀ. DISPARITÀ DI TRATTAMENTO E MODALITÀ DI REVISIONE.

Con Nazaro PAGANO, presidente di ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) e Domenico COSENTINO, responsabile Formazione Patronato INPAS .

Puntata di lunedì 17 maggio, ore 14.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il 6 maggio 2021, l’INPS, attraverso il Messaggio n. 1835, ha previsto la sospensione automatica della pensione di invalidità civile qualora il soggetto non si presenti alla prima visita di revisione. Ciò significa che, in caso di qualsivoglia errore nelle banche dati e/o di comunicazione, l’avente diritto si troverà immediatamente senza l’erogazione della pensione. Nonostante le perplessità e le contestazioni che da più parti si sono sollevate, l’INPS non ha ancora fatto marcia indietro. Un fatto, questo, che si aggiunge ad una situazione generale che vede sempre più penalizzate ( e in maniera ingiustificata) proprie le persone che abbisognerebbero di maggiore tutele. Difatti, nonostante sia trascorso quasi un anno dalla sentenza n. 152 della Corte Costituzionale, il legislatore non è ancora intervenuto per ovviare ad una palese discriminazione tra gli invalidi civili al 100%, a cui è stato riconosciuto il beneficio economico integrativo, e tutti gli altri invalidi parziali che, anche con un punteggio molto alto ( dal 74% al 99%), sono rimasti esclusi dalla platea di coloro a cui è stato incrementato l’importo dell’assegno di invalidità. A differenza del passato, questo Esecutivo vede la presenza di un Ministro per le disabilità, rappresentato dalla sen. Erika Stefani: ci auguriamo che questa rinnovata sensibilità si concretizzi quanto prima in provvedimenti concreti. Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV.

Puntata di lunedì 17 maggio, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Nella Commissione Affari costituzionali del Senato, si attende ( dalla scorsa settimana) la riformulazione del testo base dell’art. 9 della Costituzione, nella speranza che la tutela degli animali non venga stralciata dalla riforma. E’ slittata a questa settimana anche la riforma dei Codici per la tutela degli animali: nella Commissione Giustizia del Senato ancora non è stato trovato un accordo politico per superare l’ostacolo dei circa 3.000 emendamenti presentati dal Gruppo Lega. Sempre al Senato, questa settimana, nella Commissione Agricoltura, dovrebbe essere presentata la bozza di risoluzione sui presunti danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica: l’auspicio è che le misure di prevenzione vengano preferite alla caccia indiscriminata. Fuori dai Palazzi della politica. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da alcuni vetturini: i cavalli saranno costretti a trainare le “botticelle” fino a settembre, in attesa del pronunciamento di merito del Tribunale amministrativo. A tutela dei cavalli potrebbe arrivare il nuovo regolamento sulla tutela degli animali che dovrà essere emanato nelle prossime settimane dall’Assemblea capitolina. Buon ascolto…

LEONARDO SCIASCIA E IL CINEMA.

100 ANNI DI LEONARDO SCIASCIA – Con Fabrizio CATALANO, regista; Matteo COLLURA, scrittore; Mario PATANÈ, esperto cinematografico.

Puntata di venerdì 14 maggio, ore 13.00

ASCOLTA IL PODCAST

L’ 8 gennaio 1921, nasceva Leonardo Sciascia, uno dei più rappresentativi intellettuali italiani del secolo scorso. Scrittore, giornalista, saggista, Sciascia ha raccontato con “realismo critico” e spirito anticonformista il lato oscuro della società italiana del Novecento: la mafia, il terrorismo, la mala giustizia. In questo podcast, Fabrizio Catalano ( regista e nipote di Leonardo Sciascia) e Matteo Collura (grande amico e biografo del grande scrittore siciliano), hanno condiviso con noi ricordi di vita del “maestro di Regalpetra” e raccontato del suo grande amore per il cinema. Un ringraziamento particolare a Mario Patanè, esperto cinematografico, per avere reso possibile questo momento commemorativo.

Buon ascolto…

NEXT GENERATION ITALIA: ISTRUZIONE E RICERCA.

Con l’on. Marco BELLA (M5S), Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati.

Puntata di venerdì 14 maggio, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso 22 aprile, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha presentato alle Camere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel quale sono specificate le modalità di utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Next Generation EU. Nello specifico, il PNRR prevede investimenti per 235,6 miliardi di euro, di cui: 191,5 miliardi finanziati attraverso lo strumento del Recovery Fund; 13,5 miliardi riferiti al React-EU, il Fondo supplementare per la politica di coesione; 30,6 miliardi di risorse nazionali che costituiscono un apposito Fondo complementare di finanziamento. Secondo i criteri stabiliti dall’Europa, il 27% delle risorse è destinato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, il 10% alla coesione sociale. Più in generale, il Piano è suddiviso il 6 Missioni, o macro aree di intervento: 1digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; 2 rivoluzione verde e transizione ecologica; 3- infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4 – istruzione e ricerca; 5 – inclusione ci ha e coesione; 6- salute.

In questo podcast, l’on. Marco Bella, ci ha illustrato gli assi portanti della Missione 4: Istruzione e Ricerca. Un progetto ambizioso, volto a migliorare i percorsi scolastici e universitari, a colmare il deficit di competenze, ed a rafforzare i sistemi di ricerca. A disposizione ci sono 31,9 miliardi di euro, suddivisi in due linee di intervento, o “Componenti”, di cui: 19,44 miliardi destinati al potenziamento dei servizi di istruzione, a partire dagli asili nido fino alle Università; 11,4 miliardi per la ricerca.

La Componente 1, mira ad implementare l’offerta degli asili nido, la diffusione del tempo pieno nelle scuole, a contrastare l’abbandono scolastico, a ridurre il divario territoriale, ad ampliare l’offerta formativa ( è prevista, tra l’altro, la riforma degli ITS), alla messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici ( con particolare riguardo alla costruzione di palestre e strutture sportive). In merito al sistema universitario, è previsto l’aumento di borse di studio e l’innalzamento delle fasce per l’accesso gratuito, nonché l’implementazione degli alloggi universitari. Particolare attenzione è riservata ai ricercatori, attraverso la riforma dei dottorati di ricerca e l’aumento di borse di studio. Al riguardo, l’on. Bella ha segnalato una proposta di legge, già all’esame della Commissione Cultura della Camera, che prevede “Norme in materia di reclutamento e stato giuridico dei ricercatori universitari e degli enti di ricerca, nonché di dottorato e assegni di ricerca”.

La Componente 2, invece, prevede interventi per il rafforzamento della ricerca attraverso il finanziamento di 12 progetti, che vanno dal potenziamento delle infrastrutture di ricerca, al finanziamento dei nuovi PRIN (Progetti di ricerca di interesse nazionale), incentivi alla partecipazione degli IPCEI (Progetti di Interesse Comune Europeo), il finanziamento di accordi per l’innovazione, nonché il finanziamento di progetti di ricerca di giovani ricercatori.

Il PNRR è attualmente al vaglio della Commissione europea. Entro la fine di giugno dovrà pronunciarsi in via definitiva il Consiglio europeo, dopo di che, già a luglio dovrebbe arrivare la prima tranche ( circa il 13% dell’ammontare complessivo del Piano). Superate queste tappe, dovremo dimostrare di essere capaci di attuare questo incredibile Piano di riforma del Paese, soprattutto, di rispettare gli obiettivi e le tempistiche in esso descritti, in modo da superare le verifiche semestrali della Commissione. Diversamente, avremo perso un’occasione irripetibile.  “Peggio di questa crisi” – ha affermato l’on. Bella, riprendendo una frase pronunciata da Papa Francesco – “c’è solo il dramma di sprecarla”.

Buon ascolto…

IRAN-ARABIA SAUDITA. LA SVOLTA DIPLOMATICA

RISIKO – con Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di mercoledì 12 maggio, ore 17.00

ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso 9 aprile, il Financial Times, ha diffuso la notizia di un incontro tra funzionari iraniani e sauditi. Anche se è ancora presto per parlare di una svolta nelle relazioni tra i due Paesi, si tratta di un chiaro segnale positivo, teso a ricucire lo strappo avvenuto nel 2016. Difatti, a seguito prima dell’esecuzione dello sceicco sciita al-Nimr in Arabia-Saudita e poi dell’attacco all’Ambasciata saudita a Teheran, Iran e Arabia-Saudita hanno interrotto ogni rapporto diplomatico.

Un percorso di riappacificazione che è stato caratterizzato dal ruolo determinante svolto dal premier iracheno, Mustafa al-Kazemi, che già dai primi mesi del 2020 ha cominciato a tessere la sua rete diplomatica per creare le condizioni che hanno portato al recente incontro tra le delegazioni saudite e iraniane. Dietro il coinvolgimento dell’Iraq – ci hanno spiegato i direttori Antonio Albanese e Graziella Giangiulio – c’è l’interesse del Primo Ministro Al-Kazemi a dare vita ad un nuovo gasdotto, che dovrebbe portare l’oro blu dalle regioni del Golfo fino all’Europa. Si tratta un vecchio progetto che, anche a seguito della recente riconciliaizone tra l’Arabia-Saudita e il Qatar, potrebbe concretamente realizzarsi, rimescolando così gli equilibri nel grande gioco dei gasdotti.

E se la Russia ha dato il suo benestare alla costruzione di questa nuova infrastruttura, Cina e Stati Uniti, rischiano di restare a mani vuote. Le prossime tappe di questo percorso di riavvicinamento tra Iran e Arabia-Saudita, saranno fondamentali per capire se questa svolta epocale potrà realmente concretizzarsi.

Buon ascolto…

NOTIZIE DAL MONDO

RASSEGNA DI POLITICA ESTERA – con Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 10 maggio, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana: la Nato schiera i velivoli F-35A Lightning italiani per la protezione dello spazio aereo dell’Estonia; al vertice dei ministri degli Esteri del G7 di Londra, piena sintonia fra Usa e Regno Unito sui messaggi da indirizzare a Cina, Russia e Corea del Nord: lo hanno dichiarato il segretario di Stato, Antony Blinken, e il capo del Foreign Office, Dominic Raab; il 5 maggio 1821 moriva Napoleone Bonaparte, diverse le commemorazioni in occasione del bicenteranio; scontri ad Atene contro la nuova legge sul lavoro, intanto il ministro greco dello Sviluppo e degli Investimenti, Adonis Georgiadis, annuncia l’imminente ripresa della collaborazione con la Cina ; la Corte de L’Aja ha condannato il guerriero ugandese Dominic Ongwen, l’ex comandante del Lra (Esercito di resistenza del signore), a 25 anni di carcere per 61 crimini di guerra; a Il Cairo, il Segretario generale dell’OnuAntónio Guterres, ha sottolineato la necessità di trovare un meccanismo efficace per espellere mercenari e forze straniere dalla Libia; parole dure del capo della NASA, Bill Nelson, contro Pechino: “E’ chiaro che la Cina non riesce a soddisfare gli standard responsabili riguardo i detriti spaziali”; il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, ha sciolto il Parlamento come previsto dagli accordi di pace del 2018.  

Buon ascolto…

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV.

Puntata di lunedì 10 maggio, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza, in questa puntata. Settimana decisiva per l’inserimento della tutela degli animali in Costituzione: dopo il parere positivo della Commissione Ambiente, attesa nella Commissione Affari costituzionali del Senato la riformulazione del testo base della riforma dell’art.9. Sempre al Senato, nella Commissione Giustizia, dovrebbe riprendere martedì ( dopo oltre 5 mesi di stop) l’iter della riforma dei Codici per la tutela degli animali. Per quanto riguarda le interrogazioni, si segnala quella presentata dalla sen. Gabriella Di Girolamo per la prevenzione degli incidenti stradali che vedono coinvolti animali selvatici.

Inoltre, è stata presentata dall’on. Patrizia Prestipino una proposta di legge per vietare l’uso di pelli di canguro per la fabbricazione di scarpe da calcio, tute motociclistiche, capi di abbigliamento e accessori di lusso. Al riguardo, è possibile aderire alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla LAV, per chiedere all’azienda LOTTO di rinunciare ad utilizzare le pelli di canguro, così come hanno già fatto altre aziende sportive. FIRMA L’APPELLO: https://www.lav.it/news/video-lotto-salva-canguri

Buon ascolto!

A tu per tu con suor Monia Alfieri. MINORI NELLA TRAPPOLA DELLA RETE.

A TU PER TU CON SUOR MONIA ALFIERI – Con la partecipazione del sen. Andrea CANGINI (FI), Commissione Istruzione del Senato.

Puntata di venerdì 7 maggio, ore 10.00

ASCOLTA IL PODCAST

Un tempo eravamo soliti pensare alle dipendenze in relazione all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Nella nostra epoca, però, a destare preoccupazione è l’uso ossessivo nei giovani dei più comuni mezzi comunicazione, in primis lo smartphone. Una dipendenza che per i minori sta avendo conseguenze drammatiche, eppure non se ne parla: probabilmente perché affrontare il problema dovrebbe imporre alla nostra società uno stile di vita diverso. Nella Commissione Istruzione del Senato è in corso un’indagine conoscitiva sull’impatto del digitale sui giovani. Le audizioni degli esperti, nazionali e internazionali, stanno facendo emergere un quadro allarmante sull’uso prolungato di social e videogiochi. Oltre ai danni fisici (miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo-scheletrici, diabete), a destare maggiore preoccupazione sono le conseguenze neuropsicologiche e comportamentali: sono state riscontrate non solo tendenze all’alienazione, alla depressione, all’irascibilità e un aumento esponenenziale degli istinti suicidari, soprattutto è stata ravvisata una progressiva perdita di facoltà mentali essenziali: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico.

L’utilizzo dello smartphone non è soltanto uno strumento per comunicare, poichè col tempo si trasforma in un modo di pensare: uno stile di vita che deforma la nostra percezione della realtà e interferisce nel nostro modo di relazionarci col mondo. Occorre, quindi, una “rete di sicurezza” da parte delle famiglie e delle Istituzioni, che deve iniziare col “dare il buon esempio“: poichè per i ragazzi gli adulti sono dei modelli da seguire e con cui confrontarsi. La situazione ci impone di essere attenti alle conseguenze del nostro agire e di riflettere sulle motivazioni che spingono i giovani a rifugiarsi nella rete del web. Dietro alla voglia di “occupare il tempo per non annoiarsi” si nasconde, infatti, una pericolosa dissociazione dalla realtà: la necessità di prendere le distanze dall’ansia, dalla tristezza, dalle preoccupazioni della vita. In altri termini, per strappare i nostri giovani dal web, dobbiamo offrirgli un’alternativa “reale”: infondergli una rinnovata voglia di vivere come antidoto all’istinto di scappare da un mondo che percepiscono come ostile.

Buon ascolto…

NEXT GENERATION ITALIA: RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA.

Con il sen. Paolo ARRIGONI, Questore del Senato e responsabile Dipartimento Energia della Lega

Puntata di lunedì 3 maggio, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

Gli assi strategici del Next Generation Italia, delineati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono la digitalizzazione e la transizione ecologica. In particolare, il pilastro della transizione verde ( che nel PNRR corrisponde alla c.d. Missione 2), discende direttamente dall’European Green Deal, il cui obiettivo principale è quello di raggiungere entro il 2050 a livello europeo la neutralità climatica.

Alla Missione 2 il PNRR ha assegnato circa 70 miliardi di euro, che serviranno a realizzare questa transizione ecologica ed a raggiungere nel 2030 ( obiettivo intermedio del Green Deal) l’abbattimento del 55% delle emissioni climalteranti rispetto a quelle del 1990. In particolare, la Missione 2 si articola in 4 Componenti o aree di intervento: l’economia circolare e l’agricoltura sostenibile; l’energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile; l’efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; la tutela del territorio e della risorsa idrica. Gli interventi a cui sono destinate maggiori risorse interessano i settori dell’energia rinnovabile, della mobilità sostenibile e dell’efficienza energetica, per un totale di circa 50 miliardi di investimenti.

Con il sen. Paolo Arrigoni, responsabile del Dipartimento Energia della Lega, abbiamo approfondito, in particolare, l’aspetto della transizione energetica. Soprattutto, ci siamo soffermati a riflettere sulla strategia che il nostro Paese intende adottare per compiere questa rivoluzione green. Anzitutto, è necessario precisare che stiamo parlando di risorse che devono essere “spese e rendicontate”, ha chiarito il senatore Arrigoni. Ciò implica la necessità di mettere in piedi un sistema burocratico e autorizzatorio capace di utilizzare le risorse del NextGeneration EU entro i tempi previsti dall’Europa: il 2026 per le risorse del Recovery Plan; il 2023 per le risorse del REACT-EU. L’altro scoglio da superare è il rispetto degli obiettivi a medio termine, propedeutici per superare le verifiche semestrali da parte della Commissione europea. In altre parole, se la tabella di marcia non sarà rispettata, si bloccherà il meccanismo di finanziamento. Nel merito del Piano, bisognerà valutare l’efficacia delle “politiche green” ai fini della transizione ecologica. Da questo punto di vista, il senatore Paolo Arrigoni è risoluto: “senza pragmatismo non raggiungeremo i target previsti”. In termini pratici, ciò significa dapprima valutare la situazione di partenza, ossia a che punto è il nostro Paese con lo sviluppo delle rinnovabili; in secondo luogo adottare un approccio che faccia camminare sullo stesso binario sostenibilità e competitività, che significa perseguire la sostenibilità ambientale coniugandola con la sostenibilità economica e sociale; infine, applicare il principio di “neutralità tecnologica”, ossia dare “pari dignità” e incentivare tutte le fonti rinnovabili che possono dare un fattivo contributo per ridurre le emissioni inquinanti.

L’attuale situazione nazionale in ambito di sviluppo di energia rinnovabile non è delle migliori, quanto meno senza un cambio di rotta gli obiettivi del 2030 non sembrano realisticamente raggiungibili. Alcuni esempi. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) approvato lo scorso anno, ha previsto che al 2030 dovrebbero circolare in Italia 6 milioni di auto a spina (elettriche), di cui 4 milioni totalmente elettriche e 2 milioni ibride plug-in. Ebbene, attualmente secondo i dati aggiornati a dicembre 2020, sul territorio nazionale sono in circolazione soltanto 100 mila auto elettriche. Oltre a ciò, manca ancora una classificazione nazionale delle aree idonee e non idonee per installazione degli impianti eolici e dei parchi fotovoltaici. Un ritardo dovuto soprattutto a ragioni burocratiche. Anche i bandi pubblicati dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per accedere agli incentivi messi a disposizione dal decreto FER 1, sono “un mezzo fallimento”. All’ultimo bando di marzo – ci ricorda il sen. Arrigoni – è stato messo a disposizione un contingente d 1.880 MW di potenza incentivabile per fotovoltaico, eolico e idroelettrico: le domande presentare sono state pari al 25% della capacità totale. Il giorno dopo al bando di GSE, la Spagna pubblicava un bando similare per una capacità incentivabile di 3.000 MW: alla gara sono state presentate il triplo delle domande rispetto alla capacità incentivabile. Non è solo, quindi, una questione di burocrazia, ma anche di scelte politiche.

Riguardo la mobilità sostenibile, secondo il senatore Arrigoni bisogna incentivare maggiormente i carburanti alternativi, come il biometano, il gas liquefatto e il Gpl. Oggi il nostro parco macchine è costituito da circa 40 milioni di autovetture, di cui 30 milioni sono auto a benzina o diesel tra euro0 e euro5. Da questo punto di vista, per il sen. Arrigoni sarebbero utili incentivi statali per cambiare la trazione dell’auto con impianti a gpl o biometano. Ciò non solo darebbe un forte impulso in ambito di sostenibilità ambientale, ma contribuirebbe anche a ridurre le disuguaglianze sociali. Le auto elettriche oggi sono ancora un bene di lusso e, specialmente a seguito della pandemia, sempre meno persone possono permettersi di cambiare autovettura.

Anche la questione dell’idrogeno, secondo il senatore della Lega, dovrebbe essere affrontata con maggiore pragmatismo. C’è chi vorrebbe incentivare soltanto l’idrogeno verde ( che è prodotto tramite processo di elettrolisi unicamente da fonte elettrica rinnovabile) lasciando fuori l’idrogeno blu (che si ottiene partendo dal gas naturale con processi che catturano la C02). In attesa dello sviluppo di tecnologie per l’idrogeno verde, sarebbe molto utile incentivare anche quello blu, che peraltro ha un costo decisamente inferiore rispetto all’idrogeno verde. Inoltre, rimanendo nell’ambito della competitività, in Italia abbiamo diverse aziende che stanno sviluppando impianti di stoccaggio della C02 e che andrebbero incentivate. Da questo punto di vista, la politica dovrebbe essere maggiormente attenta allo sviluppo di strutture tecnologiche, essendoci per il nostro Paese tutti i presupposti per diventare leader di filiere industriali, come nel campo degli elettrolizzatori.

Un’altra componente importante che darà un forte contributo nella transizione ecologica, riguarda l’efficientamento energetico. Tra le novità previste nel PNRR c’è lo stanziamento di 2,2 miliardi di euro per sostenere la nascita delle comunità energetiche: l’“autoconsumo sostenibile” che permette a gruppi di cittadini, enti locali e piccole imprese di produrre e condividere energia da fonti rinnovabili. Le risorse previste nel PNRR sono destinate ai Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti, tuttavia ci potrebbe essere nei prossimi mesi un allargamento del perimetro, anche ad opera del decreto attuativo della Direttiva RED II. Parimenti, si sta spingendo a livello parlamentare( in maniera trasversale) per l’estensione per tutto il 2023 del superbonus 110%.

I prossimi mesi saranno decisivi per definire nei dettagli il PNRR: c’è tempo fino a giugno prima dell’approvazione definitiva del Piano da parte del Consiglio europeo. Un tempo abbastanza utile non solo per fissare le tappe precise degli interventi, ma anche per cercare di applicare meglio il principio di “neutralità tecnologica”. Il senatore Paolo Arrigoni è in questo senso è ottimista. Il presidente Mario Draghi, infatti, ha accolto le richieste della Lega di introdurre nel PNRR fonti rinnovabili quali il biometano e il teleriscaldamento, che non figuravano nel Piano che era stato presentato dal Governo Conte-2. E’, quindi, probabile che prima dell’estate possano esserci altre interessanti novità, anche perchè non possiamo permetterci margini di errore.Da questo punto di vista saremo tutti chiamati a “vigilare”: protagonisti, nel bene e nel male, del nostro futuro. E il primo passo da fare è verso la conoscenza, dacché essere adeguatamente informati sui contenuti del PNRR è essenziale per poter chiedere conto della sua attuazione. Nell’ambito di questo progetto di divulgazione, ringraziamo il sen. Paolo Arrigoni per le preziose informazioni che ha condiviso con tutti noi.

Buon ascolto…

NEXT GENERATION ITALIA: INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE.

Con Bruno ASTORRE (PD), Commissione Lavori pubblici del Senato.

Puntata di lunedì 3 maggio, ore 15.30

Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il Governo di unità nazionale ha “riscritto”, in 273 pagine, il futuro dell’Italia. Il compito di realizzare la ripresa economica e le riforme strutturali che dovranno rendere competitivo il nostro Paese, è stato affidato a 6 missioni o macro aree di intervento. In particolare, la Missione 3 riguarda le infrastrutture per la mobilità sostenibile, e mira a rendere il sistema infrastrutturale italiano più moderno, digitale e sostenibile. Una strategia di investimenti che ha come obiettivo principale quello di “connettere” l’Italia, per garantire una migliore mobilità su tutto il territorio nazionale e collegarla meglio al resto dell’Europa. Una missione oltremodo ambiziosa, ma assolutamente necessaria per uscire fuori dalla crisi generata dal Covid-19. A disposizione ci sono 25,13 miliardi del Recovery Fund , che diventano 31,46 miliardi con le risorse messe a disposizione dal REACT-EU. Se poi aggiungiamo gli investimenti nazionali, si arriva ad interventi per circa 60 miliardi di euro.

L’asse principale della Missione è volto ad implementare le infrastrutture ferroviarie. Oggi, in Italia, il 90% del traffico di passeggeri avviene su strada, così come viaggia su gomma il 54,5% delle merci: non a caso, l’estensione della rete ferroviaria italiana in rapporto alla popolazione risulta essere la più bassa tra i principali Stati europei. Per favorire la connettività del territorio e il trasferimento del traffico da gomma a ferro sulle lunghe percorrenze e lungo gli assi prioritari del Paese Nord-Sud ed Est-Ovest, è previsto lo sviluppo dell’alta velocità ( che oggi si ferma alla Napoli/Salerno, escludendo tutta la popolazione residente non servita da questa tratta); la velocizzazione della rete ferroviaria; l‘incremento della capacità dei trasporti ferroviari per le merci. Un’attenzione particolare sarà quindi riservata alle ferrovie regionali, al miglioramento dei collegamenti tra la rete ferroviaria, porti ed aeroporti, al rafforzamento dei nodi transfrontalieri (soprattutto per velocizzare il traffico delle merci), nonchè interventi per migliorare la competitività del sistema della logistica. Gli investimenti nazionali permetteranno interventi sulle c.d. “opere infrastrutturali incompiute”. Di recente il Governo ha provveduto al commissariamento di 58 opere, mentre un altro elenco di opere cantierabili si attende per giugno.

Il criterio di “selezione” delle opere confluite nel PNRR ha riguardato, soprattutto, la loro fattiva realizzazione nel breve periodo. E proprio il “fattore tempo” sarà determinante per la riuscita di questo grande progetto di sviluppo del Paese. Le opere finanziate dal Next Generation EU devono essere realizzate improrogabilmente entro la fine del 2026 ( i fondi del REACT entro il 2023) e – come ha osservato il sen. Bruno Astorre – questa sarà la sfida più grande per l’Italia. E’ necessaria, anzitutto, una “transizione burocratica” (a partire dal Codice degli appalti), senza la quale rischiamo di non superare le verifiche semestrali della Commissione europea. In altre parole, se non rispetteremo pedissequamente gli obiettivi a breve termine previsti dal PNRR, non arriveranno i soldi dall’Europa. E’ per questo che la governance predisposta dall’Esecutivo ha previsto una struttura di coordinamento centrale presso il Ministero del’Economia, che dovrà supervisionare l’attuazione del Piano e interfacciarsi con la Commissione europea, nonchè delle task force locali gestite da Palazzo Chigi, che possano aiutare le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure.

Entro giugno, quando arriverà il nulla osta definitivo da parte del Consiglio europeo, questa poderosa macchina di riforma comincerà il suo cammino: il Paese non può permettersi margini di errore. Da questo punto di vista saremo tutti chiamati a “vigilare”: protagonisti, nel bene e nel male, del nostro futuro. E il primo passo da fare è verso la conoscenza, dacché essere adeguatamente informati sui contenuti del PNRR è essenziale per poter chiedere conto della sua attuazione. Nell’ambito di questo progetto di divulgazione, ringraziamo il sen. Astorre per le preziose informazioni che ha condiviso con tutti noi.

Buon ascolto…

ANIMALI&PALAZZI

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV

Puntata di lunedì 3 maggio, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. La Commissione Giustizia del Senato ha finalmente calendarizzato i disegni di legge di riforma dei Codici per la tutela degli animali. Nella Commissione Affari costituzionali del Senato si attende per questa settimana la riformulazione del testo base della riforma dell’ art. 9 della Costituzione: a causa dell’opposizione della Lega, rischia di essere stralciata la tutela degli animali nel testo di riforma. La scorsa settimana, nella Commissione Agricoltura del Senato si è tenuta l’audizione dei rappresentanti della LAV, intervenuti nell’ambito della discussione dei ddl sulla disciplina delle professioni nel settore cinofilo. E’ possibile seguire l’audizione collegandosi a questo link: https://webtv.senato.it/4621?video_evento=187001.

Prossimo appuntamento con ANIMALI&PALAZZI, lunedì 10 maggio alle ore 12.00.

Buon ascolto!

L’ALBANIA AL VOTO: LE RIFORME E IL PROCESSO EUROPEO.

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication e la partecipazione dell’on. Anna Cinzia Bonfrisco, europarlamentare Gruppo Lega- ID.

Puntata di mercoledì 28 aprile, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il risultato delle elezioni in Albania, che si sono svolte domenica 25 aprile, hanno visto trionfare il partito socialista guidato dal presidente uscente Edi Rama, che si appresta ad iniziare il suo terzo mandato da Primo Ministro. Una vittoria schiacciante che permetterà al nuovo esecutivo di governare da solo, senza il bisogno di formare alleanze con altre forze politiche.

Dietro questi risultati, purtroppo, si nasconde una realtà allarmante. La campagna elettorale che ha preceduto il voto è stata a dir poco pesante e a tratti addirittura tragica, avendo fatto registrare diverse sparatorie e una vittima: morta a seguito dell’intervento di alcuni agenti di polizia durante una manifestazione di protesta. A ciò si aggiunge la dilagante corruzione, che da diversi anni vede una pericolosa commistione tra funzionari pubblici e governativi e la malavita. Sotto i riflettori della “cronaca nera” non c’è soltanto la squadra di Edi Rama, ma anche rappresentanti dell’opposizione. Un legame quello tra la politica albanese e la criminalità organizzata, che è alimentato da un sistema giudiziario a dir poco compromesso (e gli arresti degli ultimi giorni di giudici e avvocati ne sono la riprova).

Una situazione, questa, che sta fortemente scoraggiando la popolazione. Non a caso domenica scorsa si sono recati alle urne soltanto il 48 per cento dei cittadini. Al di là dell’endemica corruzione nella vita pubblica albanese, la minaccia imminente riguarda proprio il controverso esito del risultato elettorale. La stessa OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha apertamente parlato di una rete di compravendita di voti e si è detta molto preoccupata per la tenuta democratica in Albania. Ad ogni modo, per ulteriori valutazioni e/o per formulare delle accuse, si attendono le risultanze degli Osservatori elettorali. Nondimeno, è stato negato il diritto di voto ai numerosi albanesi residenti all’estero: parliamo di circa 1,5 milioni di cittadini. Lo stesso Premier del Kosovo, Albin Kurti, per esercitare il suo diritto di voto di cittadino albanese, si è dovuto recare personalmente in patria.

Questa situazione apre una serie di incognite sul processo di adesione dell’Albania per entrare a far parte dell’Unione europea. L’iter delle riforme richieste da Bruxelles al Governo di Tirana (in primis la riforma della giustizia) sta andando a rilento e, dal momento che sono stati proprio i Governi guidati da Edi Rama parte del problema, è presumibile che non ci sarà un immediato cambiamento di indirizzo politico. Ad ogni modo, l’Europa e gli Stati membri devono fare tutto ciò che è il loro possesso per agevolare l’ingresso dell’Albania nella “Grande Europa”, anche se saranno necessari maggiori sforzi e tempi più lunghi del previsto. Ci sono generazioni di giovani albanesi che aspirano a diventare cittadini europei: ad essi non si può voltare le spalle. Parimenti, esiste un altro pericolo all’orizzonte. “Se sbagliamo il punto di equilibrio” – ha osservato l’europarlamentare Cinzia Bonfrisco“consegneremo quest’area agli antagonisti dell’Europa”. Parole che evocano l’avanzata della Cina e della Russia nei Balcani…

Buon ascolto!

COSA NON HA FUNZIONATO NELL’AREA DI CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA DI GELA?

Con Paolo RIPAMONTI (Lega), vicepresidente della Commissione Industria del Senato.

Puntata di mercoledì 28 aprile, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

Le aree di crisi industriale complessa riguardano territori che hanno subito una forte recessione economica e una rilevante perdita occupazionale che, proprio in ragione della complessità delle dinamiche ivi presenti, necessitano di un intervento nazionale. Tuttavia, il caso dell’area di crisi di Gela rappresenta una sorta di anomalia nel panorama della gestione delle aree di crisi esistenti.

A seguito della crisi della raffineria RaGe del Gruppo Eni, la regione Sicilia ha chiesto e ottenuto il riconoscimento di un’area di crisi complessa, per dare respiro ad un indotto economico e occupazionale particolarmente in sofferenza. Sono state messe a disposizione risorse per 25 milioni di euro, di cui 15 milioni stanziati dal MISE (Ministero dello Sviluppo economico) e 10 milioni dalla regione Sicilia. La manifestazione d’interesse avviata dal MISE e da Invitalia portò all’individuazione di circa 430 imprese, che potevano attivarsi sul territorio con un indotto occupazione potenziale di circa 7 mila addetti. Senonché, al successivo bando hanno presentato domanda soltanto 6 aziende. Di queste, 5 domande sono risultate inammissibili: 3 non ammissibili, 1 non accoglibile, 1 non esaminabile. L’unica azienda ammessa al bando riguarda un investimento di poco più di 4 milioni di euro e un valore occupazionale di 21 unità lavorative. Ergo, più di 20 milioni di euro non sono stati utilizzati.

L’aspetto che più di altri salta agli occhi è la discrasia tra la manifestazione di interesse di oltre di 400 imprese ( che, quindi, conoscevano il bando) e le 6 aziende che hanno partecipato al bando. Oltretutto, l’azienda che si è aggiudicata il bando ha chiesto la revisione del progetto, quindi non ha ancora iniziato ad operare nell’area.

Abbiamo chiesto al senatore Paolo RIPAMONTI, vicepresidente della Commissione Industria del Senato, di spiegarci cosa è andato storto in questa faccenda, che ricordiamo costituisce un “unicum” nella gestione delle aree di crisi industriali complesse. E necessario, infatti, comprendere quelle specificità territoriali che, se non adeguatamente intercettate, possono risultare un ostacolo al rilancio economico. Il rischio è di ritrovarsi nella stessa condizione anche al prossimo bando. Non da ultimo, questa situazione desta qualche preoccupazione anche in vista della gestione a livello “locale” delle risorse che saranno messe a disposizione con il PNRR. Un motivo in più per attenzionare la questione e trovare per tempo i giusti correttivi.

Buon ascolto!

SANREMO 1920. PRELUDIO ALLO STATO DI ISRAELE.

Con Maya KATZIR, addetta culturale dell’Ambasciata di Israele e Asher FISCH, direttore d’orchestra.

Puntata di mercoledì 28 aprile, ore 17.00

ASCOLTA IL PODCAST

Nella storica Conferenza di Sanremo del 1920 fu sancito il diritto internazionale del popolo ebraico di avere uno Stato nella propria patria natia. Domani, giovedì 29 aprile, l’Ambasciata d’Israele in Italia ricorderà il Centenario della Conferenza con una commemorazione che si terrà proprio a Sanremo.

In questo podcast abbiamo presentato l’evento insieme a Maya Katzir, addetta culturale dell’Ambasciata d’Israele in Italia, e al Maestro Asher Fisch, che domani dirigerà l’Orchestra sinfonica di Sanremo.

La Cerimonia, a cui parteciperanno molti ospiti internazionali del mondo della politica e della musica, sarà trasmessa in diretta alle ore 17.00 su Rai2 e sui social network dell’Ambasciata d’Israele in Italia.

Buon ascolto!

QUANDO UN FIGLIO UCCIDE I GENITORI. STORIE DI STRAORDINARIA QUOTIDIANITÀ

NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER – con Giulia SCHIOPPETTO, criminologa e psicologa investigativa.

Puntata di lunedì 26 aprile, ore 17.30

ASCOLTA IL PODCAST
Giulia Scioppetto

In questa puntata Giulia Schioppetto ci ha raccontato la storia di Ferdinando Carretta, il protagonista di uno dei più noti pluriomicidi familiari italiani. Il 30 novembre 1998, a distanza di dieci anni dall’uccisione dei suoi genitori e del fratello, Carretta confessa il suo reato ad un giornalista a cui aveva deciso di rilasciare un’intervista. Un gesto “liberatorio” che mise fine al suo delirio. Alla fine del processo, Ferdinando Carretta verrà dichiarato incapace di intendere e di volere. Ma chi è veramente Ferdinando Carretta? Una vita trascorsa nascondendo “un segreto”, il suo dramma personale. Un ragazzo solo e solitario, quasi un fantasma anche per i suoi familiari: una presenza in casa più che un componente della famiglia. Il bisogno di “liberarsi” nascondeva probabilmente la necessità di essere visto, riconosciuto e ascoltato. Il suo delirio ha fatto il resto. Il bisogno di essere ascoltati ci porta a riflettere sull’importanza di ascoltare. La disponibilità a capire quali demoni dimorano nelle persone che ci vivono accanto, a volte può evitare una tragedia.

Buon ascolto!

NOTIZIE DAL MONDO

A cura di Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 26 aprile, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Secondo il rapporto dell’ONU “State of Global Climate” il 2020 è stato fra i 3 anni più caldi della storia, e il segretario generale Antonio Guterres avverte: “siamo sull’orlo di un abisso climatico”; in Ciad dei ribelli uccidono in un attentato il presidente Idriss Deby Itn; in Birmania l’esercito reprime le proteste: un manifestante rimane ucciso; l’Australia annulla l’accordo con la Cina sulla Nuova Via della Seta: per Pechino si tratta di una provocazione; 35 anni fa la tragedia dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl.

Buon ascolto!

ANIMALI&PALAZZI

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV

Puntata di lunedì 26 aprile, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. Approvata in via definitiva la Legge di delegazione europea, che prevede lo stop all’importazione, commercio e detenzione di animali esotici e selvatici. Prevista per questa settimana, invece, l’approvazione della Legge europea, che proroga di 6 mesi l’entrata in vigore del divieto di testare sugli animali sostanze come alcool, droga e tabacco. Riforma dell’art. 9 della Costituzione: la Lega ha presentato 240 mila emendamenti in opposizione all’inserimento della tutela degli animali nel testo di riforma. Presentate 6 interrogazioni, tra Camera e Senato, per chiedere al Ministro della Salute, Roberto Speranza, l’emanazione del decreto per l’utilizzo dei fondi per lo sviluppo di metodi di ricerca alternativi all’uso di animali. Si tratta di un finanziamento che era stato previsto (su proposta proprio del Ministero della Salute) nella legge di bilancio 2020, con uno stanziamento di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022. Le risorse del 2020 sono andate perdute per la mancata attuazione del decreto attuativo. Si rischia di perdere questa opportunità anche per il 2021. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): in più di 300 pagine, nessun riferimento agli animali e alla fauna selvatica. Si attende da parte del neo Ministero per la transizione ecologica, il decreto che dovrebbe abolire i sussidi dannosi all’ambiente.

Infine, mercoledì 27 aprile, alle ore 8:45, presso la Commissione Agricoltura del Senato si terrà l’audizione dei rappresentanti della LAV, nell’ambito dei disegni di legge sulla disciplina delle professioni del settore cinofilo. E’ possibile seguire l’evento in diretta su webtv.senato.it.

Buon ascolto!

A tu per tu con suor Monia Alfieri. “MINORI FRAGILI DIMENTICATI DALLA PANDEMIA”.

Con la partecipazione dell’on. Maria Teresa BELLUCCI (FdI), Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza.

Puntata di giovedì 22 aprile, ore 10.30

ASCOLTA IL PODCAST

La pandemia in questo lungo anno non ha fatto sconti a nessuno. Tuttavia, c’è chi ha subito maggiormente le conseguenze delle restrizioni che si sono rese necessarie per contrastare il virus. Stiamo parlando di migliaia di minori, bambini e giovani ragazzi, che già prima del Covid vivevano in contesti sociali e familiari contraddistinti da povertà e violenza. La chiusura delle scuole e la sospensione dell’operatività della maggior parte dei servizi sociali territoriali, per questi minori ha portato conseguenze gravissime. Da questo punto di vista, sbaglia chi pensa alla riapertura delle scuole in “chiave economica”, per permettere ai genitori di lavorare senza avere l’incombenza di accudire la propria prole. La scuola è prima di ogni cosa un luogo sicuro per migliaia di bambini e ragazzi. Un luogo sicuro perché li tiene lontano dalla violenza domestica e da un ambiente sociale compromesso. Un luogo sicuro perché per molti di questi minori le mense scolastiche solo l’unica occasione della giornata per consumare un pasto completo. Secondo gli ultimi dati, infatti, sappiamo che sono oltre 450 mila i minori in carico ai servizi sociali.

Oltre a ciò, esiste un esercito di minori invisibili, dimenticati anche dallo Stato. Nel nostro ordinamento la normativa che regola gli affidi familiari è costellata da troppe ombre, laddove quando si parla di bambini tolti alle loro famiglie la trasparenza dovrebbe essere oltremodo doverosa. In assenza di un Registro nazionale dei minori dati in affido, lo Stato non ha contezza della sorte di questi minori. Secondo un Report diffuso dal Ministero della Giustizia, per l’88% dei minori allontanati non si è più in grado di indicare la destinazione. Sappiamo però che negli ultimi 20 anni sono stati 160 mila i minori allontanati dalle loro famiglie: nella metà dei casi si è trattato di “errori giudiziari”.

Un dato particolarmente allarmante riguarda l’ormai consueta prassi di togliere i minori alle famiglie per “questioni economiche”. Non ci riferiamo, quindi, a casi di violenza o maltrattamento, ma a provvedimenti che colpiscono le famiglie indigenti. In pratica, lo Stato invece di sostenere le famiglie che si trovano in una situazione di fragilità economica, preferisce allontanare i minori da quel nucleo familiare. E dove li manda? Nel 79% dei casi, i minori tolti alle famiglie per questioni economiche vengono mandati in una casa famiglia. E sull’operato di queste case famiglie si apre un capitolo veramente preoccupante. Non c’è chiarezza e uniformità nemmeno sulle “tariffe” che Comuni e Regioni versano alle cooperative per ogni bambino ospitato. Sappiamo soltanto che ogni minore affidato a queste cooperative “vale” dai 50 ai 400 euro al giorno, sulla base di variabili che neppure il Ministero conosce nel dettaglio. ll rischio, più che concreto, è che affidare i minori alle comunità sia diventato un business. Un’accusa forte, ma fondata su validi elementi.

Dopo i fatti di Bibbiano che hanno interessato la comunità “Il Forteto”, ci si sarebbe aspettato da parte del nostro Parlamento un impegno maggiore per rimettere mano a tutto il sistema degli affidi e regolare meglio l’operato delle comunità. Non solo ciò non è avvenuto, ma in questo ultimo anno sono accaduti fatti che gettano ancora maggiori sospetti su chi o quanti alimentano questo sistema.

Lo scorso luglio il Parlamento ha approvato una legge per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sul sistema degli affidi e sulle attività delle case famiglia e comunità che accolgono i minori allontanati dalle loro famiglie. Dopo dieci mesi dall’approvazione della legge, la Commissione parlamentare non si è ancora insediata. Formalmente, spetta ai presidenti delle Camere indire la prima riunione. L’elemento ostativo riguardava la mancata indicazione da parte di alcuni Gruppi parlamentari dei loro componenti. Abbiamo appreso dall’on. Maria Teresa Bellucci, che da mesi sta portando avanti in solitaria questa battaglia, che da un paio di settimane questo impedimento formale non esiste più. Ergo, la Commissione potrebbe cominciare a lavorare anche oggi stesso. Ma è quel “potrebbe” a fare la differenza.

Dieci mesi per dei bambini sottoposti ad abusi e violenze è un tempo infinito, che dovrebbe pesare sulla coscienza di tutti. Uno Stato che non annovera tra le sue priorità la tutela dei bambini e dei minori, non solo non dovrebbe nemmeno forgiarsi dell’epiteto “democratico”, ma ci spaventa. Allo stesso modo, senza correttivi legislativi, ci spaventano le conseguenze di una pandemia che ha reso migliaia di famiglie più povere. Dobbiamo forse aspettarci che a molte di queste famiglie siano tolti i loro figli? Ma c’è di più. L‘on. Bellucci ci ha fatto presente che, secondo la legge vigente, i bambini non potrebbero essere allontanati dalle famiglie per questioni di indigenza. Eppure i dati dicono che ciò accade nel 39% dei casi, e la casistica continua ad aumentare.

Dobbiamo ritrovare il coraggio di dire chiaramente chi ha interesse a lasciare la situazione così com’è – ha affermato Suor Monia – appellandosi magari ad una burocrazia troppo farraginosa: dietro c’è sempre la malavita e la corruzione. Allora è arrivato il momento di far sentire la nostra voce, la voce dei cittadini che chiedono giustizia per tutti i bambini dimenticati, che non hanno voce per difendersi. Il primo passo è far conoscere il problema, far sapere a quante più persone possibile che esiste questa orribile realtà. Il silenzio assordante di certa politica e dei mezzi di comunicazione, è un’indifferenza colpevole: ognuno di noi può decidere di prenderne le distanze. “Non sprechiamo questa pandemia chiudendoci in noi stessi, combattiamo l’egoismo” – ha detto Papa Francesco – “perchè peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.

Buon ascolto!

CARACAS VS BOGOTÀ. COSÌ IL VENEZUELA RISCHIA DI INNESCARE LA GUERRA TRA MOSCA E WASHINGTON.

RISIKO – Con Antonio ALBANESE, direttore di AGC Communication e la partecipazione dell’on. Alessandro PANZA, europarlamentare Gruppo Lega-ID.

Puntata di mercoledì 21 aprile, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il confine tra il Venezuela e la Colombia, una distesa di vegetazione di circa 2.000 km, è tornato ad essere teatro di forti tensioni. I governi di Caracas e Bogotà, infatti, hanno inviato truppe e forze speciali nelle zone di confine. Le città di Apure (sul versante venezuelano) e di Arauca (sul versante colombiano) da settimane sono al centro di guerriglie tra trafficanti di droga e contrabbandieri, membri dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN) e dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) che ancora rifiutano la pace di Cuba del 2016. La rivalità tra i governi di Nicolas Maduro e di Ivan Duque va avanti dal 2018, tant’è che i due Paesi non hanno più alcun rapporto diplomatico.

L’aspetto che più preoccupa di questa situazione è la possibile escalation a livello internazionale, che vede ancora una volta la contrapposizione tra Usa e Russia. Da un lato ci sono gli Stati Uniti, che da quando l’ex presidente Trump ha inviato ingenti forze militari per gestire la lotta al narcotraffico, sono molto presenti in territorio colombiano. Dal lato opposto c’è la Russia, che con il Venezuela ha siglato nel 2019 un accordo di reciproco aiuto militare, che prevede tra l’altro l’accesso delle navi da guerra dei due Paesi nei rispetti porti. Situazione questa – ha spiegato il direttore di AGC Communication, Antonio Albanese – che presenta molte similitudini con quanto sta avvenendo nella regione del Donbass. Insomma, lo scontro tra Usa e Russia si infiamma sempre di più e investe molteplici teatri di guerra, con il rischio che prima o poi qualcosa sfugga di mano. Nel frattempo, si susseguono le minacce “diplomatiche”. Proprio ieri il presidente russo, Vladimir Putin, ha lanciato il suo ultimo avvertimento. “Vogliamo avere buoni rapporti con tutti i membri della comunità internazionale”– ha affermato il presidente Putin nel suo discorso annuale alle Camere – “ma se qualcuno percepisce la nostra buona volontà come indifferenza o debolezza, e i ponti è pronto a bruciarli completamente, o addirittura farli saltare in aria, allora la risposta della Russia sarà asimmetrica, rapida e dura”.

Questa guerra a distanza tra le due superpotenze sta avvenendo nel silenzio assordante ( e inquietante) dell’Unione europea che – come ci ha riferito l’europarlamentare Alessandro Panza – già particolarmente assente in politica estera, sembra non prestare attenzione a quanto avviene nelle “zone calde” del resto del mondo. Parimenti, la UE non ha ancora pensato ad una strategia efficace per gestire le crisi internazionali, diversa dal fallimentare sistema delle sanzioni. In tutto questo scenario, continua la grave crisi umanitaria, con migliaia di profughi in fuga dal Venezuela. Nonostante la crisi venezuelana abbia prodotto un numero di rifugiati pari a quelli siriani, la democratica Europa rimane indifferente a questo dramma, mentre dall’ONU solo proclami a “basso costo”.

Buon ascolto!

COVID-19 E USURA: È ALLARME SOCIALE.

Con il sen. Giuseppe CUCCA (Italia Viva), Commissione Giustizia del Senato e l’avv. Cira DI FEO, presidente di Legal Professional Network.

Puntata di mercoledì 21 aprile, ore 13.00

ASCOLTA IL PODCAST

In questo lungo anno oltre alla pandemia è dilagato anche il fenomeno dell’usura. I dati di questa mattina divulgati dall’Ufficio Studi di Confcommercio parlano della chiusura definitiva di 300 mila imprese, di queste circa 240 mila chiuderanno esclusivamente in ragione del Covid: ossia a causa del mancato fatturato e, soprattutto, della mancanza di liquidità. E non è tutto. Circa 40 mila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio, sono a immediato rischio usura. Dati che secondo l’avv. Cira Di Feo, sono anche sottostimati. Il fenomeno dell’usura è particolarmente diffuso nel Mezzogiorno, tuttavia anche nel ricco Nord sempre più imprese si rivolgono agli usurai per non dover chiudere le proprie aziende o essere costretti a svenderle ai competitor internazionali, che da mesi stanno comprando “a saldi” pezzi importanti del nostro sistema produttivo.

E’ chiaro che qualcosa a livello legislativo non abbia funzionato. Si potevano prevedere, ad esempio, delle tutele per imprese e professionisti che, tracciati come “cattivi pagatori”, non possono accedere ai prestiti bancari. Si poteva intervenire maggiormente anche su quei settori che sono stati messi in ginocchio dalle restrizioni causate dalla pandemia, per consentirgli di avere la liquidità necessaria alla sopravvivenza delle loro attività. Oltre a ciò, l’attuale impianto normativo che dovrebbe tutelare le vittime di usura è estremamente farraginoso, così come appare poco incisivo il Fondo di solidarietà che dovrebbe ristorare le vittime. Inoltre, è quasi assente la parte del percorso che dovrebbe sostenere le vittime di usura a rilanciare l’attività economica interessata alle vicende delittuose e a reinserire le vittime all’interno del circuito produttivo legale. Tutte questioni che scoraggiano le vittime a denunciare e a fidarsi dello Stato. Lo stesso Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, nella relazione trasmessa lo scorso marzo alle Camere, ha segnalato una scarsissima conoscenza dell’esistenza del Fondo.

Le scelte politiche dei prossimi mesi saranno fondamentali, poiché decideranno la chiusura o il mantenimento in vita di tante imprese e attività. Nonostante queste allarmanti evidenze, il Parlamento non ha ancora avviato una discussione per trovare delle adeguate soluzioni legislative. Da questo punto di vista un plauso va al senatore Giuseppe Cucca, per l’impegno preso a sensibilizzare la Commissione Giustizia su questa emergenza, affinché il problema dell’usura possa diventare una priorità nell’agenda dei lavori parlamentari. Prima che sia troppo tardi.

Buon ascolto!

SENZA L’ACCIAIO L’ITALIA NON RIPARTE. VERSO UN PIANO STRATEGICO PER LA SIDERURGIA.

Con il sen. Adolfo URSO (FdI), Commissione Esteri del Senato e presidente della Fondazione Farefuturo.

Puntata di lunedì 19 aprile, ore 14.00

ASCOLTA IL PODCAST

Nel 2019 il settore siderurgico italiano ha fatturato 40 miliardi di euro, e in termini occupazionali fornisce lavoro a circa 70 mila dipendenti, che arrivano a 300 mila considerando tutto l’indotto (dati Mise). Tuttavia, la pandemia non ha risparmiato nemmeno questo settore, che in questo momento vive una doppia crisi: nazionale ed europea. L’Italia è tra i primi produttori di acciaio al mondo, e sul territorio nazionale sono dislocati i siti produttivi tra i più grandi in Europa: Taranto, Piombino, Terni, Genova, Trieste. Tre di questi hanno ormai proprietà straniere che, a giorni alterni, minacciano chiusure degli stabilimenti e licenziamenti. E i tavoli di crisi presso il Ministero dello Sviluppo economico sono aperti da anni. Non di meno, la minaccia più insidiosa arriva dai Paesi asiatici, in primis dalla Cina che da sola produce il 53% di tutto l’acciaio mondiale. Ma anche la Turchia e l’India sono diventati competitor pericolosi, soprattutto in ragione della “concorrenza sleale” che operano nei confronti delle industrie europee: mancato rispetto delle norme ambientali e lavoro a basso costo pesano sul prezzo finale dell’acciaio.

In tutta questa situazione l’Italia manca di un Piano nazionale strategico per la siderurgia, e infatti si naviga a vista. In queste settimane, però, a chiederlo a gran voce è stato il sen. Adolfo Urso, di Fratelli d’Italia, a cui va il merito di aver riportato la “questione dell’acciaio”, attraverso la presentazione di una mozione, all’attenzione del Parlamento e del Governo. L’ultima informativa parlamentare sul settore siderurgico, infatti, risale al maggio 2020. Un Ordine del giorno che alla fine è stato sottoscritto da ben otto Gruppi parlamentari e che impegna l’Esecutivo ad adottare un piano d’azione nazionale per il settore dell’acciaio. Un cambio di passo? Sicuramente, considerando che è stato proprio l’unico partito di opposizione a fare la voce grossa in Parlamento sulla questione siderurgica, qualche dubbio sovviene. Di certo, il settore siderurgico è indiscutibilmente fondamentale per la ripresa economica del Paese e costituisce la colonna portante del settore manifatturiero, che in Europa vede l’Italia seconda soltanto alla Germania. Fino a prova contraria, l’acciaio è la “materia prima” per il settore dell’automotive, per quello delle costruzioni, per l’industria aerospaziale, così come per la fabbricazione di qualsiasi macchinario e utensile. Sarà bene tenerlo a mente.

Buon ascolto!

NOTIZIE DAL MONDO.

Con Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 19 aprile, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. In Sudan, scontri sanguinosi nella regione del Darfur: almeno 132 le vittime; Afghanistan: il presidente Joe Biden annuncia il ritiro delle truppe USA entro l’11 settembre; il Fondo Monetario Internazionale migliora le previsioni dell’economia mondiale, e alza il Pil dell’Italia al 4,2% per il 2021; la Nasa affida all’azienda SpaceX di Elon Musk il progetto da 2,8 miliardi di dollari destinato a portare, entro il 2024, il primo veicolo commerciale sul suolo lunare ; in Usa il Centers for Disease Control and Prevention rinvia la decisione sul vaccino Johnson & Johnson in attesa di altri dati; il presidente della Pfizer, Albert Bourla, parla di aumento drastico delle dosi del vaccino e prevede un ritorno alla normalità entro l’autunno; il Commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, avverte Astrazeneca: il rinnovo del contratto non è scontato; naufragio al largo della Tunisia, recuperati 41 cadaveri tra cui un bambino; nuovi scontri al confine tra il Venezuela e la Colombia: 5 mila persone in fuga.

Buon ascolto!

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca FELICETTI, presidente della LAV

Puntata di lunedì 19 aprile, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

Questa settimana in evidenza dai Palazzi della politica. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto attuativo che consentirà ai veterinari di poter prescrivere farmaci “ad uso umano”, i c.d. equivalenti, per curare gli animali. Il provvedimento sarà in vigore dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In Senato si attente la definitiva approvazione della legge di delegazione europea, che prevede al suo interno una delega al Governo per un’importante trasformazione di un Regolamento europeo sulla sanità animale e prevenzione delle zoonosi. Nella Commissione Affari costituzionali del Senato, il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl di riforma dell’art.9 della Costituzione, è slittato a domani ( era previsto per la scorsa settimana). Attesa nella Commissione Agricoltura del Senato la relazione ai danni ( presunti) causati dalla fauna selvatica. E proprio in relazione alla fauna selvatica e alla mancanza di norme adeguate per la tutela degli animali, si segnala un episodio di cronaca: i carabinieri della Forestale hanno “interrotto” un pranzo illegale tra circa 20 dipendenti della Comunità Montana Valtrompia a base di specie di uccelli protetti. Al riguardo, si attende ancora la calendarizzazione da parte della Commissione Giustizia del Senato, dei ddl per la riforma dei codici per la tutela degli animali. Una buona notizia, invece, che riguarda l’Orsa JJ4: vinto il ricordo al Tar presentato dalla LAV e altre associazioni. L’orsa e i sui cuccioli potranno continuare a vivere liberamente nei boschi!

Buon ascolto!

COSTA CONCORDIA NOVE ANNI DOPO. CONSEGUENZE AMBIENTALI E PULIZIA DEI FONDALI MARINI.

Con il dott. Luigi ALCARO, ricercatore dell’Istituto Superiore per protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)

Puntata di giovedì 15 aprile, ore 18.00

ASCOLTA IL PODCAST

Il 13 gennaio 2012 la nave da crociera Costa Concordia si inabissò nelle acque dell’Isola del Giglio, nella zona del Parco delle Isole Toscane. Il tragico evento, che costò la vita a 32 persone, ha comportato un considerevole danno all’ambiente costiero, soprattutto del fondale marino. Ci sono voluti, infatti, 9 anni per ripristinare l’ecosistema marino. Un lavoro immane, realizzato grazie alla collaborazione sinergica delle Istituzioni pubbliche e private, e al coordinamento tecnico dell’Ispra. Alcuni numeri possono aiutare a comprendere la portata del lavoro che si è reso necessario. Stiamo parlando di un “mostro marino” lungo più di 250 metri con più di 4 mila passeggeri a bordo, che si è riverso su un lato a circa 40 metri di profondità, riversando in mare tutto ciò che era presente sulla nave. Sono stati necessari soltanto tre anni per la rimozione del relitto, e impiegate per le diverse operazioni decine di migliaia di operai e addetti ai lavori.

La pulitura dei fondali, una superficie di circa 20 mila metri quadrati, è stata terminata nel 2018. Purtroppo, la conseguenza più rilevante, a livello di danno ambientale, è stata la morte della vasta prateria di posidonia oceanica. Una pianta endemica del Mar Mediterraneo ( protetta a livello internazionale) che svolge un ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno, e costituisce la “casa” di migliaia di organismi viventi. La posidonia è praticamente “morta soffocata”, soprattutto per l’effetto ombra prodotto dallo scafo della nave e dalle piattaforme utilizzate per rimuovere il relitto, che ha ridotto l’attività di fotosintesi della pianta fino a procurarne la morte. Parimenti, è stato distrutto anche il fondale coralligeno, un insieme di organismi che hanno una struttura calcarea, anch’essi protetti a livello internazionale.

Dal 2019 sono in corso le operazioni di reimpianto di esemplari di posidonia oceanica e di gorgonie ( che sono una sorta di coralli). Un lavoro di cui si sta occupando l’Università La Sapienza, con la supervisione dell’Ispra, e andrà avanti fino al 2024. L’opera di reimpianto sembra stia procedendo bene, tant’è che gli esemplari si stanno riproducendo. Ad ogni modo, ci vorranno decine di anni per avere un totale recupero.

Siamo abituati a guardare la superficie del mare senza soffermarci a riflettere sulle conseguenze dell’azione umana sulla vita marina. Eppure gli oceani sono “il polmone del mondo”, producendo il 50% dell’ossigeno che respiriamo. Una ragione più che valida per preservare la vita dei nostri mari.

Buon ascolto!

VENTI DI GUERRA NEL DONBASS. ERDOGAN E LE TENSIONI RUSSO-UCRAINE.

RISIKO – Con Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di mercoledì 14 aprile, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

La situazione nel Donbass sta destando molta preoccupazione a livello internazionale, a causa dell’escalation della crisi tra Russia e Ucraina. Da una parte c’è Mosca, che ha ammassato circa 80 mila uomini della sue truppe ( normalmente collocati in Siberia) e schierato i missili ipersonici Iskander-K nei pressi della base di Voronez, a circa 250 km dal confine ucraino. Dall’altra c’è l’Ucraina, che compra dalla Turchia droni armati da combattimento, gli stessi con i quali l’Azerbaijan è uscito vittorioso dal conflitto nel Nagorno-Karabakh.

La situazione è attualmente in stallo, ma la miccia può accendersi in qualsiasi momento. Il 3 aprile scorso, l’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha annunciato di aver registrato, da entrambe le parti, circa 1.424 violazioni del cessate il fuoco, in vigore dal 2015 a seguito della pace di Minsk. I colloqui telefonici intercorsi tra Vladimir Putin e il presidente Joe Biden, al momento non hanno portato ad un allentamento delle tensioni. Tutt’altro. Nei giorni scorsi il Portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha messo in guardia la Nato e gli Usa dall’intraprendere qualsiasi ingerenza, sottolineando che “l’avvio di un’operazione militare, significherebbe l’inizio della fine dell’Ucraina”. In altre parole Mosca ha fatto sapere chiaramente agli Stati Uniti che le loro navi nel Mar Nero. non sono le benvenute. La situazione attuale ha inasprito anche i rapporti tra la Russia e la Turchia, la quale sta giocando un ruolo determinante nella crisi russo-ucraina. Il presidente Erdogan, infatti, ha deciso di ritagliarsi un ruolo “attivo” nella corsa energetica, e dopo l’Azerbaijan mira ad avere come alleato anche l’Ucraina.

Le prossime settimane saranno determinanti per capire se si tratta di “una prova di forza” tra le diverse potenze, oppure si arriverà ad un conflitto armato, con conseguenze devastanti. Vale la pena ricordare che nella guerra tra Russia e Ucraina del 2014 per il controllo della Crimea, hanno perso la vita 9.940 persone, mentre 23.455 sono stati i feriti.

Buon ascolto!

LE COMUNITÀ ENERGETICHE: L’AUTOCONSUMO COLLETTIVO SOSTENIBILE.

Con Gianni GIROTTO, presidente della Commissione Industria del Senato

Puntata di mercoledì 14 aprile, ore 17.00

ASCOLTA IL PODCAST

Finalmente anche in Italia sono “legali” e operative le c.d. “Comunità energetiche”. I vantaggi di questo sistema di produzione energetico collettivo sono molteplici, e toccano diversi ambiti. In questa intervista, il senatore Gianni Girotto, ci ha fornito un’informativa chiara ed esaustiva della materia, attraverso cui ognuno di noi sarà in grado di attivarsi per diventare un “produttore di energia rinnovabile”. Cominciamo dai benefici più diretti. I cittadini, le imprese, gli artigiani, gli enti locali, che condivideranno un impianto per la produzione di energia elettrica rinnovabile, risparmieranno tra il 20 e il 25 per cento del costo dell’energia sulle bollette.

In generale, grazie a questo sistema nei prossimi anni sarà possibile ridurre il consumo di gas a livello nazionale. Ciò vuol dire: meno emissioni inquinanti, meno costi per il cittadino ( dacché gli impianti per la casa passeranno al consumo energetico); maggiore indipendenza dell’Italia dall’approvvigionamento di gas da paesi stranieri ( il 94 per cento del gas utilizzato in Italia è importato); meno guerre a livello mondiale (dal momento che oggi la stragrande maggioranza dei conflitti si combattono per questioni legate allo sfruttamento delle risorse energetiche). A ciò si aggiunge anche il minor consumo di benzina, con il passaggio più vantaggioso alle auto elettriche. Inoltre, tanto più facciamo aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tanto più il costo all’ingrosso dell’elettricità si abbasserà. Insomma, un effetto domino di benefici in grado di creare nell’arco di un decennio una società più sostenibile e resiliente, da ogni punto di vista. Realizzare una comunità energetica è semplice. Gli incentivi fiscali consentono, infatti, l’installazione dell’impianto a costi accessibili (detrazione del 50% per gli impianti fotovoltaici). Diversamente, si può utilizzare il superbonus 110%, che copre interamente il costo dell’impianto, tuttavia in questo caso la procedura burocratica è più farraginosa.

Lo scorso 12 marzo è stata inaugurata, in Piemonte, la prima comunità energetica italiana, realizzata grazie all’impegno del sindaco del Comune di Magliano Alpi. Un pannello fotovoltaico sull’edificio del Comune fornisce energia a biblioteche, scuole, palestre, alcune imprese artigianali e diversi nuclei familiari. E proprio gli enti locali potranno avere un ruolo importante per realizzare le comunità energetiche sul territorio, dal momento che possono utilizzare i fondi pubblici nazionali per l’efficientamento energetico per la costruzione degli impianti.

La rivoluzione delle Comunità energetiche, è appena cominciata!

Buon ascolto…

SI RIPARTE DAL DECRETO SOSTEGNI.

Con il sen. Emiliano FENU (M5S), Commissione Finanze del Senato.

Puntata di mercoledì 14 aprile, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

Sono 11 i miliardi messi in campo dal decreto sostegni per cercare di contenere le conseguenze delle chiusure imposte dalla pandemia. Continuità o cambio di passo, rispetto alla logica dei ristori? Entrambe le cose. Continuità, in quanto lo stanziamento deriva dallo scostamento di 32 miliardi ottenuto dal Governo Conte. Discontinuità, poiché finalmente si è superata la logica dei “codici ateco”, potendo così dare liquidità anche alle categorie precedentemente escluse dai ristori, con particolare riguardo al mondo delle Partite Iva. Non solo. Parlamento e Governo stanno lavorando per rendere più efficace la portata degli interventi economici, attraverso proposte emendative, che saranno inserite nell’ambito della conversione del decreto, ma soprattutto con l’emanazione di un nuovo decreto: il “sostegni-bis” o “decreto imprese”. E questa volta sarà previsto il doppio dello stanziamento, e si agirà su due mensilità.

Le linee direttive su cui la maggioranza di Governo sta basando la sua politica sono due: il sostegno al fatturato e i costi fissi. “Bisogna mettere gli imprenditori nella condizione di non dovere pagare alcun debito”, ha spiegato il senatore Emiliano Fenu ai microfoni di Radio Sparlamento. In questo senso, si agirà sulla proroga del bonus affitti, così come sull’esonero delle tasse locali ( come Imu e Tosap), e si sta ragionando anche sull’esonero del canone Rai per gli esercizi pubblici. E questa volta anche le Partite Iva potranno beneficiare di questi interventi. C’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto perché l’attuale complessità del sistema contrattuale italiano rende difficile l’individuazione di tutte le categorie produttive. E il senatore Fenu annuncia che già sono stati presentati emendamenti al decreto sostegni per includere gli operatori stagionali del settore agricolo nella platea dei beneficiari dei sostegni. Nel frattempo, si cerca di stabilire un calendario per le riaperture, perchè l’unico modo per superare la crisi economica è tornare a lavorare!

Quel che è certo, è che quando ci saremo lasciati alle spalle la fase critica di questa pandemia, sarà necessario ripensare a tutto il sistema lavoro. “Oggi è ancora più evidente la profonda disparità tra soggetti garantiti e non garantiti” – ha affermato il sen. Fenu – “perché esiste una popolazione di produttori di reddito e di ricchezza che non ha alcuna forma di garanzia. Dopo la pandemia occorrerà affrontare questo problema”. Un auspicio che non possiamo non condividere.

Buon ascolto!

TUTTI A SCUOLA “A LARGA MAGGIORANZA”

Con l’on. Marco BELLA (M5S), Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

Puntata di martedì 13 aprile, ore 16.00

ASCOLTA IL PODCAST

La scorsa settimana l’Aula di Montecitorio ha approvato all’unanimità una mozione presentata dall’on. Marco Bella, concernente “iniziative volte alla riapertura in sicurezza degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado”. Un messaggio importante che il Parlamento ha voluto dare al Governo e al Paese, per ribadire l’importanza di permettere a bambini e ragazzi di tornare a scuola in presenza. Nel suo intervento alla Camera, l’on. Bella ha ribadito con forza che “la scuola non è solo edifici, ma è studenti e studentesse, è personale scolastico che ogni giorno si impegna per loro, è istruzione, cioè nozioni e capacità di elaborarle, ma la scuola è soprattutto educazione”.

Dopo più di un anno di pandemia, infatti, consentire agli studenti di tornare a scuola significa proprio metterli in “sicurezza”. Significa garantirgli diritti altrimenti negati. Il testo della mozione, nelle sue premesse, ripercorre, attraverso dati e studi scientifici, la situazione attuale, che ci mette davanti a delle riflessioni preoccupanti. La pandemia ha accentuato in maniera esponenziale le differenze socio-culturali tra i ragazzi, e non solo perché le famiglie meno abbienti hanno avuto maggiori difficoltà a garantire ai loro figli l’accesso a dispositivi elettronici e la connessione digitale per seguire la didattica a distanza. E’ preoccupante apprendere dal monitoraggio effettuato da Save the Children, che circa 160 mila studenti sono rimasti senza cibo e/o pasti bilanciati, in ragione della chiusura delle mense scolastiche.

Quando ci saremo lasciati alla spalle l’incubo del Covid-19, sarà doveroso mettere in atto tutti i cambiamenti necessari per ridisegnare una società che garantisca a tutti i giovani i diritti essenziali e pari opportunità di vita. In questo senso, l’on. Marco Bella ha ripreso efficacemente una frase pronunciata da Papa Francesco: “Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”. Iniziamo il cambiamento, riaprendo le scuole!

Buon ascolto…

VEDI IL TESTO DELLA MOZIONE

NOTIZIE DAL MONDO

Con Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali

Puntata di lunedì 12 aprile, ore 19.00

ASCOLTA IL PODCAST

In questa settimana: il Kenia ordina la chiusura di 2 campi profughi gestiti dall’UNHCR: incerto il destino di 400 mila profughi e rifugiati; Taiwan denuncia una nuova incursione aerea da parte della Cina; in Nigeria assaltato un carcere: in fuga 1.800 detenuti armati e bruciati i registri penitenziari; il presidente Biden ha annunciato la nomina un inviato speciale per contrastare il progetto del gasdotto North Stream2 e fare pressione su Germania e Russia; la Turchia condanna le “dichiarazioni senza controllo” del premier italiano Mario Draghi, che ha definito Erdogan un “dittatore”; il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, vola negli USA: al centro dei colloqui la collaborazione su vaccini, la ripresa post-Covid e la questione della Libia; alta tensione tra la Russia e l’Ucraina per la questione del Donbass; Russia e Cina stanno tentando di bloccare i tentativi della NATO di intervenire nella crisi in Myanmar, lo ha affermato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell.

Buon ascolto!

ANIMALI & PALAZZI

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV

Puntata di lunedì 12 aprile, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

Questa settimana dal Parlamento. Prosegue in Senato l’iter della riforma dell’articolo 9 della Costituzione, che nel testo presentato dal Comitato ristretto prevede anche l’inserimento della tutela degli animali: fissato il termine per la presentazione degli emendamenti, che dovranno essere approvati dalla Commissione Affari costituzionali nelle prossime settimane. Sempre in Senato, terza e ultima lettura dell’inter di approvazione della legge di delegazione europea, che prevede al suo interno una delega al Governo per un’importante trasformazione di un Regolamento europeo sulla sanità animale e prevenzione delle zoonosi.La scorsa settimana alla Camera bocciati gli emendamenti che chiedevano la cancellazione della delega. Seconda lettura anche per la legge europea, che al suo interno prevede (purtroppo) la proroga di sei mesi dello stop ai test sugli animali per le sostanze di abuso. Si attende nelle prossime settimane la calendarizzazione alla Camera dei deputati di una proposta di legge, a prima firma dell’on. Sara Moretto (IV), per il riconoscimento dell’”attività di toelettatura degli animali di affezione”, la cui approvazione eliminerebbe anche la confusione sulle aperture e chiusure relative alla pandemia.

Fuori dai “Palazzi”. Grazie alla Lav, che ha fatto richiesta di accesso agli atti, si è scoperto un focolaio in un allevamento di visoni a Padova. A riprova che l’ordinanza del Ministro della Salute in merito alla sospensione delle attività di queste aziende, non basta: occorre un divieto definitivo, alla stregua di quanto deciso da diversi Paesi europei. Nel frattempo altri 2000 visioni saranno soppressi la prossima settimana. Ancora soldi a pioggia ai circhi che utilizzano animali dal vivo: non accolto l’appello della LAV di condizionare la corresponsione economica con concrete azioni per superare l’suo degli animali negli spettacoli.

Si ricorda, infine, che sabato 17 aprile, dalle ore 15.00, sul sito lav.it e sulla pagina facebook dell’associazione sarà possibile partecipare al convegno scientifico “Convivere con gli orsi in Trentino”.

Buon ascolto!

IL MOZAMBICO NELLA MORSA DEI JIHADISTI.

RISIKO – Con Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di mercoledì 7 aprile, ore 15.00

ASCOLTA L’AUDIO

L’attacco terroristico in Mozambico di fine marzo non rappresenta un episodio isolato, piuttosto testimonia l’avanzata di Isis nel Continente africano. Di certo, la presa della città di Palma non può dirsi un evento inatteso. I problemi del Mozambico con Isis, infatti, sono iniziati ben prima dell’attacco a Palma. Rispolveriamo dalla memoria alcune date importanti: 5 ottobre 2017, il primo attacco a Macimboa da Praia riconducibile al gruppo terroristico locale al-Shabaab; 5 giugno 2018, al- Shabaab effettua la c.d. Baqiyah al Califfato, ossia giura fedeltà a Isis; 25 luglio 2018, il primo attacco dopo la Baqiyah; 5 giugno 2019, Isis rivendica l’ attacco in Tanzania; 24 marzo 2020, viene conquistata Macimboa da Praia. Arriviamo, così, al 24 marzo scorso, con l’attacco a Palma. In questo lasso di tempo, da marzo 2020 a marzo 2021, Isis mette in atto la sua solita strategia di “avvicinamento progressivo” (già sperimentata in Sira e in Iraq), e riesce a prendere il controllo dei territori attorno a Palma, accerchiandola. Ecco perché l’attentato di fine marzo può considerarsi, nella logica di Isis, un evento prevedibile.

Ma perché Palma è finita nel mirino di Isis? Il motivo è riconducibile alla presenza in loco delle più grandi major internazionali nel settore del gas, impegnate nello sviluppo e costruzione di impianti gasiferi. Il progetto più ambizioso riguarda la costruzione, da parte della società francese TOTAL, del Mozambique LNG Project, nel sito produttivo di Afungi, che si trova a pochi chilometri di distanza dalla città di Palma. La vicinanza a queste risorse naturali ha reso Palma una città prospera, abitata per lo più da persone benestanti e dalle famiglie dei dipendenti delle società energetiche che hanno investito in Mozambico. Tra queste, spicca la società italiana Saipem, che nel giugno 2019 si è aggiudicata un contratto d’appalto del valore di 6 miliardi di dollari. Il colosso energetico francese, a fronte di un investimento di 8 miliardi di dollari, aveva chiesto al Governo di Maputo un impegno a mettere in sicurezza la zona da attacchi terroristici, tant’è che lo scorso novembre a fronte di ulteriori misure di sicurezza da parte del Governo, estese in un’area di 25 km, la Total aveva confermato l’obiettivo di portare a compimento il progetto entro il 2024. E’ interessante notare come proprio il 24 marzo scorso, lo stesso giorno dell’attacco di Isis a Palma, la Saipem annunciava sul suo sito la ripresa delle attività di costruzione del progetto Mozambique LNG, proprio a seguito dell’accordo raggiunto tra Total E&P Mozambique in merito alla messa in sicurezza dell’Area 1. A poche ore di distanza, Isis assediava letteralmente la città di Palma.

Ma vediamo cos’è accaduto. Un centinaio di jihadisti hanno avuto la meglio contro circa 1.100 soldati e uomini della DAG (Dyck Advisory Group is a private military company based in Velddrif, South Africa|), la società di sicurezza privata (c.d. contractor) ingaggiata dal Governo di Maputo per garantire la cintura di sicurezza nell’area. Secondo le ricostruzioni, i primi jihadisti sarebbero entrati a Palma travestiti da civili, da soldati e forze di polizia. Tra questi anche bambini ben addestrati tra i 9 e i 12 anni. Colpite le stazioni di polizia e i punti di controllo gestiti dalla sicurezza statale, i terroristi hanno rastrellato le zone residenziali e depredato le banche. Molti stranieri e gente del posto si sono rifugiati in due alberghi, ma il 26 marzo i jihadisti hanno iniziano a bombardare le strutture. In qualche modo, molte delle persone asserragliate negli alberghi sono riuscite a trovare una via di fuga con dei mezzi di trasporto. Dei 17 mezzi che hanno lasciato gli alberghi, soltanto 7 sono riusciti a non cadere nella trappola dei jihadisti. Si contano oltre 40 morti, tra cui tecnici e ingegneri inglesi, irlandesi, sudafricani. Si racconta anche di migliaia le persone in fuga che scappavano in direzione della spiaggia, in cerca di qualsiasi mezzo in grado di portarli via mare lontano dalla furia jihadista. I rinforzi, forze navali aeree e forze speciali, arriveranno a Palma non prima del 27 marzo. Il Governo aveva fatto la sua scelta: l’ordine era di mettere in sicurezza il sito di Afungi, ancor prima di Palma. Soltanto il 5 di aprile l’annuncio della liberazione della città.

La guerriglia ha lasciato il posto ad una grave crisi umanitaria. Sono circa 30 mila le persone sfollate a Palma. Oltre 700 mila le persone fuggite dalle loro case: alcuni per mettersi in salvo hanno attraversato la foresta, altri camminato per oltre 100 km per raggiungere paesi vicini. Si tratta di persone che non hanno da mangiare, che abbisognano di cure mediche e un posto in cui dormire. I prossimi 30 giorni saranno fondamentali per la messa in sicurezza di queste persone, soprattutto per evitare una tragedia. Alcuni jihadisti avevano addirittura provato a farsi passare per degli sfollati, con l’intento di attaccare in un secondo momento i campi profughi. A quanto pare l’esercito è riuscito a fermare questo tentativo.

Palma è liberata, ma i jihadisti hanno raggiunto l’obiettivo che si erano prefissati: bloccare lo sviluppo della zona e l’insediamento dei “nemici” occidentali, soprattutto dei francesi. Il 3 aprile la TOTAL ha evacuato l’area di Afungi, e adesso il Mozambique LNG Project rischia una battuta d’arresto. Per l’economia del Mozambico sarebbe disastroso. Non solo. Secondo una recente analisi della Banca Mondiale, la compagnia petrolifera nazionale del Mozambico, ENH, potrebbe essere gravata da oltre 700 milioni di dollari di debito se non andrà avanti il progetto del Coral South LNG nel bacino di Rovuma, nell’Area 4, giudato dalla da Exxon e con la partecipazione di ENI.

Nel frattempo, Isis continua ad espandersi indisturbata in Africa, facendo registrare la sua presenza in Niger, in Somalia, in Tanzania, in Mozambico, in Congo, in Ciad e in Camerun, e nel suo mirino ci sono il Mali e il Burkina Faso. Paesi, questi ultimi, dove l’Italia entro il 2021 aprirà delle rappresentanze diplomatiche. Nonostante il rischio evidente che possa ripetersi ciò che è già accaduto in Siria e in Iraq, la comunità occidentale sta sottovalutando l’avanzata jihadista in territorio africano. La scorsa settimana il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nell’ambito di un’audizione nelle Commissioni Esteri di Camera e Senato, aveva parlato di un forte impegno delle Istituzioni italiane per la salvaguardia degli interessi nazionali all’estero. Eppure, al momento, su quanto accaduto a Palma e sul futuro di Saipem e ENI in Mozambico non è stata avviata una seria discussione istituzionale. E con l’approssimarsi del Ramadan, possiamo solo aspettarci nuovi e ripetuti attacchi: perché l’odine di Isis ai suoi adepti durante la commemorazione di Maometto è quello di sferrare attacchi ovunque e uccidere quanti più nemici occidentali possibile.

Buon ascolto!

IL NODO DEL CANALE DI SUEZ. CONSEGUENZE DEL BLOCCO E INTERESSI GEOPOLITICI.

RISIKO – con Marco CAMPOMENOSI, europarlamentare Gruppo Lega-ID, Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di mercoledì 31 marzo, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Lo scorso 23 marzo la portacontainer giapponese Ever Given, un “mostro di mare” lungo 400 metri e largo 58,8 metri, si incaglia nel Canale di Suez, causandone il blocco. Quasi 300 navi in transito hanno dovuto attendere 7 giorni prima di riprendere le loro rotte. Un evento, l’ultimo di una serie, che conferma la crisi del Canale e che ha riacceso la discussione circa il suo futuro.

Anche se sembrano sfumate le previsioni del premier Al-Sisi in merito ad una “rinascita dell’Egitto” grazie al progetto del nuovo Canale di Suez ( l’ultimo ampliamento è avvenuto nel 2015), c’è da dire che ad oggi Suez rappresenta la rotta più importante che collega l’Europa e l’Asia. Si tratta di quasi 19.000 navi transitate soltanto nel 2020, che hanno portano alle casse egiziane un guadagno di circa 15 milioni di dollari al giorno. Ad ogni modo, il trend degli ultimi anni registra un costante ribasso, e i competitor internazionali non mancano. Da una parte ci sono gli Stati Uniti, che cercano di sfruttare la debolezza di Suez per aumentare le esportazioni di petrolio e gas verso l’Europa attraverso l’Oceano Atlantico. Dall’altra c’è la Russia che propone la via “nordica”, facendo passare le merci per il Polo Nord.

Ma Al-Sisi è pronto a mettere in campo un imponente progetto ferroviario, lungo circa 543 kmq e che attraverserà le città che costeggiano il Canale. Una sorta di “secondo Canale di Suez”, con l’obiettivo di implementare la rotta marittima con una rotta ferroviaria, in grado di sopperire alle limitazioni che il Canale presenta per la navigazione dei nuovi mega cargo che trasportano le merci nel mondo. Il progetto sorgerà all’interno della zona industriale di East Port Said su un’area di 300.000 mq. La prima fase comprenderà la creazione di fabbriche di unità mobili con una capacità produttiva prevista di 300 carrozze all’anno; la seconda fase sarà costituita dalla realizzazione di stabilimenti per le industrie che alimentano il settore. Secondo le fonte ufficiali egiziane, la prima fabbrica entrerà in funzione già nel 2021.

Il fatto interessante è che il Consorzio che si è aggiudicato il contratto da 9 miliardi di dollari per costruire la ferrovia, vede come aziende capofila la società egiziana Samcrete e la China Civil Engineering Construction Corporation (CCECC). Ancora una volta la Cina guadagna pezzi importanti per detenere il controllo dei c.d. passaggi obbligati delle merci, sia via mare che via ferrovia. Il progetto ferroviario di Suez, infatti, si va ad aggiungere a quello del Belt and Road Iniziative  (la c.d. Nuova Via della Seta). In pratica, la Cina farà agevolmente transitare le merci via ferrovia fino al Pakistan, dal porto Gwadar le merci prenderanno la rotta marittima fino al Canale di Suez, per poi arrivare in Europa. A ciò si aggiunge la linea ferroviaria per il trasporto delle merci, già operativa, che collega direttamente la città cinese di Xuzhou con la città tedesca di Duisburg.

E mentre la Cina si appresta ad avere il controllo delle infrastrutture che collegano l’Europa , l’Asia e l’Africa, la UE sta ancora “riflettendo” sull’opportunità di avanzare un piano infrastrutturale per il rilancio del Mediterraneo, che diversamente rischia l’irrilevanza strategica e politica. Parimenti, è ancora nella fase delle premesse la discussione in merito alla necessità di produrre beni essenziali e materie prime direttamente in Europa, proprio per garantire l’autosostentamento dei sistemi produttivi europei.

Evidentemente, Bruxelles fatica a mettere a fuoco i nuovi assetti geopolitici e le priorità strategiche che caratterizzeranno la società globale post-pandemia. E, a quanto pare, il problema non è soltanto quello di non aver maturato una consapevolezza sui cambiamenti generati dal Covid-19, quanto la presenza di una “diversa sensibilità” da parte dei paesi nordici della Ue rispetto alla centralità del Mediterraneo. Il rischio – come ha ipotizzato l’europarlamentare Marco Campomenosi – è che sarà la Cina a prendere le scelte al posto dell’Europa.

Buon ascolto!

L’OCCIDENTE TENTA DI FRENARE L’AVANZATA DELLA CINA

Con l’on. Paolo FORMENTINI (Lega), vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, e l’avv. Antonio DI MURO, analista politico.

Puntata di lunedì 29 marzo, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

L’avanzata del “dragone cinese” sta per essere fermata, o quanto meno sta per conoscere una battuta d’arresto. E’ questa l’impressione che hanno avuto diversi osservatori della politica a seguito dell’audizione dell’Ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, Li Junhua, che si è svolta la scorsa settimana nella Commissione Esteri della Camera. Per la prima volta abbiamo assistito ad un incalzare deciso e bipartisan da parte dei Commissari parlamentari nei confronti dell’Ambasciatore cinese: dalle pratiche economiche distorsive delle aziende cinesi, alla questione di Hong Kong, alle responsabilità sulla pandemia, alle continue violazioni dei diritti umani ( grave il genocidio nei confronti dell’etnia uigura), alle tensioni sempre più crescenti nel Mar Cinese Meridionale.

Indubbiamente, non si tratta di fatti nuovi. Quel che è nuovo è l’atteggiamento da parte dell’Occidente che, a seguito della pandemia, comincia evidentemente a risvegliarsi dal torpore che lo aveva reso inerte dinanzi alle prepotenze del regime cinese. Le omissioni della Cina dinanzi al propagarsi del virus Sars-Cov2, al di là delle responsabilità che dovranno essere accertate, sono oramai palesi all’opinione pubblica internazionale. Allo stesso tempo, la Cina è l’unico paese al mondo che, in piena pandemia, ha chiuso il suo bilancio economico del 2020 con un aumento del Pil del +3,2%. Constatazioni che, probabilmente, hanno fatto maturare nella politica un’avveduta riflessione sulla necessità di dar vita ad un nuovo atlantismo, che prenda il via da un rinnovato legame tra gli Stati Uniti e l’Europa. Il G20 che si terrà in autunno, sarà il vero banco di prova.

Buon ascolto!

NOTIZIE DAL MONDO

Rassegna di politica internazionale – con Antonio DI MURO, avvocato e analista politico.

Puntata di lunedì 29 marzo, ore 20.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza questa settimana. In Turchia crolla la lira dopo l’intervento della Banca Centrale di Ankara; la Corea del Nord effettua test missilistici a corto raggio e mostra i “muscoli” all’amministrazione Biden; nel Canale di Suez riprende il traffico dopo sei giorni di stop a causa del blocco causato dalla nave portacontainer Even Given; il presidente Biden chiede al Congresso una stretta sul possesso delle armi; continuano le proteste in Bielorussia, oltre 200 gli arresti; affiorano le responsabilità della Francia in merito al genocidio in Ruanda, è scritto nel rapporto conclusivo della Commissione d’inchiesta voluta da Macron; in Mozambico decine di persone uccise ( tra cui bambini) a seguito di attacchi terroristici; il Montenegro come “ponte tra i Balcani e la UE”, lo ha affermato il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in visita a Podgorica.

Buon ascolto!

ANIMALI&PALAZZI

Con Gianluca Felicetti, presidente della LAV.

Puntata di lunedì 29 marzo, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

Questa settimana in evidenza. La Commissione Affari costituzionali del Senato approva il testo base della riforma dell’art. 9 della Costituzione. Questo il testo: “La Repubblica tutela l’ambiente e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni; protegge la biodiversità e gli animali”. E ancora. Atteso da parte dell’Aula di Montecitorio il sì definitivo alla legge di delegazione europea, che prevede norme più restrittive riguardo il commercio e la vendita di animali esotici. Sempre alla Camera, nella Commissione Agricoltura, riprende la discussione delle proposte di legge in materia di pesca e acquacoltura. Nella Commissione Agricoltura del Senato si attende la presentazione della Risoluzione sui danni (presunti) causati all’agricoltura dall’eccessiva presenza della fauna selvatica.

Buon ascolto!

L’INSOSTENIBILE COSTO DELLA CARNE. OLTRE AL CIBO STIAMO “INGOIANDO” IL PIANETA.

Con Roberto BENNATI, Direttore Generale della LAV

Puntata di giovedì 25 marzo, ore 12.00


ASCOLTA IL PODCAST

In un’epoca in cui si parla tanto di “green”, di “transizione ecologica” e di “resilienza”, c’è una questione scomoda che stranamente “sfugge” all’attenzione dei tanti sostenitori del c.d. sviluppo sostenibile. Mi riferisco all’impatto dell’industria della carne sul Pianeta. Sfruttamento del suolo, consumo eccessivo dell’acqua, deforestazione, miliardi di animali uccisi, impoverimento degli oceani, riscaldamento globale: queste sono le conseguenze di un sistema alimentare che sta portando il nostro pianeta ad un punto di non ritorno. A ciò si aggiungono le conseguenze sanitarie, ossia le malattie causate dal consumo eccessivo di carne e derivati. Perchè se ne parla poco? Perché l’industria del cibo è tra le lobby più potenti e influenti al mondo. Ma qualcosa comincia a cambiare, e associazioni come la LAV sono impegnate anzitutto a divulgare una corretta informazione sulla situazione attuale. In questa intervista a Roberto Bennati, direttore generale della LAV, di buone ragioni per cambiare abitudini alimentari ne troverete molte. Ma al punto in cui siamo l’impegno personale non è sufficiente, occorrono politiche che sostengano una progressiva transizione verso un sistema alimentare sostenibile. Diversamente, oltre al cibo che mangiamo ingoieremo anche il nostro Pianeta, fino ad ucciderlo. Ognuno di noi può fare la differenza ogni giorno, riducendo il consumo delle carni. Un cambiamento consapevole nasce da una conoscenza fondata su dati comprovati. Per questo vi invito ad approfondire la questione, anche leggendo lo studio promosso dalla Lega Anti Vivisezione, e realizzato dalla società Demetra, sul sito della LAV.

Buon ascolto!

L’ITALIA È PRONTA PER RIPARTIRE? VERSO IL CONSIGLIO EUROPEO DEL 25-26 MARZO.

Con il sen. Marco PEROSINO (FI-UDC), Commissione Finanze del Senato.

Puntata di giovedì 25 marzo, ore 11.00

ASCOLTA IL PODCAST

Mentre il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è impegnato nell’ambito del Consiglio europeo a trattare sulla gestione della campagna di vaccinazione dell’Europa, ne abbiamo approfittato per parlare di “ripartenza” con il sen. Marco Perosino. Non di riaperture, che diamo per scontate, ma di creare le condizione necessarie affinché l’Italia possa essere di nuovo competitiva, quando la convivenza con il Covid-19 diventerà una questione di amministrazione sanitaria. Purtroppo, anche alla luce del dibattito parlamentare che è seguito alle Comunicazioni del presidente Draghi, dobbiamo constatare che la maggioranza della politica nostrana appare tuttora immobilizzata nell’emergenza, senza mostrare la capacità di avanzare proposte in grado di traghettarci nel nuovo futuro che ci attende di vivere. Il mondo globale post-Covid, infatti, sarà molto diverso da quello che ha preceduto la pandemia, poiché in questo ultimo anno gli equilibri economici e geopolitici sono mutati. Senza una discussione costruttiva a più livelli – ha dichiarato il senatore Perosino ai microfoni di Radio Sparlamento – il rischio più grande sarà quello di trovarci, dopo la campagna di vaccinazione, con un’Italia meno italiana, perchè mentre a livello nazionale si continuano ad alimentare discussioni tra chi dovrebbe fare cosa, Francia, Germania e Cina stanno comprando “a saldi” pezzi importanti del nostro Made in Italy.

Buon ascolto!

CAOS GERMANIA, TRA LOCKDOWN E PROTESTE.

Con Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

Puntata di mercoledì 24 marzo, ore 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Nella Germania di Angela Merkel soffia vento di crisi, e le ragioni di questa frattura interna non riguardano soltanto le conseguenze generate dalla pandemia Sars-Cov2. La “locomotiva d’Europa” si trova oggi a dovere gestire una protesta sociale che rappresenta una profonda sfiducia nelle Istituzioni, soprattutto nei confronti dei partiti che fino ad oggi hanno tenuto le redini del paese. I risultati delle recenti elezioni nei Land di Renania-Palatinato e Baden-Württemberg, rappresentano una disfatta per la Cancelliera e per i partiti della coalizione (CDU-CSU e SPD). In generale, le continue manifestazioni popolari di protesta, sommate agli scandali e al malaffare dietro la gestione del Covid, stanno mettendo a dura prova la tenuta sociale della Germania.

E non è tutto. L’ultimo Rapporto della BfV, l’intelligence nazionale tedesca, mette in guardia dagli attacchi di gruppi di estremisti di destra, di sinistra e di matrice jihadista, considerati una minaccia per la sicurezza democratica. Questi gruppi, infatti, stanno approfittando del clima di tensione che si è creato a seguito delle chiusure imposte dal Covid, per infiltrarsi nelle manifestazioni di protesta e propagare la loro azione. Ed è di questi giorni, la notizia della conclusione di una grande operazione nazionale contro un’organizzazione radicale islamica che si fa chiamare Jama’atu Berlin.

A questa situazione interna, si vanno a sommare questioni diplomatiche “esterne” di grande impatto in ambito internazionale. Proprio in questi giorni, gli Usa hanno minacciato sanzioni contro Germania in ragione della costruzione del super gasdotto NordStream2 che, secondo l’amministrazione Biden, porterebbe l’Europa ad essere troppo dipendente dalla Russia. Insomma, tra malcontento interno e tensioni internazionali, la situazione in Germania appare esplosiva. Soprattutto, rischia di sfuggire di mano.

Il fatto che la Cancelliera Merkel abbia dovuto fare pubblica ammenda per l’annuncio ( poi ritirato) di un lockdown duro durante le festività pasquali, se da un lato denota un’ammirevole lucidità politica da parte della Cancelliera, dall’altra dimostra la fragilità sociale in cui si trova oggi la Germania. E, memori delle “primavere arabe”, sappiamo che quando la miccia si accende in uno Stato, il fuoco delle proteste si propaga praticamente ovunque nello stesso Continente.

Buon ascolto!

NOTIZIE DAL MONDO

Rassegna d’informazione internazionale – a cura di Antonio DI MURO, avvocato esperto in relazioni internazionali.

Puntata di lunedì 22 marzo, ore 20.00

ASCOLTA IL PODCAST

In evidenza, in questa puntata. La Cina accelera la sua crescita economica e, in contro tendenza con il resto del mondo, chiude il 2020 con un + 2,3 % del Pil; il segretario alla Difesa USA, Lloyd Austin, annuncia volontà di Washington di rafforzare cooperazione militare in Asia contro la Cina; guerra a distanza tra Usa e Russia: accuse reciproche tra Joe Biden e Vladimir Puntin; allarme degli 007 americani, secondo cui sta crescendo la minaccia del terrorismo interno; la Cancelliera Angela Merkel annuncia che se la Ue non approverà in vaccino Sputnik, la Germania farà da sola; a Bruxelles si discute sulle regole sul Patto di stabilità; in Venezuela esplode un gasdotto nella città di El Tejero; la Ue impone nuove sanzioni per gravi violazioni dei diritti umani nei confronti di diversi paesi nel mondo.

Buon ascolto!

ANIMALI E PALAZZI

CON GIANLUCA FELICETTI, PRESIDENTE DELLA LAV.

Puntata di lunedì 22 marzo, ore 12.00

ASCOLTA IL PODCAST

In questa puntata. Rush finale per la legge di delegazione europea alla Camera, all’art. 14 del provvedimento (in attuazione di un Regolamento europeo), previste norme più stringenti riguardo l’importazione e il commercio di animali esotici; atteso il parere della Commissione Ambiente del Senato sul PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), con indicazioni sulla tutela e conservazione della natura ( e degli animali); riforma dell’art. 9 della Costituzione: nella Commissione Affari costituzionali del Senato atteso il testo unificato da parte del Comitato ristretto. Presentato in Senato un disegno di legge, sottoscritto da parlamentari di tutti i Gruppi politici, per garantire una pacifica convivenza con i grandi carnivori. Il ddl prevede, altresì, che la tutela di orsi e lupi diventi competenza esclusiva dello Stato.

Cronaca. Ancora orribili delitti contro gli animali: è morto Tyrion, il cucciolo di cane salvato in extremis dall’impiccagione da parte di tre minorenni. Purtroppo, il piccolo Tyrion non ce l’ha fatta. E’ successo a Gela.

Buon ascolto!

Segui la campagna LAV io sto con gli orsi

LA VITA DIETRO E OLTRE LE SBARRE. UNO SBAGLIO, IL CARCERE, UNA NUOVA VITA. LA TESTIMONIANZA DI UN EX DETENUTO.

NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER – Con Giulia Schioppetto, criminologa e psicologa investigativa.

PUNTATA DI LUNEDÌ 15 MARZO, ORE 18.30

ASCOLTA IL PODCAST
Giulia Scioppetto

La storia di Rachid, assomiglia a quella di tanti giovani. La voglia di fare soldi, amicizie non troppo raccomandabili, l’esuberanza di un’età che ti suggerisce che puoi fare qualsiasi cosa. Poi un giorno Rachid si trova in mezzo ad una rissa. Calci e pugni da tutti le parti. In preda al panico, usa un coltellino contro un altro ragazzo. Lo ferisce ad una gamba, ma nella concitazione lo colpisce nel punto sbagliato. Il ragazzo perde troppo sangue e muore. Per Rachid, all’età di soli venti anni, si aprono le porte del carcere, dove rimarrà per tredici anni.

In questo podcast, intervistato da Giulia Schioppetto, Rachid ci ha raccontato la sua storia di consapevolezza e trasformazione interiore. Oggi Rachid è un uomo libero: ha un lavoro, è sposato ed è padre di una bambina. Consapevole di aver commesso (anche se involontariamente) un crimine per il quale un’altra persona ha perso la vita, è impegnato a raccontare la sua vicenda nelle scuole, in trasmissioni come la nostra, per cercare di scuotere le coscienze, di evitare che altre persone possano commettere il suo stesso errore.

Quando si commette un omicidio – ci ha raccontato Rachid – il pensiero di aver tolto la vita ad un’altra persona ti accompagna per tutta la vita, per un tempo che va ben oltre quello trascorso in carcere. Rachid ha pagato il suo debito con la giustizia, ma sente di dover scontare ancora il suo debito con la società e con la sua coscienza.

Un errore non racconta la vita di una persona, ma un errore può cambiare la vita di una persona. Di ognuno di noi. Basta un momento di distrazione, di superficialità, e tutte le nostre sicurezze si infrangono. Rachid ci ha dimostrato che quando ci si concentra sulla propria interiorità, anche un evento tragico come la morte può renderci più consapevoli del valore della vita: della nostra e di quella delle altre persone.

Buon ascolto!

INFRASTRUTTURE. GLI INTERVENTI STRATEGICI E LE PRIORITÀ DEL PAESE

Con Diego SOZZANI, membro della Commissione Trasporti della Camera e responsabile Dipartimento Infrastrutture di Forza Italia.

PUNTATA DI GIOVEDÌ 18 MARZO, ORE 15.00

ASCOLTA IL PODCAST
on. Diego SOZZANI

La scorsa settimana le Commissioni parlamentari competenti della Camera, Ambiente e Trasporti, hanno espresso il parere all’Atto Governo n.241. Con il provvedimento in questione, in attuazione di quanto disposto dal decreto-legge 32/2019, il c.d. “sblocca cantieri”, il Governo ha individuato 58 opere infrastrutturali strategiche e altrettanti Commissari straordinari, che dovranno assicurare l’esecutività delle opere in questione. Il neo Ministro per le Infrastrutture e le mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, intervenuto in audizione nelle succitate Commissioni proprio nell’ambito della discussione dell’Atto 241, ha altresì annunciato l’emanazione, entro il prossimo giugno, di un ulteriore decreto con l’individuazioni di ulteriori opere. Basterà questo “commissariamento di massa” a far ripartire i cantieri, e soprattutto a portare a termine opere i cui lavori sono fermi da diversi anni per le più disparate motivazioni?

Ne abbiamo parlato in questo podcast con l’on. Diego Sozzani, che nel corso dell’audizione del Ministro del Ministro Giovannini ha sollevato alcune questioni degne di approfondimento. Una tra tutte: “Esiste un piano industriale nazionale sulle infrastrutture che devono essere realizzate?”. Secondo l’on. Sozzani, infatti, le opere devono essere “interconnesse tra di loro” per portare dei concreti benefici all’economia del paese. In quest’ottica, ad esempio, per rendere competitivo il sistema portuale italiano, non basta investire nei porti ma anche sullo sviluppo dei retroporti e delle infrastrutture ferroviarie e viarie, senza le quali le merci non possono viaggiare. Diversamente, si continueranno ad utilizzare le risorse pubbliche per realizzare le ennesime “cattedrali nel deserto”. E mentre il Governo decide sul da farsi, ci sono 640 opere ( pubbliche e private) ferme da anni perché aspettano ( invano) la Valutazione di impatto ambientale.

Buon ascolto!

LA GEOPOLITICA DEI VACCINI: IL CASO ASTRAZENECA.

Con Paolo BORCHIA, europarlamentare Gruppo Lega-ID; Arnon SAHAR, responsabile nazionale della task force vaccinazione anti-covid del Maccabi Health Service; Antonio ALBANESE e Graziella GIANGIULIO, direttore e condirettore di AGC Communication.

PUNTATA DI MERCOLEDÌ 17 MARZO, ORE 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Come era prevedibile, la decisione di ieri dell’EMA (European Medicines Agency), arrivata dopo quattro di stop ad Astrazeneca da parte di Italia, Francia e Germania, ha tolto il vaccino della multinazionale inglese dal girone del disonore e dell’infamia. Ciò non toglie, che la decisione del triangolo italo-franco-tedesco abbia arrecato un danno d’immagine nei confronti del vaccino Astrazeneca, i cui effetti si andranno ( purtroppo) a manifestare nelle prossime settimane con un probabile rallentamento nella campagna vaccinale europea.

In questa puntata di Risiko, Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, insieme agli ospiti intervenuti, hanno cercato di fare un po’ di chiarezza su questa vicenda. L’intento, come sempre, è quello di fornire informazioni precise comprovate da dati ed esperienze dirette, come quella del prof. Arnon Sahar, responsabile della task force di vaccinazione anti-covid del Maccaby Health Service di Tel-Aviv. Il professore Arnon ci ha spiegato quali sono i punti di forza che hanno fatto diventare la campagna di vaccinazione di Israele un modello per gli altri paesi. Possiamo riassumere la strategia adottata da Israele in questi pochi punti. Punto primo: vaccinare tutti, senza distinzione di età e a prescindere dalle condizioni mediche e patologie croniche pregresse. Punto secondo: portare il vaccino sotto casa delle persone, invece di farle spostare in ospedale. Secondo il prof. Arnon, infatti, i cittadini sarebbero meno disponibili ad andare in ospedale: per paura di contrarre i virus nei nosocomi, ma anche perché gli ospedali spesso sono lontani, e molte persone sono costrette a utilizzare la macchina, con un dispendio di risorse economiche in termini di spesa per la benzina,di parcheggio, o costo dei biglietti per i mezzi pubblici. Quest’attenzione alle esigenze materiali e psicologiche delle persone, denota una scrupolosa analisi della situazione socio-economica e culturale della cittadinanza che ha preceduto la redazione del piano vaccinale. Punto terzo: abbattere tutte le normali procedure amministrative (tant’è che nessun israeliano ha dovuto firmare alcun documento all’atto della vaccinazione), e dotare le persone vaccinate di un patentino statale per ricominciare a condurre una vita normale ( e rimettere in moto l’economia). Questi tre punti possono funzionare a patto che siano supportati da un’azione politica coraggiosa, che non si faccia influenzare dall’emotività dell’opinione pubblica ma sia attenta ai dati scientifici, e anteponga il bene della collettività ai diritti dei singoli. Ci dispiace constatare, che in Italia ( come in altri paesi europei) dopo un anno di pandemia ci si ostini a volere combattere il covid con “soluzioni ordinarie” anziché con interventi straordinari. Se questo approccio fosse stato adottato in Israele, la loro campagna vaccinale non sarebbe nemmeno iniziata. Il prof. Arnon, infatti, ci ha ricordato che a dicembre, quando la campagna di vaccinazione in Israele stava per cominciare, si erano verificati in Gran Bretagna importanti casi avversi ai vaccini. Questi fatti non hanno minimamente scalfito la volontà del governo israeliano di andare avanti per raggiungere l’obiettivo di vaccinare tutta la popolazione. I casi avversi, compresi i decessi, ci sono e ci saranno, poiché non pensabile che un farmaco sia “a rischio zero”. La priorità è portare fuori dall’emergenza pandemica tutta la collettività. Indubbiamente, Israele ha le sue peculiarità territoriali, diverse da quelle dell’Italia e del resto del mondo, tuttavia la sua esperienza ha dimostrato che con un buon piano vaccinale la pandemia si può gestire e che gli effetti positivi della vaccinazione sono senza dubbio maggiori degli effetti collaterali sopportati.

A questo punto, possono rivelarsi utili i numeri sui vaccini che nel corso della trasmissione Graziella Giangiulio e Antonio Albanese ci hanno fornito. I dati riferiti al 10 marzo 2021 del vaccino “incriminato” (Astrazeneca) ci prospettano questa situazione: 5 milioni di vaccinati in territorio europeo e 31 decessi che si sono verificati a seguito della vaccinazione. Dati che non ci possono far parlare di un allarme, anzi l’incidenza di casi avversi è “nella norma”. Ad ogni modo, sono doverose tutte le inchieste per capire come mai si sono verificate queste morti e se sono direttamente correlate al vaccino. Del resto gli effetti avversi non si sono registrati soltanto per AstraZeneca. I dati riferiti ai vaccini Pfizer e Moderna, riferiti al periodo dal 14 dicembre 2020 al 14 gennaio 2021, evidenziano che a fronte di 13 milioni di vaccinazioni effettuate, si sono verificati 518 eventi gravi e 35 decessi: 16 morti riferite al vaccino di Pfizer e 19 a quello di Moderna.

A questo punto ci domandiamo come mai i decessi che si sono verificati a seguito dell’inoculazione dei vaccini di Pfizer e Moderna non abbiano generato lo stesso allarme nella politica e nell’opinione pubblica. Per rispondere a questa domanda, dobbiamo spostarci in ambito geopolitico. Anzitutto, dobbiamo dire che ogni vaccino ha sua “bandiera”. Il vaccino Pfizer -BioNTech è di proprietà di due multinazionali: la Pfizer è americana, la BioNTech è tedesca. Il vaccino Moderna veste la bandiera a stelle e strisce. Poi c’è il vaccino AstraZeneca /Università di Oxford, che è inglese.

Andiamo a vedere i prezzi dei singoli vaccini. Il vaccino Pfizer costa tra i 23 e i 25 dollari; quello Moderna costa 25 dollari; quello di AstraZeneca tra i 4 e i 5 dollari. Praticamente il vaccino inglese è quello più economico attualmente in circolazione, se consideriamo che anche lo Sputnik russo ha un costo che si aggira attorno ai 10 euro.

Ed ecco che comincia a delinearsi una situazione da guerra commerciale legata alle vicende della Brexit, che vede contrapposto il blocco europeo da un parte e quello della Gran Bretagna dall’altra. Probabilmente in tempo di pandemia le vicende della Brexit non hanno appassionato molto l’opinione pubblica, tuttavia in questi ultimi mesi si è registrata una forte tensione tra la UE e il Regno Unito tanto su questioni finanziarie quanto commerciali. Cominciano anche a circolare voci poco gradite a Bruxelles, che mettono a raffronto il successo della campagna di vaccinazione inglese contro il disastro europeo. Ergo, il Regno di Sua Maestà ci ha visto lungo ad uscire dall’Europa.La gestione della pandemia da parte della Commissione guidata da Ursula Von der Leyen è stata e continua ad essere un fallimento completo, da ogni punto di vista.

L’on. Paolo Borchia, europarlamentare del Gruppo Lega-ID, fa parte del “gruppo di contatto” tra il Parlamento europeo e la Commissione. Si tratta di una sorta di “delegazione”, costituita dai capigruppo delle Commissioni Industria, Ambiente, Sanità e Commercio internazionale del Parlamento europeo, che ogni settimana si confronta con almeno tre Commissari per avere lumi sulla gestione della campagna di vaccinazione. Il gruppo di contatto a sua volta riferisce al Parlamento. Nella “democratica” Europa, accade anche questo! Del resto nessun parlamentare europeo, nemmeno i membri del gruppo di contatto, ha potuto leggere il contenuto dei contratti stipulati dalla UE con le case farmaceutiche. E il presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, ancora non riesce a riprendere le redini della situazione. L’on. Borchia ci ha fornito i dati recenti sulla produzione dei vaccini in Europa. Possiamo soltanto constatare che a fronte di una riduzione delle forniture, 60 milioni di dosi sono state destinate ai cittadini UE, 34 milioni di dosi sono volate in paesi extra Ue. In questa situazione, la presidente Von der Leyen dichiara che l’Europa si trova in questa situazione perché non aveva a disposizione professionalità giuridiche adeguate per negoziare i contratti con le case farmaceutiche. Questa dichiarazione, non merita commenti di sorta, anche perché il fallimento europeo va ben oltre i contratti sui vaccini. Dopo un anno, come ha ben messo in evidenza l’on. Borchia nel suo intervento, l’Europa non è riuscita a dotarsi di protocolli unici per la raccolta dei dati sul Covid e si registrano disallineamenti importanti tra paesi membri.

Ed eccoci arrivati allo stop al vaccino AstraZeneca deciso all’unisono da Germania, Francia e Italia. Strane coincidenze? Anche l’on. Paolo Borchia non esclude che si tratti più di questioni legate alla politica industriale che alla pericolosità del vaccino sulla popolazione. Di certo, il dubbio lecito! Il punto è che l’Italia si trova di nuovo colorata di rossa nella stragrande maggioranza del paese, con imprese e professionisti al collasso. Possiamo uscire da questa situazione soltanto con una campagna di vaccinazione di massa, diversamente a breve ci saranno più morti a causa della povertà che del covid. Oggi sono riprese le vaccinazioni con AstraZeneca, e già si temono gli effetti dell’“informazione del terrore” nei confronti del vaccino inglese. Ci auguriamo che l’ascolto di questo podcast possa essere un valido contributo per formarsi un’opinione corroborata da fatti e non da speculazioni.

Buon ascolto!

AFFIDI FAMILIARI E ALLARME POVERTÀ. PER UNA TUTELA DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI.

Con l’on. Maria Teresa BELLUCCI (FdI), membro della Commissione Bicamerale per l’Infanzia.

PUNTATA DI MERCOLEDÌ 17 MARZO 2021, ORE 17.00

ASCOLTA IL PODCAST
on. Maria Teresa Bellucci

Bambini allontanati dalle famiglie per motivi economici. E’ come dire che i “poveri” non possono avere o crescere i propri figli. E’ la drammatica realtà del nostro paese, che invece di sostenere le famiglie che si trovano in un momento di fragilità economica, preferisce portare via i bambini fuori dal loro contesto familiare. Questa situazione rischia nei prossimi mesi di diventare oltremodo pericolosa, se pensiamo che a seguito della pandemia la povertà in Italia sta crescendo a dismisura. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, 2 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui vivono in Italia in uno stato di povertà assoluta. Dati che sono destinati a crescere in questo 2021. Questo significa che tante famiglie che a causa del Covid hanno perso il lavoro, che si trovano senza un sostentamento sicuro, rischiano anche di vedersi portare via dallo Stato i propri figli? Noi, ci auguriamo di no. Tuttavia, dobbiamo prendere atto che per questa politica il benessere dei minori e delle famiglie non è un priorità.

L’on. Maria Teresa Bellucci continua a chiedere al Parlamento italiano di dare attuazione ad una legge approvata nel luglio 2020, che ha istituito una Commissione d’inchiesta sul sistema degli affidi e sulle attività delle case famiglia e comunità che accolgono i minori allontanati dalle loro famiglie. Dalle dichiarazioni dell’on. Bellucci abbiamo appreso che, dopo oltre 7 mesi dall’approvazione della legge istitutiva, la Commissione non inizia i suoi lavori perchè i Gruppi parlamentari non designano i loro componenti. Parimenti, abbiamo appreso che non esiste nel nostro paese un monitoraggio dei minori dati in affido, ossia lo Stato non sa quanti minori sono stati allontanati dalle famiglie, le motivazioni, il percorso socio-rieducato e giudiziario, la durata di questi provvedimenti. Fratelli d’Italia nei mesi scorsi ha anche presentato una mozione, chiedendo all’Esecutivo un impegno per rimediare a questa lacuna legislativa. Ebbene, il Governo come condizione per accettare le richieste inserite nella mozione parlamentare ha espressamente chiesto che, diversamente da quanto era stato proposto da Fratelli d’Italia, il monitoraggio non venisse effettuato a cadenza annuale, bensì a cadenza triennale.

La tutela dei minori e della famiglia non può essere considerata una lotta politica o di un partito politico. Dovrebbe essere la prima ragione di vita di ognuno di noi, poichè i bambini sono il bene più prezioso di una collettività. Questo silenzio assordante sulle condizioni dei minori tolti alle loro famiglie è drammatico, ed è presagio di una società che sta perdendo le fondamenta dei suoi valori. Secondo un’inchiesta effettuata dall’Università di Padova, sarebbero oltre 160 mila i minori allontanati dalle famiglie negli ultimi 20 anni: nella metà dei casi si è trattato di “errori giudiziari”. L’on. Maria Teresa Bellucci ci ha anche fornito dei dati ufficiali, quelli relativi ad un’indagine conoscitiva svolta dalla Commissione per l’Infanzia nella scorsa Legislatura. I risultati di questa indagine, durata per ben tre anni, ci dicono che nel 39% dei casi i bambini vengono allontanati dalle famiglie per indigenza economica, di questi il 79% viene affidato ad una casa famiglia.

Una società che smette di indignarsi per come vengono trattati i suoi figli più fragili e sfortunati, è arrivata al capolinea. Possiamo invertire questo percorso scegliendo di non girarci dall’altra parte. Scegliendo la consapevolezza, all’indifferenza. Ognuno può fare la differenza, informandosi e divulgando queste informazioni. Questa intervista è il contributo che vogliamo condividere con tutti voi.

Buon ascolto!

MISSIONE LAVORO. DISUGUAGLIANZA SOCIALE E NUOVE POVERTÀ.

Con il sen. Tommaso NANNICINI, presidente della Commissione di controllo dell’attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, e il dott. Domenico COSENTINO, responsabile nazionale Formazione del sindacato INPAS.

PUNTATA DI MARTEDÌ 26 MARZO 2021 ORE 15.00

ASCOLTA IL PODCAST

Gli ultimi dati Istat ci hanno fornito una fotografia dell’Italia tanto impietosa quanto preoccupante: oltre 2 milioni di famiglie e 5,6 milioni di persone che vivono in stato di povertà assoluta. E questi numeri sono destinati a crescere. I prossimi mesi saranno cruciali per la tenuta sociale del nostro paese, poiché di pari passo alla povertà cresce la disuguaglianza sociale. Ci sarebbe molto da dire sui criteri che la politica ha adottato in questo lungo anno di pandemia per arginare la caduta economica nazionale. Ma non è questo il momento per amplificare gli errori commessi. E’ questo il momento di costruire una “rete di protezione” che non faccia più distinzione tra tipologie di lavoratori, disoccupati e poveri. “C’è bisogno di un nuovo patto sociale che metta al centro l’essere umano” suggerisce Domenico Cosentino, e non possiamo che essere d’accordo con questa affermazione. L’auspicio è che questo cambio di paradigma avvenga immediatamente, dacché l’Italia dopo il 30 giugno ci mostrerà un altro volto della pandemia. Per quel momento lo Stato deve essere pronto, diversamente si rischierà una guerra sociale.

Da questo punto di vista, le parole del senatore Tommaso Nannicini mostrano un cambio di passo evidente. Il presidente della Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, parla di creare un “welfare universale”, di superare la divisione tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, di riportare il Reddito di cittadinanza nel perimetro di quella che era la sua funzione ( assicurare un reddito minimo alle persone che si trovano in una condizione di fragilità economica), ed affiancarlo ad un Reddito di formazione. “Ci sono persone che hanno bisogno di servizi di attivazione sociale ancora prima che dei servizi al lavoro, perché non tutti i poveri sono immediatamente occupabili e non tutti i disoccupati sono poveri” ha detto ai microfoni di Radio Sparlamento il sen. Nannicini, e con molta onestà intellettuale ha ammesso che i grandi dimenticati di questa pandemia sono stati i disoccupati, le Partite Iva, i giovani che ancora devono fare il loro ingresso nel mercato del lavoro. “Ci siamo concentrati soltanto sulla cassa integrazione per chi già ce l’aveva”, ha affermato il senatore. E adesso si pensa ad una sorta di Naspi rafforzata per chi è stato escluso.

Si tratta di un rinnovamento, anche dal punto di vista della comunicazione, che ci proietta nel futuro: quello che la pandemia fino ad oggi ci ha impedito di vedere. E’ un primo ma importante cambiamento. Il passo successivo sarà quello di far ripartire l’economia per creare posti di lavoro. Da dove cominciare? Domenico Cosentino non ha dubbi: bisogna sburocratizzare e riformare ( questa volta veramente) i Centri per l’impiego, superando l’esperienza dei navigator.

Buon ascolto!